martedì 3 aprile 2018

In mezzo, ovvero la naturale condizione dell'esistere

IN MEZZO

Quelli piccoli sanno
di minestrina
astucci in plastica
gomma
da cancellare
e di sono come
tu mi vuoi

Quelli grandi sanno
di sudore
scarpe da ginnastica
gomma 
da masticare
e di non saremo mai
come voi

E in mezzo
in bilico
tra prima e poi
   ci siamo noi.

Chiara Carminati, {Viaggia verso} poesie nelle tasche dei jeans, Bompiani





La prima volta che ho letto questa poesia, tratta dal nuovo, bellissimo libro di Chiara Carminati, non ho potuto fare a meno, nella logica di maestra di quinta da cui sono completamente pervasa, che quei piccoli con l’odore di minestrina, astucci in plastica e gomma da cancellare fossero i primini (anche se il “sono come tu mi vuoi” avrebbe dovuto fin da subito farmi riflettere); mentre i grandi sono, indubitabilmente, molti dei nostri di quinta.

Solo ad una nuova rilettura più attenta, questa mattina, ho pensato che i piccoli sono più piccoli: non tanto per gli odori, quanto, invece, proprio per quell’adesione e conformazione quasi totale ai desideri e alle aspettative dell’adulto. Quei desideri e quelle aspettative da cui è necessario affrancarsi, a cui ribellarsi, in una stagione che, a dispetto di quelle tradizionali, inizia sempre prima, sempre troppo presto rispetto alla maturità dei corpi, dei pensieri, dei sentimenti.

E in mezzo?

In mezzo “ci siamo noi”. E c’è uno spazio, prima dell’inizio del verso. Uno spazio piccolo, tre battute appena, credo. Ma è uno spazio al cui interno si svolge tutta una crescita, un infinito passaggio, in cui ci tocca, adulti, essere presenza viva e attenta, seppur discreta.

Compito difficile, ma quanto mai necessario. Siamo tutti, sempre, in mezzo, ovvero nella naturale condizione dell'esistere.