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mercoledì 14 ottobre 2015

Si les parents lapins dormaient avec leurs enfants...

Il passaggio successivo alla presa di coscienza che una lingua inventata, di cui non sappiamo interpretare il codice, non è comprensibile e non può essere usata per comunicare, mi è parso distinguere una lingua inventata da una lingua straniera: così, il giorno dopo la lettura del Codex, ho portato a scuola un albo illustrato acquistato a Bologna durante l'ultima Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi

Si les parents lapins dormaient avec leurs enfants



di Malika Doray , Edition MeMo








Non padroneggio perfettamente il francese, ma il testo è breve e facilmente comprensibile. Le immagini sono assolutamente deliziose, fatte apposta per essere ricopiate dai bambini utilizzando i pennarelli a punta fine (anche se, giustamente, uno di loro mi fa notare che le illustrazioni sembrano realizzate ad acquarello, poiché ci sono le sfumature: sono davvero felice che stiano affinando la loro capacità di osservazione).


Chiedo ad un bambino in prima fila di leggere il titolo: il compito viene eseguito senza particolari difficoltà (al termine della lettura, un compagno esclama: Per forza, l'alfabeto è uguale al nostro!”).
Poi leggo io, mostrando le immagini: prima senza interruzioni (“Ma è francese!” esclamano i bambini, abituati ad alcune mie espressioni abituali pronunciate arrotando la R), poi soffermandomi su ogni parola, in modo da permettere di cogliere le assonanze (parents, dormir, jours, alors, se serrer, agrandir, lit, cousins, allonger, poulpes, océan...), infine leggendo la traduzione in italiano.


E mentre disegnano

 

 

 




 

 chiedo loro quali siano le differenze tra una lingua inventata e una lingua straniera:


La lingua straniera non si capisce ma si riesce a leggere, quella inventata non si riesce a leggerla.
Il libro della inventata è più grande e più disegnato accuratamente, con tutte le cose colorate, invece questo qua c'ha solo i contorni.
Il libro che ci hai letto ieri erano diverse le parole e questo nella lingua che ci hai letto adesso era diversa la lingua
Il libro che ci hai letto adesso faceva ridere perché dicevi tutte le parole con la r e non si capiva niente e poi quello che ci hai letto ieri era con le lettere straniere ma con tante immagini.
La lingua inventata è diversa dalla lingua che non è inventata perché quella inventata non ce la facciamo a leggerla.
Il librone che ci hai letto ieri aveva delle pagine solo con le scritte, invece quello che ci hai letto oggi aveva scritte e disegni.,
La lingua inventata è divertente, quella straniera facciamo fatica a leggerla.
La lingua straniera è francese, la lingua inventata è una lingua che non si parla nel mondo.
Quello di ieri non si poteva leggere, quello di oggi si può leggere perché non è inventata la lingua.
Le immagini erano diverse.
La lingua inventata non riescono a leggerla in tutto il mondo, la lingua straniera se non riusciamo noi a leggerla magari la può leggere qualcun altro.
La lingua inventata è inventata, invece la lingua straniera esiste al mondo perché è francese.
La lingua straniera la possono capire tante persone, invece quella inventata la può capire solo uno che l'ha inventata.


Una lingua inventata la può leggere il signore che l'ha inventata, una lingua straniera la può parlare chi è di quella lingua, e chi vuole la può anche studiare.
Una lingua inventata è una lingua che nessuno conosce, una lingua straniera invece è una lingua che qualcuno conosce.
Una lingua inventata è una lingua che solo una persona sa, e quella straniera è quella che alcune persone sanno e altre no.
La lingua inventata tu inventi, inventi anche l'alfabeto, le parole, invece la lingua straniera è una lingua che tu non puoi capire, ma altri la capiscono.
La lingua straniera si può studiare e imparare, e ci sono persone che la sanno già, mentre la lingua inventata non si può studiare perché non sai quali parole sono.
La lingua straniera la sanno quelli che sono di quel paese o se no la puoi capire dai genitori, dalla scuola, e la lingua inventata la inventi e la capisci solo te.


Quando infine chiedo loro come mai sia stato abbastanza semplice comprendere il significato di alcune parole, prima rispondono: “Perché tu sai il francese”, poi, in entrambe le classi, un bambino alza la mano e dice: Perché il francese, come lo spagnolo e l'italiano, “viene” dal latino.


È qualcosa di cui talvolta abbiamo già parlato in classe; e il fatto che qualcuno se lo ricordi, mi sembra davvero un buon segno.

martedì 13 ottobre 2015

Codex Seraphinianus, ovvero "Chi lo sa leggere, dai disegni sarà una storia bellissima"

Ho scoperto il

Codex Seraphinianus

 

 

di Luigi Serafini, edito da Rizzoli

quattro anni fa, sul blog dei Topipittori

Lo chiesi immediatamente in prestito tramite il WebOpac: all’epoca insegnavo in quinta, e lo portai ai ragazzi, che ne rimasero affascinati.

Da qualche settimana, in classe, stiamo riflettendo su comunicazione, codici, linguaggi e alfabeti, così nei giorni scorsi l’ho mostrato anche ai miei alunni di terza: la reazione più significativa mi è parsa quella che dà il sottotitolo al post:


"Chi lo sa leggere, dai disegni sarà una storia bellissima"


Ho mostrato ai bambini le pagine scritte e le illustrazioni: poi, mentre riproducevano le une e le altre sui quaderni, ho chiesto loro cosa pensassero del libro, e se sarebbe stato possibile leggerlo:






Basta sapere la lingua
È divertentissimo
Vegetali immaginari
È anche bellissimo
Ci sono molte cose strane
È un libro di fantasia
Sono belle anche le scritte
Ti può servire a imparare nuove cose
È un libro bellissimo e lunghissimo
Forse è lungo, però è possibile leggerlo
Per leggerlo, ci metterai almeno due giorni...o tre...o molti di più
Per leggerlo, devi studiare la lingua
Puoi far capire questo libro dalle immagini, se c'è scritto...mhh...non so, se vedi che c'è un bambino che l'ha morsicato il serpente, dal disegno lo puoi capire
Devi prendere un dizionario
Puoi studiare a casa e dopo andare in un posto dove c'è scritta la lingua del libro e impari a studiare la lingua
Te lo fai tradurre
Possiamo inventare le parole
Oppure leggere in corsivo, magari qualcuno lo sa...io no...
Proviamo a studiarla...a studiare l'alfabeto del libro...impararlo
Però...ma a cosa serve studiarla se neanche sai cosa vuol dire?
Ci vuole una maestra di lingue straniere...che sa tutte le lingue del mondo
Ma quella lì è una lingua inventata
Quindi ci vuole quello che l'ha inventata...senza di lui non si capisce niente...


A questo punto, ho chiesto:

Ma perché l'autore ha scritto il libro, se non possiamo leggerlo?


È un libro che non si può leggere
Allora non si dovrebbe chiamare libro... 
Forse disegnalibro, o dilibro...
Perché Luigi Serafini dovrebbe capirlo, se l'ha inventato lui...perché magari i bambini possono divertirsi
Poi perché esistono i libri di soli disegni e quindi sa che se anche uno non capisce, può guardare i disegni
Però pure i disegni sono inventati, quindi non si può capire...
A me sembrano più prime forme di vita
Perché quando lo disegni ti puoi inventare anche i disegni
Per far imparare una lingua nuova


Ho chiesto quindi ai bambini di provare ad inventare insieme una storia ambientata in un luogo dove ogni abitante parli una lingua diversa dagli altri:


C'era una volta un paese con diverse famiglie, diversi alfabeti e diverse lingue. In questo paese ognuno aveva inventato una propria lingua e nessuno capiva quella degli altri quando si parlavano o scrivevano. Un giorno il sindaco decise che dovevano trovare un alfabeto unico per tutti, così almeno si sarebbero potuti capire, però non riuscivano, perché ognuno aveva la propria lingua. Allora il sindaco decise di fare la conta per scegliere una persona: la sua lingua e il suo alfabeto sarebbero diventati la lingua e l'alfabeto di tutti.


In una cittadina arrivò un mago che fece un incantesimo a tutti gli abitanti: ognuno parlava una propria lingua, nessuno capiva più nulla e non potevano più essere amici. A gesti decisero di imprigionare il mago e gli rubarono la bacchetta, così finalmente si liberarono dell'incantesimo e tornarono tutti a parlare la stessa lingua.



A giudicare dalle storie, mi pare sia chiaro ad entrambi i gruppi che, senza un linguaggio comune, non solo è impossibile comunicare, ma addirittura è difficile essere amici.