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lunedì 11 marzo 2019

Sam e Dave scavano una buca


Quando, un paio d’anni fa, Pearson mi ha chiesto di collaborare alla scelta dei testi per Scintille, il libro di lettura di classe 1^, mi ha fatto davvero un grande regalo.

Oggi è bello, con le mie bambine e i miei bambini, ritrovare i brani tratti dai libri che più amo, veri capolavori della letteratura per l’infanzia, che ogni giorno porto in classe perché possano davvero essere gustati dalla prima all’ultima parola, nel pieno splendore delle immagini che concorrono a fare, di un libro, un gran bel libro.
Un libro come questo.




Sapevo bene che M. lo adora. Non ha perso occasione per dirmelo, nel corso di questi mesi, e per chiedermi: “Quando ci leggi Sam e Dave scavano una buca?”

Così, quando venerdì l’ho tolto dalla borsa, l’ho guardato con complicità. Lo stesso sguardo che lui ha ricambiato, sorridendo e ripetendo, ancora una volta: “È il mio libro preferito”

Con la stessa complicità, gli ho chiesto di non anticipare nulla ai compagni, per non svelare via via le sorprese che il testo e le immagini avrebbero riservato. Ha annuito.

E poi è stato bello guardarlo, e ascoltarlo, mentre con gli altri interveniva durante la narrazione: “Ma no, non fermatevi!” “Continuate a scavare!” “Non girate!”

È così bella, l’empatia bambina, quella che fa condividere emozioni e sentimenti dei protagonisti, li spinge, li accompagna, li sostiene; mi pare la stessa che provoca in ogni lettore, anche adulto, quel senso di coinvolgimento totale con la narrazione che avvince, e che a volte non vorremmo lasciare, e che a volte si identifica con il senso di perdita che si prova al termine di un libro particolarmente amato.

Sam e Dave, dunque, nel tempo della storia sono stati davvero due di noi: due amici a cui abbiamo tentato di dare il consiglio giusto, per scovare quelle gemme, sempre più grandi, che ogni volta mancavano per un soffio.

Il bello della storia, però, è che non si conclude affatto con un senso di delusione: perché i due hanno in ogni caso vissuto qualcosa di “abbastanza spettacolare”, che era ciò che desideravano fin dall’inizio.

E noi ci siamo divertiti, poi, a trovare in ogni parola letta le sillabe CA e CO, e a urlarle tutti insieme, in un gioco che sempre diverte e insegna.



Come incomincia:


Lunedì Sam e Dave scavano una buca.

“Per quanto dovremo scavare?” chiede Sam.

“Abbiamo una missione da compiere” dice Dave.

“Non ci fermeremo finché non troveremo qualcosa di spettacolare.”

La buca diventa così profonda che finiscono sottoterra da capo a piedi.

Ma non hanno ancora scoperto niente di spettacolare.

“Dobbiamo continuare a scavare” dice Dave.

Così continuano a scavare.

Marc Barnett – Jon Klassen, Sam e Dave scavano una buca, Terre di mezzo


giovedì 17 luglio 2014

Capretti caproni

Una fiaba tradizionale adattata da Olalla Gonzalez e illustrata da Federico Fernandez. 

Mentre leggevo mi tornavano alla mente Riccioli d'oro e i tre orsi, e i tre porcellini; ovvero le storie dove si passa da un piccolo, a un medio, a un grande, con alterne fortune. Talvolta sono i piccoli, scarsamente considerati, a risolvere, con un guizzo d'ingegno, situazioni difficili o pericolose. Qui, invece, è il capretto caprone più grande, con forza e coraggio, a liberare per sempre il ponte dal temibile orco che lì vive. 

A quando la rivincita dei mezzani?




Come incomincia:

C'erano una volta tre capretti caproni che vivevano sulla montagna:
un capretto caprone piccolo,
un capretto caprone mezzano
e un capretto caprone grande.

Il capretto caprone piccolo
aveva una barbetta piccolina
e delle corna molto corte.

Il capretto caprone mezzano
aveva una barbetta né grande né piccola
e delle corna né lunghe né corte.

Il capretto caprone grande
aveva una barbetta lunga
e delle corna lunghe e ricurve.

GONZALEZ O. - FERNANDEZ F., Capretti caproni, Kalandraka

http://www.kalandraka.com/it/collezioni/raccolta-nome/particolare-del-libro/ver/capretti-caproni/

giovedì 3 aprile 2014

Dalle CAse alla CIttà

Perdere tempo sull'web spesso porta frutti inaspettati: alcuni giorni fa, sulla pagina fb 




 che ha acceso subito la famosa lampadina. E come lasciarsi sfuggire l’idea che ne è venuta?


Dalle CAse alla CIttà. 






Un metodo semplice e dall’impatto visivo molto forte ed immediato per passare dalla C dura alla C dolce.

E domani, altre città ci attendono...

martedì 1 aprile 2014

CO come COccodrilli




Achille, un piccolo coccodrillo, non vuol più mangiare né banane, né salsicce lunghe come un camion, né un’enorme, deliziosa torta al cioccolato. Tutto ciò che desidera mangiare è soltanto un bambino.

L’occasione si presenta sulla riva del fiume, dove una bambina imprudente sembra aspettare proprio lui.

Come incomincia:

“Ogni mattina, mamma Coccodrillo porta ad Achille delle ottime banane per la sua prima colazione e ogni mattina si meraviglia: -Come sei grande, figlio mio, come sei bello e che bei denti hai!
-E’ vero! – pensa Achille.
Una mattina, però, Achille si rifiuta di mangiare. Mamma Coccodrillo si preoccupa e insiste: -Sei sicuro? Non vuoi una dolce, gustosa banana?
-No grazie, mamma-, risponde Achille. –Oggi mangerei volentieri un bambino.

DONNIO S. – DE MONFREID D., Mangerei volentieri un bambino, Babalibri










Cosa faresti se, mentre sei seduto tranquillo a leggere una fiaba della buonanotte, un coccodrillo s’intrufolasse nel racconto per devastarlo? Chiuderesti il libro di schianto per rimetterlo subito sulla libreria? O saresti abbastanza coraggioso, come il Brutto Anatroccolo, per combatterlo?
Un albo illustrato interattivo, dove l'obiettivo è convincere il coccodrillo ad abbandonare le pagine. Scuoti il libro, agitalo, finche l'animale bucherà le pagine e se ne filerà via dalla quarta di copertina.

O’BYRNE N., Attenti al coccodrillo! Aprire con cura, Nord- Sud








E se avete voglia di incontrare altri coccodrilli, non vi resta che cercarli qui

http://www.apedario.blogspot.it/search/label/coccodrillo

In bocca al...coccodrillo! :)




venerdì 28 marzo 2014

Le case

Ci sono libri che sono veri oggetti d’arte: io spesso li trovo allo Spazio Libri Laboratorio La Cornice di Cantù, http://spaziolaboratoriolacornice.blogspot.it/.

“Le case”



di Aoi Huber-Kono è uno di questi. Pubblicato per la prima volta esattamente 50 anni fa, nel 1964, è stato ristampato nel 2010 e mantiene intatto, a dispetto degli anni, tutto il suo fascino.


Ho letto ai bambini le descrizioni delle case, mostrando loro le immagini che le accompagnano.



La casa con l’arabesco

In fondo alla strada c’era una casa marrone, vecchia, forse vecchissima.
Nessuno sapeva chi l’avesse abitata e chi ora ci vivesse.
Su un muro scolorito e cadente c’erano dipinti dei grandi pesci.
Forse questi pesci sapranno la storia di questa casa e di questa via.
 

HUBER-KONO A., Le case, édition virgola, Suisse



Poi ognuno ha scelto due pennarelli a punta finissima e ha realizzato le proprie case:



casa dove abitano i pesci



casa che splende



casa delle greche



casa sorridente



casa padronale






casa della nonna






castello incantato



casa decorata



casa sul mare



casa cuoriciona



casa bellissima



casa del re e della regina



casa stregata



casa felice che è felice tutti i giorni



casa di uccelli



casa della scossa



casa Ashley



casa del re, della regina e della principessa



casa dei fantasmi









giovedì 27 marzo 2014

CAsa di fiaba

Per un bambino molto piccolo, tante cose sono CASA: la pancia della mamma, il suo seno, le sue braccia, le ginocchia di papà, l’abbraccio dei nonni, la culla, uno scatolone, un sasso, il tavolo coperto dalla tovaglia, l’angolo tra poltrona e divano, un albero...

Giovanna Zoboli raccoglie nel suo libro, in forma di poesia, tutte le dimensioni di ciò che per un bambino è casa, in un rimando continuo tra fantasia e realtà.


Casa di fiaba - copertina


Come incomincia:

“Casa di fiaba,
casa stregata.
Casa di foglie
e di rami, di nebbia.
Casa che brucia,
casa incantata.

Casa di ghiaccio,
di polvere e terra.
Nido d’uccello,
casa sbagliata.”

ZOBOLI G., Casa di fiaba, Topipittori


Alcune espressioni poetiche hanno "fomentato" (rubo l'espressione a Chiara Carminati e al suo imperdibile libro, Perlaparola) l'immaginazione dei bambini quanto le magnifiche illustrazioni di Anna Emilia Laitinen























Sul quaderno abbiamo ricopiato alcuni versi della poesia (i bambini hanno capito in fretta che la maestra li aveva scelti apposta perché contenevano molte sillabe CA/CO, ed è stato altrettanto interessante riflettere insieme su termini non consueti come spelonca e reggia).

 

Infine ogni bambino ha espresso il proprio pensiero sulla CASA: una volta scritto tutto al computer, ho spiegato ai bambini che avrei raggruppato le frasi secondo le domande (implicite) a cui rispondevano:

Che cos’è?
Com’è?
Cosa c’è?
Cosa si fa?

In questo modo, abbiamo scritto il nostro primo testo.

LA CASA È UNA COSA PARTICOLARE PERCHÉ NON TUTTI CE L’HANNO.
È UN POSTO DOVE VIVONO TUTTI; LA CASA È FATTA APPOSTA PER VIVERCI.
IN CASA QUALCHE VOLTA VENGONO I LADRI.
IN CASA SI GIOCA, SI PULISCE, CI SI DIVERTE, SI DORME, SI CUCINA, SI MANGIA, SI GUARDA LA TIVÙ, CI SI AIUTA, SI COLORA, SI FANNO I COMPITI,SI BALLA, SI CANTA, SI MANGIANO I CIOCCOLATINI, SI PUÒ MANGIARE UN ORSO DI CIOCCOLATO, CI SI RILASSA, SI LAVORA.
IN CASA C’È TUTTO: CI SONO I MOBILI, IL COMPUTER, IL WATER, IL BAGNO, UNA PALLA, UNA FINESTRA, LA CAMERETTA, IL SALOTTO, GLI OROLOGI, LE TENDE, LE PERSONE, LE CARAMELLE, IL FRIGORIFERO, I GRADI DI TEMPERATURA, GLI OGGETTI, LE SCALE, LE PORTE, IL PAVIMENTO, LA DOCCIA, IL DIVANO, L’ACQUA, IL CIBO, LE SCARPE, IL LETTO, IL BIDET, LA SOFFITTA.


L a casa ripara dalla pioggia, può contenere tante persone, può essere un palazzo, un condominio, ci possono essere tante altre case attaccate vicino o in una zona tranquilla, è un oggetto grande, resistente e duro, ha il tetto.
La casa può essere rovinata, illuminata, pulita, piena di coniglietti o di cani, bella o brutta, fatta di mattoni, dipinta, alta, a forma di naso.
In casa ci sono grandi e piccoli, bambini che giocano, i genitori, persone che mangiano, degli animali, i topi, tanti Lego, la cassaforte dei giocattoli, gli ombrelli, la cucina, i divani, i mobili, i letti, le sedie e i tavoli, le cartelle, salvadanai, le candele, l’elettricità, le giacche, la cantina e il garage
In casa si gioca, si ride, si cucina, si stira, si mangia, si trova spazio per mettere le cose che si comprano, si dorme, si gioca ai videogiochi, si fanno i servizi, ci si abita, si fanno i compiti, si legge, si guarda la tivù, si beve, ci si veste, si festeggia il Natale, si curano i fratellini, ci vogliamo bene, si possono usare tanti giochi, si disegna, si può dormire, ci si riposa, si aiutano il papà e la mamma, si possono guardare i dvd