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mercoledì 21 ottobre 2015

Calligrafia, l'arte di scrivere bene



La calligrafia è l’arte di scrivere bene, ormai lo sappiamo.
Ma, per scrivere bene, servono esercizio, cura, attenzione, concentrazione e tempo.
Per questo motivo, ogni settimana cercheremo di dedicare del tempo  prezioso alla calligrafia, all’uso di strumenti consueti e no, alla concentrazione e alla cura.

Lo strumento speciale di questo primo appuntamento è stato il pennello per calligrafia, contenuto in un kit acquistato tempo fa: 


 




è stata davvero una bella emozione utilizzarlo, anche per tracciare una sola lettera!














giovedì 17 settembre 2015

L'alfabeto delle vacanze, un anno dopo

Scrivevo giusto un anno fa: 

"Non esiste linguaggio, verbale o scritto, senza le parole: non esistono parole senza le lettere. 



In questo nuovo anno insieme, la prima richiesta di scrittura che ho fatto ai miei bambini è stata scrivere su un foglietto, in qualsiasi carattere desiderassero, una parola, una sola, che riguardasse le vacanze. Ho scelto la forma scritta perché ognuno avesse la propria parola, almeno una, e non si rifugiasse nel “già detto” dei compagni.



Poi, a turno, i bambini hanno letto le loro parole. Ho proposto di scriverle sul quaderno: però, ho spiegato, era necessario decidere insieme in che ordine metterle. Non è passato molto tempo prima che qualcuno dicesse: “Con l’alfabeto” “In ordine alfabetico”. Così abbiamo fatto.



Data (penna cancellabile blu, per la prima volta, un’emozione), titolo (penna cancellabile rossa). 

Ho detto loro che potevano scegliere il carattere: non tutti i bambini sono ancora sicuri con lo stampato minuscolo, e per riprendere il corsivo preferisco aspettare ancora un po’.

(Mi piace che, soprattutto in questa prima fase, in cui sembra di essersi dimenticati molte cose, si possa scegliere ciò che dà più sicurezza, o semplicemente si preferisce. Poi, sicuramente, decideremo, colleghe e bambini insieme, chi ha ancora bisogno di qualche tempo con il maiuscolo, e chi invece è pronto per lanciarsi verso minuscolo e corsivo).



A sinistra, accanto al margine, in colonna, tutte le 26 lettere dell’alfabeto; le “straniere” non le abbiamo ancora studiate, ma, fin dalla fine dello scorso anno scolastico, ho voluto che i bambini imparassero l’ordine alfabetico che le comprende, perché non fosse più difficile inserirle in un secondo momento.



Ripetere insieme l’alfabeto è divertente, ritmico, quasi un canto, e ormai la maggioranza dei bambini lo conosce perfettamente. Ad ogni lettera, ci fermiamo e chiedo: “Qualcuno ha scritto una parola che inizia con…?”

In questo modo è molto facile avvicinare i bambini al riordino alfabetico di parole con iniziali comuni: se con la B sono state dette due parole, BATTELLO e BICI, quale scriveremo prima?

I bambini si ricordano un’attività dello scorso anno: se le iniziali sono uguali, dobbiamo guardare la seconda lettera. Viene prima la A o la I? Allora scriveremo prima BATTELLO e poi BICI.

E se anche la seconda lettera è uguale? Guardiamo la terza. Dopo alcune prove, qualche bambino riesce a riordinare le parole a mente, senza bisogno che le scriva alla lavagna. È una grande conquista: quando impareremo ad usare il dizionario, saremo già esperti!





Questo è stato il lavoro di una mattinata; la successiva, abbiamo riempito le righe delle lettere rimaste vuote, e decorato i nostri alfabeti.

Eccoli qui: e non importa se qualche acca, doppia o maiuscola è scappata, se, anche copiando dalla lavagna, ogni tanto qualche lettera rimane dentro la penna. 'è tempo per correggere: oggi lo faremo con calma."






E' passato un anno esatto, e ieri ho riproposto ai bambini lo stesso lavoro dell'anno scorso: questa volta, però, abbiamo scritto tutto l'alfabeto ripetendolo insieme perfettamente a memoria, lettere straniere comprese, utilizzando il corsivo maiuscolo e minuscolo e scrivendo ogni lettera in modo ordinato e curato.

Poi ognuno ha scritto più parole sul proprio foglietto

 


e, a turno, ne ha scelta una con un'iniziale che non fosse già stata usata dai compagni, in modo da riuscire a occupare tutte le righe. E poi, ancora, abbiamo completato ogni riga aggiungendo altre parole, il più possibile attinenti (e per fortuna un compagno quest'estate allo zoo ha visto un koala, altrimenti non avremmo potuto scriverlo :) )





Come sono evidenti i cambiamenti avvenuti in un solo anno! E, riflettevo, che peccato riempire forzatamente tutte le righe. Meglio lasciare ancora un po' di spazio ai disegni...

Questa mattina, poi, rifletteremo insieme sull'ordine delle parole con la stesse iniziali, e troveremo il modo di riordinarle.


Infine, il primo dei tanti alfabetieri che leggeremo insieme in questi giorni:

Alfabetrocca





 di Nicoletta Codignola, Fatatrac

sabato 30 novembre 2013

Bella scrittura

Sono una maestra di mezza età (ho 46 anni), ma in molti casi mi sento davvero all’antica: così all’antica che ieri a scuola abbiamo lavorato per quasi un’ora sulla bella scrittura.

In classe c’erano un silenzio e una concentrazione che raramente sento; a nessuno è stato chiesto di fare in fretta, anzi... A tratti chiedevo: “Abbiamo finito tutti?”. La regola che avevo posto era che rispondessero solo i NO. Non è stato facile, soprattutto all’inizio; ma che bello sentire il silenzio quando alla fine tutti eravamo pronti per cominciare una nuova riga!

Certo, alla fine non tutte le pagine sono così
 
 

ma garantisco che ci sono stati grandi sorrisi per tutti, perché ogni bambino, nella calma, nella concentrazione e nel silenzio, ha dato il meglio di sé.

Certo, riflettevo poi, se sono io che vado di fretta e dico ai bambini di sbrigarsi (lo faccio, lo faccio, ogni tanto, anche se poi un po’ me ne vergogno e mi arrabbio con me stessa), poi non posso aspettarmi tutti i quaderni ordinati, soprattutto quelli di chi ha cominciato con grandissima fatica. E allora, davvero, me lo impongo: vai piano!