martedì 22 dicembre 2015

A ritrovar Natale - Lo spettacolo



Ho l’impressione che non tutti (compreso qualche genitore) riescano ad immaginare quale dispendio di tempo ed energie richieda l’allestimento di uno (nel nostro caso, due) spettacolo natalizio; soprattutto se, come nel nostro caso, il copione viene costruito, riadattato, modificato e cucito come una seconda pelle su ogni singola classe.

Quest’anno abbiamo avuto l’enorme fortuna di poter contare su una base davvero eccellente:

A ritrovar le storie



di cui ho già raccontato qui.


Del testo originale abbiamo utilizzato solo la parte iniziale:


In un paese dove le parole sono sbiadite, rimpicciolite, e le poche rimaste accorciano le storie, 
 
 
rendendoi ricordi invisibili e le bocche mute, 
 
un bel giorno appare sulla piazza il Saltimbanco con un’Oca in spalla. 
 
Cantano una strana filastrocca:




Conta che ti conto

la vita si racconta

tiritiritera

questa è una storia quasi vera





e mostrano un cartello con scritto BICICLETTA.
 



 
Dopo qualche giorno, il primo barlume di una storia esce dai ricordi e dalle labbra di una donna. Poi è un bambino a ricordare, e a raccontare.
Il Saltimbanco scrive parole sempre nuove, come SO FARE

 





 Questa parte inizale del libro ci è servita per attribuire una parola ad ogni classe:







Per le nostre due terze ho scelto la parola ATTESA, e nelle scorse settimane abbiamo quindi lavorato quasi esclusivamente per preparare lo spettacolo. 

Abbiamo cominciato leggendo albi, fiabe e poesie che raccontassero proprio di questo stato dell’animo.
Poi abbiamo riflettuto a lungo e conversato su quali siano le cose che i bambini possono attendersi, e come anche in natura sia necessario attendere per poter godere di quanto di meraviglioso ci viene gratuitamente offerto.






Infine abbiamo deciso cosa preparare per lo spettacolo natalizio: ogni bambino ha scelto una tra le tante frasi relative all’attesa pensate e scritte nei giorni precedenti e in seguito abbiamo immaginato una sorta di danza che unisse tutti questi pensieri.

 







































lunedì 21 dicembre 2015

Libri PIPPI: Alfredo Quasitutto



Fin dalla copertina, il libro PIPPI di oggi

Alfredo Quasitutto


di Jon & Tucker Nichols, Il castoro




mi ha fatto immediatamente pensare al mio adorato Kubbe, e al suo bisogno di raccogliere, catalogare, classificare tutto.
Molti bambini, e anche qualche adulto, amano fare lo stesso: raccogliere, catalogare, classificare. Ci sono addirittura artisti che realizzano affascinanti opere d’arte proprio dando forma, ordinando, classificando, oggetti o materiali simili per uso o struttura ( qui alcune immagini delle opere dell'artista finlandese Anu Tuominen)










Siamo tutti un po' Alfredo: perennemente alla ricerca di qualcosa che è andato smarrito, persi nell'infinita quantità degli oggetti che popolano le nostre vite, presi talvolta dal bisogno di dare forma e ordine a ciò che ci circonda.



Dal sito della casa editrice Il castoro:


“Ci sono tantissime cose fantastiche in questo libro. Se vi piacciono le cose fantastiche, questo è il libro che fa per voi.” – John Klassen

“Una meraviglia di maestria, splendido” – San Francisco Chronicles

Un’intera casa in cui perdersi per ritrovare tutto… o quasitutto!

Alfredo Quasitutto ha moltissime cose. Per questo ogni tanto ne perde qualcuna. Ma questa volta ha perso una cosa molto preziosa: la dentiera! È arrivato il momento di mettere ordine. Ci vuole solo un po’ di organizzazione. Prima naturalmente bisognerà tirare TUTTO fuori. Poi ci vuole un criterio: il colore, forse? L’ordine alfabetico? Be’, sì, certo, le anatre non c’entrano nulla con i cappelli. E le formiche? E… no, aspetta, questo che cos’è? Aiuto!
Un albo illustrato di grande formato, pieno di dettagli divertenti e di sorprese a ogni pagina. La copertina diventa un grande poster.


Come incomincia:

“Un bel giorno d’autunno, Alfredo Quasitutto si svegliò e non trovò più la sua dentiera.
Mise un annuncio di DENTIERA SMARRITA all’ufficio postale, ma temeva che non lo notasse nessuno.
Così cominciò a cercare fra tutte le sue cose.

Le sparpagliò per studiarle meglio.
Ma a guardarle così, tutte insieme, Alfredo si confondeva.
C’era un gran disordine.
Gli serviva un consiglio.

Così chiamò sua sorella Myrna, che disse: -Alfredo, ti devi organizzare. Dividi tutto quello che hai in categorie. Alla fine resterà fuori solo la tua dentiera smarrita.

Alfredo aveva un sacco di cose.”

NICHOLS J. & T., Alfredo Quasitutto, Il castoro


Qui la recensione di Eleonora Rizzoni su Lettura candita