venerdì 3 luglio 2015

Letture estive 2: Il libro delle storie di Quentin Blake






Come si chiama il mago che suona il violino in ogni angolo della città? Quanto sono profonde le tasche colorate del vestito di Angelica? E possono i disegni mettersi a volare? Tutto è possibile nel fantastico mondo di Quentin Blake, dove vivono creature meravigliose come i cacatua del professor Dupont, e per le strade sfrecciano automobili buffe come quella della signora Ada, la regina della strada. Per incontrare lei e tutti i suoi amici basta seguire la matita e le parole del più celebre illustratore per ragazzi, mentre ci conduce in un allegro e avvincente sogno a occhi aperti tra i suoi personaggi più famosi e strambi e le sue storie più incredibili. Per la prima volta in un unico, spassoso volume, presentate dalla voce di Bianca Pitzorno.


Come incomincia:

Angelica, è bene che lo sappiate,
ha un vestito pieno di tasche colorate.

Ha una tasca per i topi...
...una per il formaggio prelibato...

e una dove tiene i fazzoletti,
per chi è raffreddato.

Piove? C'è una tasca piena di ombrelli...
...per chi li vuole colorati e belli...

...e una con costumi e asciugamani...
...per quando torna il sole l'indomani.”

BLAKE Q., Il libro delle storie di Quentin Blake, Mondadori

 















E i bambini, cosa vorrebbero nelle loro tasche?







E per finire, le filastrocche inventate dalle due classi:

LE TASCHE DEI BAMBINI



Nelle tasche dei bambini

puoi trovare

coccodrilli, tanti libri,

bestie rare,



scimmie, draghi, tre matite,

due pastelli,

cinque penne, quattro gomme,

sei cammelli,



dolci torte con padelle

e pasticcini

puoi trovare nelle tasche

dei bambini



Classe 1^ Carimate



LE TASCHE DEI BAMBINI



Nelle tasche dei bambini

puoi trovare

cioccolato, dei pastelli,

un po' di mare,



mille cani, caramelle,

un bel cavallo,

le maestre, qualche drago,

un pappagallo,



tre ghiaccioli, l'universo,

i topolini

puoi trovare nelle tasche

dei bambini.



Classe 1^ Montesolaro

giovedì 2 luglio 2015

Letture estive 1: Caccia alla tigre dai denti a sciabola


Caccia alla tigre dai denti a sciabola




Un libro perfetto per cominciare la rubrica Letture estive: un albo illustrato di recentissima pubblicazione, popolato di personaggi divertenti che animano le pagine, su cui bambini e adulti potranno passare moltissimo tempo ad interrogarsi (Cosa mai starà sognando il daino dallo stelo in bocca, che beatamente dorme poggiato ad un masso mentre intorno ferve senza sosta la vita della tribù? Chi starà vincendo tra il bisonte e il topo nella partita a foglie? Ma, soprattutto, cosa pensano i due conigli degli stranissimi comportamenti umani?).

Un albo illustrato ambientato indietro nel tempo, al tempo in cui c’erano i primi uomini. E se nella tribù la suddivisione dei ruoli appare molto schematica (gli uomini sono cacciatori e guerrieri, le donne cercatrici e raccoglitrici, i bambini pasticcioni e arruffoni), Olun, apprendista cacciatore della temibile tigre dai denti a sciabola, deve fare i conti con Uma, che non ha nessuna intenzione di smettere di seguirlo. E così, tra un inseguimento e l’altro, Olun riesce a catturare la feroce  tigre con l’aiuto quasi magico di uno strano sassolino bianco ricevuto in dono dallo stregone, Testa tra le Nuvole.


Come incomincia:

“Vieni, andiamo indietro nel tempo. Andiamo fino a un tempo di molto tempo fa e ancora prima. Il tempo in cui c’erano i primi uomini. Guarda laggiù quegli uomini: sono cacciatori e guerrieri. La caccia è così faticosa, che dopo devono riposarsi ben bene.
Di qua vedi delle donne, che sono cercatrici e raccoglitrici. Nel senso che cercano e raccolgono piante e frutti da mangiare insieme alla carne (quando capita che gli uomini tornino dalla caccia con un bel bottino…).

Ah, già, ci sono anche dei bambini.
Sono pasticcioni e arruffoni: ne hanno di cose da imparare prima di diventare cacciatori e raccoglitrici!

VAN OUDHEUSDEN P. – LEROY B., Caccia alla tigre dai denti a sciabola, Sinnos (trad. di Laura Pignatti)


Qui l'accuratissima recensione di Carla Ghisalberti per Lettura Candita

mercoledì 1 luglio 2015

Mercoledì al cubo (9): Storie per ridere o 28 storie per ridere


Il mercoledì al cubo di questo mese di luglio è molto speciale: perché è il primo in cui ognuno dei tre blog coinvolti  ha scelto, all'insaputa degli altri due, un libro diverso da recensire. Nessun accordo preventivo, nessuna fuga di notizie: dall'idea di una delle due Pollicine, per questo mese, tre libri diversi di cui, a vario titolo, riteniamo significativo scrivere nelle nostre pagine.

Qui i consigli di lettura delle Briciole di Pollicino
Qui quelli di Scaffale Basso


Forse perché in questi giorni sono sola in casa ( i figli, ormai grandi, ai due capi dell'Italia, uno in Sicilia e l'altra in Valtellina), la mia scelta è caduta su un libro che mi riporta in modo molto intenso ai miei primi anni da mamma, e soprattutto alle letture in spiaggia.

Sono sempre partita per le vacanze con un cospicuo numero di libri al seguito; tra quelli per i figli, pur a distanza di anni, non poteva mancare
 
Storie per ridere

di Ursula Wolfel, Nuove Edizioni Romane, recentemente ripubblicato dalla casa editrice Kalandraka, con una nuova veste grafica




 
Come è naturale, e come sempre avviene per i libri molto amati, io sono profondamente legata all'edizione precedente, di cui possiedo due copie, una per ogni figlio, poiché a nessuno dei due debba mancare tra i libri che verranno letti ai futuri nipotini.

Nella lettura, ci alternavamo io, in spiaggia, e la nonna, in camera nei pomeriggi troppo assolati. 

Le storie sono brevi, incisive, memorabili: come dimenticare la bicicletta continuamente ridipinta, il ciuccio perduto, l'uomo frettoloso o il bambino che rideva sempre? Come non sorridere, o ridere di cuore, ripensando alla storia di una partenza o a quella di uno sbadiglio? E mentre sfoglio ancora una volta il libro più usurato, quello con la copertina ruvida per le troppe pieghe da piccole mani cicciottelle e illustrazioni su cui si è trasferita l'impronta delle parole del testo della pagina a fianco, ancora ripenso al potere delle storie, lette da soli o ascoltate dalla voce di chi ami. È questo che auguro a tutti i bambini, e in particolare ai miei bambini, quelli di casa, ormai cresciuti, e gli scolari antichi e nuovi: che ci sia sempre qualcuno a raccontar loro delle storie, e che loro stessi diventino, a loro volta, dei raccontastorie.


Piccola nota per gli adulti:
 
sono una bambina, un bambino di 3-4 anni. Mi leggono le storie: di giorno, le maestre a scuola, la sera, prima che mi addormenti, mamma e papà, a casa. Qualche volte me le leggono anche i nonni, o in biblioteca. E se sono malato, sto a letto, faccio la voce lamentosa e mi leggono tutti i libri che voglio.



È passato poco tempo, solo tre o quattro anni. Ora ne ho 7, o 8. Ho finito da poco la prima, o la seconda elementare. So leggere da solo, più o meno bene, in stampato maiuscolo e anche in minuscolo. Però, quando chiedo che mi leggano una storia, la risposta è sempre la stessa: “Ormai sei grande, puoi farlo da solo”.



Non capiscono che è sempre bello che qualcuno legga per te, che rubi il tempo alle faccende, al lavoro, agli impegni, per prenderti in braccio e in un istante trasportarti in un altro mondo, solo con le immagini e le parole.

È una magia meravigliosa: perché dovrei rinunciarci solo perché sono un po' cresciuto?



Se fossi un bambino, oggi mi sdraierei sul lettino in spiaggia, sotto l'ombrellone, e chiederei alla nonna: “Mi leggi la storia della donna che pensava sempre ad altro?”


Storia della donna che pensava sempre ad altro

Un giorno una donna voleva fare il bucato, cuocere le patate e pulire la cucina. Ma pensava ad altro, così mise il secchio col sapone sul fuoco, gettò le patate nella lavatrice e versò il detersivo sul pavimento. Poi si accorse che aveva sbagliato tutto. Tolse in fretta il secchio dal fuoco, tirò fuori le patate dalla lavatrice e raccolse il detersivo. Ora voleva fare tutto per benino. Ma già stava pensando ad altro! Versò l'acqua per pulire la cucina nella lavatrice, il detersivo nella pentola e le patate le buttò nel secchio. Quando cominciò a pulire, le patate rotolarono per la cucina. La donna si mise a raccoglier le patate, ma nel frattempo la pentola si mise a bollire e l'acqua saponata traboccò, riempiendo tutta la cucina. La donna rise dicendo: -Almeno ora la cucina è pulita!- Poi si mise veramente a fare tutto per benino.

WOLFEL U., Storie per ridere, Nuove Edizioni Romane