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sabato 13 febbraio 2016

Il topo che non c'era

Oggi allo Spazio Libri laboratorio la Cornice, Giovanna Zoboli presenterà Il topo che non c'era.
Ed io  ripesco questo post scritto tre mesi fa: 
 
 
9 novembre 2015
 
Quando una cosa è bella, è bella e basta.
Ma quando una cosa bella viene realizzata da qualcuno che ti è caro, questa cosa bella acquista un ulteriore significato. Riempie il cuore, ecco.
Ho aspettato, prima di poter leggere e ammirare 
Il topo che non c’era




di Giovanna Zoboli e Lisa D’Andrea, Topipittori
L'ho aspettato come si aspettano i regali di Natale, con desiderio e stupore: lo avevo già visto in libreria, da Tommaso, ma non avevo voluto neppure aprirlo, per non rovinarmi la sorpresa.
Perché Il topo che non c’era era il libro scelto in dono per aver partecipato a La rete dei libri, sul blog dei Topi.  E quando è arrivato, è stata una festa.

 
Ho conosciuto Giovanna e Lisa in occasione del corso Leggerescrivere 2014. Giovanna è stata la nostra insegnante, Lisa una compagna, e già in quell'occasione abbiamo avuto modo di ammirarne lo stile, la tecnica, la maestria: le stesse doti che appaiono evidenti in questo suo primo albo.
In casa mia, dove nessuno è esperto né appassionato di illustrazione per l'infanzia, il suo gatto ha riscosso ammirazione e grandi lodi: “Sembra vero” “Fa venir voglia di accarezzarlo”. E che dire dei topi, un milione di topi, ognuno con un particolare diverso, impegnati in mille attività?
Penso a quanto tempo occorra per disegnare un solo topo, e provo a moltiplicarlo per l'infinità dei topi del libro...





Penso alla passione, alla tenacia, alla perseveranza di Lisa, e di chi come lei insegue i propri sogni e riesce a realizzarli. Penso a Giovanna, che ci ha educato, nel senso più vero del termine, portando fuori da ognuna di noi ciò che ognuna già aveva dentro, anche se solo in bozzolo.

E poi non dico più nulla, e nemmeno starò a tentare di scrivere parole dotte a proposito del libro: l'hanno già fatto, e in maniera egregia, la stessa Giovanna Zoboli, Carla Ghisalberti e Marina Petruzio.
Dirò solamente che Il topo che non c'era è un libro assolutamente imperdibile. 
 


Come incomincia:
C'era una volta un gatto.
Era un bel gatto tigrato,
con la testa piena di topi.
Ci pensava tutto il giorno ai topi.

A volte, pensava a un solo topo.
Lo vedeva bene in ogni particolare.
Questo accadeva nei giorni in cui si sentiva
un gatto molto preciso.
A volte, invece, pensava a due topi insieme,
e uno lo vedeva bene, tutto intero.
L'altro, invece, un po' offuscato,
come se fosse entrato in una nuvola
o stesse facendo un suffumigio.

Ma erano i giorni che magari
non aveva dormito abbastanza
o aveva un orecchio tappato.”



ZOBOLI – D'ANDREA, Il topo che non c'era, Topipittori


venerdì 13 giugno 2014

L'amico del piccolo tirannosauro


Ci sono personaggi che hanno il potere di entrare nel cuore dei lettori e non lasciarlo più: penso a Max nel paese dei mostri selvaggi, a Olivia, a Zackarina e Lupo Sabbioso, e penso al piccolo tirannosauro, protagonista di questa storia tenera e profonda sul valore dell'amicizia, della fiducia, dell'attesa, del rispetto...




Questo è un albo che adoro, ma che quest'anno non sono riuscita a leggere in classe. C'è tempo, naturalmente (abbiamo altri 4 anni insieme), ma forse a qualcuno potrebbe venir voglia di leggerlo durante le vacanze...



Chi avrà incontrato il piccolo tirannosauro, non potrà più scordare il suo intenso desiderio di avere un amico, la sua fiducia, la sua impazienza... e la sua disperazione quando la catastrofe è ormai compiuta. Proverà intenso il desiderio di aiutarlo, di contenerlo, di abbracciarlo, questo tirannosauro piccolo ma così tremendamente famelico e vorace.

Sarà il topo Mollo ad assumersi l'impegno più difficile e pericoloso: diventare amico per sempre del piccolo tirannosauro.

Chissà se, con l’aiuto di una formula magica che lo rende disgustoso, di un’ottima ricetta per torte e di una zampa ingessata, riuscirà a non farsi divorare, com’è invece accaduto a tutti gli altri prima di lui…



Come incomincia:

C’era una volta, un piccolo tirannosauro che non aveva amici perché se li era mangiati tutti.

Cercava di trattenersi con tutte le sue forze, eppure, tutte le volte capitava la stessa cosa.

Il piccolo tirannosauro quando incontrava qualcuno che trovava simpatico, si sedeva vicino a lui e chiacchierava allegramente.

Dopo poco tempo, però, incominciava a sentire una leggera fame che gli solleticava lo stomaco. Allora guardava con discrezione a destra e a sinistra per vedere se, per caso, trovava una o due formiche da sgranocchiare.

La fame cresceva velocissima, ma dato che il piccolo tirannosauro trovava il suo nuovo amico davvero simpatico, per distrarsi gli proponeva di andare a giocare con lui da qualche parte.

E improvvisamente, la catastrofe.”



SEYVOS F. – VAUGELADE A., L’amico del piccolo tirannosauro, Babalibri

venerdì 20 dicembre 2013

Uno spuntino di Natale

Oggi vi racconterò una storia.


C’erano una volta un topo e un gatto affamati





che una notte trovarono un berretto rosso con un pompon bianco







Allora il gatto scese dal camino





e trovò un cane per nulla generoso





e due fratellini dispettosi.





Ad un certo punto, però, videro un vecchietto triste perchè aveva perso il suo berretto e...


 


Fortunatamente il vecchietto li invitò a casa sua, dove fecero un meraviglioso banchetto.





Piaciuta?
Ai bambini molto.


Se volete leggere la versione originale, la trovate qui



ma vi garantisco che è davvero uguale uguale a quella che vi ho raccontato!



P.s.

Ho già scritto, vero, quanto sono soddisfatta quando i bambini scrivono da soli le loro didascalie? Quella al sesto disegno è meravigliosa...

domenica 21 aprile 2013

per parlare di Amicizia...




Il topo Mollo si è assunto un impegno davvero difficile e pericoloso: diventare amico per sempre del piccolo tirannosauro.

Chissà se, con l’aiuto di una formula magica che lo rende disgustoso, di un’ottima ricetta per torte e di una zampa ingessata, riuscirà a non farsi divorare, com’è accaduto a tutti gli altri prima di lui…

Come incomincia:

C’era una volta, un piccolo tirannosauro che non aveva amici perché se li era mangiati tutti.

Cercava di trattenersi con tutte le sue forze, eppure, tutte le volte capitava la stessa cosa.

Il piccolo tirannosauro quando incontrava qualcuno che trovava simpatico, si sedeva vicino a lui e chiacchierava allegramente.

Dopo poco tempo, però, incominciava a sentire una leggera fame che gli solleticava lo stomaco. Allora guardava con discrezione a destra e a sinistra per vedere se, per caso, trovava una o due formiche da sgranocchiare.

La fame cresceva velocissima, ma dato che il piccolo tirannosauro trovava il suo nuovo amico davvero simpatico, per distrarsi gli proponeva di andare a giocare con lui da qualche parte.

E improvvisamente, la catastrofe.”

 

SEYVOS F. – VAUGELADE A., L’amico del piccolo tirannosauro, Babalibri



Disegni coloratissimi su fondo nero, creati apposta per colpire l’immaginazione di un bambino e parlargli una lingua il più possibile simile alla sua. Che cos’è l’amicizia? Ce lo chiederemo per tutta la vita, e le risposte non saranno mai molto diverse da quelle degli specialissimi mostri protagonisti di questo libro.

Come incomincia:

“L’amicizia è…

giocare

annoiarsi

farsi i dispetti

azzuffarsi

piangere

ridere

separarsi

vergognarsi

sperare

fare la pace

avere fiducia

ridere

volersi bene”

 

VON HOUT M., L’amicizia è…, Lemniscaat



Un capolavoro della letteratura per l’infanzia: piccolo blu e piccolo giallo si cercano, si trovano, giocano, si divertono, si perdono, si ritrovano, si abbracciano fino ad unirsi e a diventare…

LIONNI L., Piccolo blu e piccolo giallo, Babalibri