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giovedì 28 febbraio 2019

Zoo segreto

Amo i libri che lavorano per tangenza, senza dichiarare, esclamare, enfatizzare.

Amo i libri che interrogano, lasciando il tempo per riflettere, e per suscitare nuove domande.

Amo i libri che non spiegano tutto, che lasciano ampi spazi dentro cui il lettore/ascoltatore possa costruire storie ogni volta diverse.

Amo i libri in cui la voce dell’autore è una musica lieve, a volte dissonante, che non lascia trasparire il peso delle parole scelte da un grande che tutto sa, e che con la parola tutto circoscrive. 

Amo i libri in cui le illustrazioni non sono didascaliche, ma aggiungono, stupiscono, narrano un'altra parte della storia.

Amo i libri che si distinguono, che si ricordano, e che ritornano, a distanza di anni, per incontrare nuovi lettori.



Zoo segreto, di Giovanna Zoboli e Francesca Bazzurro, Topipittori, è un libro così.
Un libro che parla dei pensieri e dei sentimenti dei bambini senza essere un “emozionario”.
Perché ci sono infiniti modi, per parlare dei sentimenti dei bambini, ma soprattutto per parlare dei sentimenti con i bambini. 
E spesso le scelte meno scontate sono quelle che ci permettono di raccontarci davvero con sincerità.


Dal sito della casa editrice: 
Angelica è una bambina molto speciale. I suoi pensieri somigliano agli animali delle fiabe: possono essere misteriosi, saggi, delicati, ma anche dispettosi, selvaggi e un po’ cattivi. Un libro che insegna a muoversi con rispetto e ironia attraverso il contraddittorio e movimentato mondo dei sentimenti e delle passioni.





















lunedì 7 novembre 2016

A scuola si legge - A che pensi?



Più, e meglio, conosco gli albi illustrati, più mi rendo conto di quanto sia spesso fuorviante la classificazione che si fa della letteratura. Gli albi di qualità non possono essere rinchiusi nell’etichetta “per l’infanzia”: sono semplicemente letteratura e arte.

Riflettevo proprio su questo ripensando all’incontro sulle emozioni tenuto con i ragazzi di 3^ nell’ambito del progetto A scuola si legge: il primo libro a cui ho pensato per loro è stato


A che pensi?
 

di Laurent Moreau, orecchio acerbo








 che avevo già utilizzato anni fa con i miei bambini in prima


















Ed ecco invece come cambiano i pensieri, crescendo:



















venerdì 4 novembre 2016

Il potere dell'odore di miele






“Al limitare del bosco, in una casetta sotto il cespuglio di rose, abitava il pidocchio verde.
Il pidocchio si vergognava.
Non sapeva di cosa, ma per quanto ricordasse, si era sempre vergognato.
La mattina quando si svegliava, arrossiva al pensiero di esser lui quello lì nel letto. E quando si alzava diceva: -Mi dispiace.
Di tutto si dispiaceva: di ogni passo che faceva, di ogni pensiero che pensava, di ogni desiderio che provava, anche solo per una frazione di secondo.
Aveva tappato con cura tutte le porte e le finestre con le assicelle inchiodate, perché se qualcuno avesse guardato dentro e l’avesse visto, cos’avrebbe pensato di lui?
Niente di buono!"



Poche righe, e Toon Tellegen ha già detto tutto; l’essenza del disagio, del senso di inadeguatezza, della fatica di sentirsi adatti in un mondo di persone perfette. Non occorre arrivare all'adolescenza per sentirsi così. A volte la sensazione di non essere "abbastanza" si fa sentire prepotentemente fin da piccoli: non abbastanza alti, magri, ricchi, sportivi, competenti, competitivi, adeguati alle richieste degli adulti...


Il pidocchio verde si sveglia ogni mattino sopraffatto dal senso di vergogna. E arrossisce. 
Il disagio cambia la sua natura, lo rende altro da sé, e lo fa dispiacersi di ogni cosa, di ogni pensiero, perfino di ogni desiderio. Riusciamo a immaginare, a ricordare, cosa voglia dire sentirsi così, e vivere al riparo, nascosto da ogni sguardo?

Eppure, può bastare uno scoiattolo. Uno scoiattolo rispettoso, quieto, che avvisa prima di passare, e di fronte all'inatteso rifiuto del pidocchio verde


[...]

Caro scoiattolo,
non venire. Ti prego, ti prego.
      Il pidocchio verde


sceglie il rispetto, mediato da un'offerta irrinunciabile, anche per il pidocchio verde:


Carissimo pidocchio verde,
d'accordo. Non verrò.
Ma ti farò ugualmente un regalo.
Compirai pure gli anni, qualche volta.
Cosa gradiresti?
    Lo scoiattolo


Ed è in questo scambio silenzioso di messaggi che finalmente anche il pidocchio verde trova la propria voce, e il coraggio di una richiesta:


 Carissimo scoiattolo,
gradirei dell'odore di miele.
Solo l'odore, però.
      Il pidocchio verde



Quanti di noi, a queste parole, si precipiterebbero alla tana dell'amico con un intero barattolo di miele? Quanti rischierebbero di spaventarlo, proprio con quell'eccesso da cui rifugge?

Invece, la mattina dopo, è l'odore del miele a scendere ad ampie volute dal camino.
E se il pidocchio verde non smetterà certo per questo di vergognarsi, sarà una vergogna nuova a permettergli di pensare con meraviglia a se stesso.

TELLEGEN – SCHEFFLER, Lettere dello scoiattolo alla formica, Feltrinelli Kids



Ho letto questo libro oggi, in terza, nell'ambito del progetto di potenziamento A scuola si legge a tema emozioni; e mi sono chiesta come sarebbe proporlo ai ragazzi più grandi. Quasi quasi ci provo con le medie.