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sabato 10 aprile 2021

Dei foglietti, e delle verifiche

Ieri, in classe, c’è stato un momento in cui ho pensato di aver perso “i foglietti”.

“Ma Anto!” si è levato un coro. Le mie bambine e i miei bambini mi conoscono bene, e sanno che a volte mi capita di scordare dove ho messo quella o quell’altra cosa tanto importante.

Già, i foglietti. (Poi, fortunatamente, li ho ritrovati).

Ma cosa sono? E perché sono così importanti?

I foglietti sono il tentativo di dar voce a tutte e a tutti, di permettere a ognun* di dar forma al proprio pensiero, e soprattutto di evitare che ci sia chi si nasconde dietro il “già detto” dei compagni.

In molte situazioni in cui chiedo una riflessione, un suggerimento, una risposta, chiedo a ciascuna e a ciascuno di scrivere: altrimenti la selva delle mani alzate (spesso, le stesse) impedirebbe a chi ha bisogno di più tempo - o, semplicemente, teme maggiormente di esporsi - di contribuire con i propri pensieri all’arricchimento comune.

Invece i foglietti sono quieti. Non generano grosse ansie. Sono semplici fogli bianchi divisi in quattro. Ci si può scrivere a penna, a matita o a pennarello. Si può scrivere tutto quello che viene in mente. Si può cancellare, anche con qualche scarabocchio, si può riscrivere. E lo si può fare senza il timore della valutazione.

A proposito di valutazione: questa volta i foglietti servivano proprio a questo. A chiedere a bambine e bambini dei suggerimenti su come strutturare la prossima prova di verifica sui verbi.

Così, questa è l’ennesima occasione in cui sono davvero curiosa di leggerli, uno a uno, e di ricopiare quel che vi troverò scritto, e di rileggerlo, lunedì, in classe, per poi scegliere, insieme a loro, cosa fare nei giorni che seguiranno.

Il cammino è tutto da costruire, insomma. Ma non saprei fare altrimenti.




lunedì 30 novembre 2020

Proposte per una verifica

Uno degli sforzi più importanti che cerchiamo di compiere quotidianamente è il tentativo di non ridurre la scuola a quel che il distanziamento fisico parrebbe indicare: una sequela di attività da svolgere da soli, in totale autonomia, senza il contributo di ciascuno e di tutti alla costruzione dell’apprendimento comune.
Resto convinta che nessun limite esterno possa condizionarci tanto quanto quelli che noi stessi ci siamo costruiti. Proprio per questo, cerchiamo di confrontarci ogni giorno su quanta parte dei nostri apprendimenti possiamo continuare a costruire insieme.

Così, mi pare sempre necessario riflettere, con bambine e bambini, sulla costruzione delle verifiche, in particolare di quelle relative alla grammatica: decidere insieme quali esercizi inserire e ragionare con loro sulle diverse possibilità ci permette sia di capire cosa sia davvero efficace, sia di prepararci, insieme, per essere il più possibile pronti. Senza dimenticare la necessaria condivisione circa la necessità di differenziare le prove a seconda delle difficoltà di ciascuno.

Ed ecco le proposte delle due classi, su cui, nei prossimi giorni, dovrò ragionare per bene:

·       scrivere tutte le preposizioni e abbinare le parole, collegando quelle che “stanno meglio”

·       collegare la preposizione articolata corretta che si forma unendo preposizione semplice e articolo

·       preparare una tabella vuota in cui inserire le preposizioni semplici, gli articoli determinativi e le preposizioni articolate che si formano

·       piegare il foglio a metà e inserire gli articoli nelle categorie giuste

·       scrivere i nomi e aggiungere l’articolo corretto

·       scrivere nomi che siano accompagnati da l’, un o un’

·       colorare i quadratini che contengono la forma corretta dell’uso dell’apostrofo

·       scrivere su due colonne la preposizione semplice + l’articolo determinativo e la preposizione articolata in disordine, poi colorare allo stesso modo quelle corrispondenti

·       scrivere delle frasi con gli articoli e le preposizioni

 

·       tabella da completare con le preposizioni semplici e articolate

·       scrivere delle frasi aggiungendo gli articoli dati

·       piccolo testo in cui cerchiare con colori diversi articoli determinativi, indeterminativi e partitivi

·       tabella con forme corrette e sbagliate dell’uso dell’apostrofo

·       scrivere delle parole che prevedono l’uso dell’apostrofo che debbano essere riscritte in forma corretta

·       correggere delle frasi in cui ci siano degli errori nell’uso dell’apostrofo

·       esercizio vero o falso

·       scrivere nomi accompagnati da un o un’




 

mercoledì 2 ottobre 2019

Verifiche, valutazioni e... tempo





Che poi, si sa, a scuola le verifiche tocca proprio farle.

Si può certamente disquisire sulle modalità, e ragionare su quali siano più a misura di bambina e di bambino, quali le più inclusive, divertenti, personalizzate o individualizzate.

Resta il fatto che, una volta fatte, bisogna pure valutarle: e se ci sono colleghe e colleghi per cui questo non è mai stato e non sarà mai un problema, ci sono pure quelli per cui ogni volta è disperante stabilire i criteri di valutazione (sì, lo so, ci sono le rubriche, ma io ancora devo capire cosa sono e come utilizzarle).

Per dire: dopo esserci esercitati, in classe, insieme e a coppie sul riordino alfabetico, m’è toccato farci la verifica. E mi è toccato pure valutarla.

Senonché, in italiano spesso la valutazione non è matematica. E scusate il gioco di parole.

Perché: come valuto chi ha fatto due errori in trenta minuti, e chi nessuno in sessanta?

Questa volta – era la prima – ho infatti introdotto la variabile tempo, appuntandomi i minuti necessari per ogni bambina o bambino che avesse completato entrambi gli esercizi, e dando un tempo massimo di sessanta minuti per la consegna (anche perché, diciamocelo, può un bambino o una bambina di sette anni lavorare in autonomia per più di un’ora?).

Tempo di consegna scritto anche sul quaderno: e non tanto per le bambine e i bambini, ma soprattutto per i genitori.

E qui si è resa necessaria una “lettera d’accompagnamento”:

Gentili genitori, 
poche righe per motivare l’appunto sul tempo impiegato per lo svolgimento della verifica sul riordino alfabetico: fino ad ora, non ho mai chiesto alle bambine e ai bambini di svolgere verifiche a tempo, ma, semplicemente, di lavorare con ordine e impegno secondo i propri ritmi. Riguardo l’attività di oggi, però, era necessario, ai fini della valutazione, tenere in considerazione anche questa variabile: il tempo minimo impiegato per lo svolgimento dei due esercizi è stato di 30 minuti. Al termine di 60 minuti ho chiesto a tutti, anche a chi ancora non avesse completato il lavoro, di consegnare, soprattutto perché tale tempo mi sembrava la richiesta massima per un’attività autonoma di un alunno/a di inizio seconda. Il completamento dell’attività verrà realizzato insieme in classe.
L’indicazione del tempo impiegato per lo svolgimento non serve quindi al/la singolo/a bambino/a, ma ai rispettivi genitori, per comprendere se il ritmo di lavoro del/la proprio/a figlio/a è lento/adeguato/rapido rispetto ai parametri minimo/massimo. Ci auguriamo che per i bambini sia semplicemente una prima occasione di riflessione sulla propria capacità di gestire il tempo; un percorso che sarà sicuramente lungo, ma in cui non dovrà mai mancare il supporto e l’incoraggiamento di insegnanti e famiglie.
Grazie per l’attenzione
Maestra Antonella (riflessione condivisa con le colleghe)


Perché anche il tempo, che sia tanto o poco quello impiegato da ogni bambina o bambino, dipende da infinite variabili: dalla conoscenza dell’argomento, dalla memoria, dall’interesse, dalle competenze di ognuno, dalla capacità di mantenere adeguati concentrazione e impegno, dalla felpa che cade, dall’astuccio da spostare, le gambe da sgranchire, il panorama da guardare, la mano da alzare, la matita da temperare, la gomma da raccogliere, le conferme da chiedere…

Devo continuare?



venerdì 23 ottobre 2015

Preparare una verifica con i bambini


E poi è di nuovo ora di preparare una verifica (ripasso dei suoni dolci e duri di C/G), e questa volta decido di discuterne con i bambini in classe, chiedendo loro quali esercizi si potrebbero mettere:
 

Facciamo il dettato
Facciamo delle colonne con i suoni e tu devi scrivere delle parole con quei suoni
Tu scrivi i suoni su una colonna e altri suoni su un'altra colonna, poi noi dobbiamo unire i suoni per formare delle parole
Metti la regola del plurale delle parole che finiscono con -CIA e -GIA
Tu, non so, c'è un esercizio dove devi scrivere delle frasi in cui puoi scrivere almeno una parola o due con CA CO CU CE CI...
Tu scrivi delle frasi e lasci dei puntini vuoti e noi dobbiamo scrivere le parole con CIA CE...
Puoi fare che scrivi cielo e celo e tu devi colorare la parola giusta
Ci fai scrivere delle parole a metà e dopo dobbiamo completarle


Certe cose facili e certe difficili
Ci fai scrivere delle lettere...delle parole, e dopo noi dobbiamo vedere se dobbiamo mettere CHE o GHE
Si può fare che prima scrivi CA, poi fai una freccina e scrivi o suono duro o suono dolce
Facciamo una lettera qualsiasi, poi facciamo una freccetta e scriviamo una parola che contiene quella lettera
Possiamo trovare delle parole che iniziano o che contengono i suoni dolci o duri di C e G
Scriviamo prima delle domande su CA, CHE, GO, GU..., poi di fianco facciamo dei quadrati con SI o NO. Se la domanda è vera facciamo la X su SI (è vero che CA è un suono duro?)
Scriviamo un'intera colonna di parole, poi sotto facciamo una specie di tabella dove scriviamo sopra su dei rettangoli CE GE CA CO CU e dobbiamo incolonnare le parole scritte sopra
Però quello che dico io sembra un po' da bambini piccoli: prima scrivi GA e CA e sotto scrivi le parole che contengono o iniziano con quei suoni
Un cruciverba
In un racconto ci sono dei buchi e devi indovinare se c'è il suono duro o il suono dolce





Le proposte sono davvero molto varie e rispecchiano diverse modalità di esercizio presenti sul quaderno operativo allegato al libro di testo.

Dico loro che prepararsi per una verifica è come fare l’allenamento prima di una gara  o di una partita: la nostra esercitazione collettiva si chiamerà quindi 

Allenamento per la verifica







e che la verifica successiva rispecchierà fedelmente gli esercizi svolti e corretti insieme in classe, e quindi:

un dettato di 20 parole;
un esercizio in cui trasformare dal singolare al plurale 11 nomi con finale in -cia/-gia;
un esercizio di recupero lessicale in cui scrivere almeno due parole per ogni sillaba
(mi piace che in ogni verifica ci sia almeno un esercizio in cui i bambini debbano mettersi in gioco, sforzarsi per recuperare termini adeguati alle richieste);
infine, un esercizio di produzione scritta di frasi utilizzando alcune parole degli esercizi precedenti.












Unica differenza rispetto all'esercitazione collettiva, la produzione di frasi, che ha permesso ai bambini più rapidi di occupare il tempo in maniera efficace e senza disturbare i compagni ancora alle prese con la verifica.