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martedì 8 marzo 2016

Libri PIPPI: Hai visto il mio drago?

Un libro per cercare, contare, colorare, orientarsi:



Hai visto il mio drago?




di Steve Light, Lapis





Una domanda, un titolo, una ricerca. Di quelle che i bambini saranno felici ed entusiasti di fare con l'adulto lettore, intervenendo ad ogni doppia pagina: "Ma è lì!"


Un drago, da scovare tra le doppie pagine di un albo realizzato quasi interamente in bianco e nero, tranne che per gli elementi, in numero progressivo, via via enumerati: 1 Drago, 2 Hot dog,3 Autobus...

Come incomincia:

"Hai visto il mio drago?  No? Allora vado a cercarlo…                                                                                            
1 Drago

Può darsi che gli sia venuta un po’ di fame e si sia fermato a mangiare un hot dog.
2 Hot dog

O forse è andato in centro con l’autobus.
3 Autobus

Oppure potrebbe essere andato a farsi una nuotata.
4 Barche a vela

O magar si è arrampicato in alto per bere un goccio d’acqua.
5 Cisterne"


Light S., Hai visto il mio drago?, Lapis

Qui la bella recensione di Marina Petruzio

martedì 14 luglio 2015

Letture estive 7: Hogart faccia e ali di drago

Come potete vedere  in questi post  nei mesi scorsi, a scuola, i draghi ci hanno molto appassionato: mi era però sfuggito, in quelle settimane

Hogard faccia di drago


di Mirco Maselli, Lapis


un simpatico e goffo Drago che la strega Magagna, sbagliando una pozione, ha creato dal suo calderone…
Come se non bastasse, Magagna lo ha convinto di essere il figlio del prode Lancillotto. Inizia così l’avventura dell’ingenuo e simpatico Hogard nel regno di Camelot, minacciato da un drago cattivo e dall'incantesimo della Fata Morgana che ha reso stupidi tutti gli abitanti.
Con l'aiuto del Mago Merlino, Hogard dovrà affrontare un'importante missione: sconfiggere il Cavaliere Nero e riportare la pace, la prosperità e l’armonia nel regno di Camelot. Ci riuscirà?
 



In questi giorni sono stata felice di scoprire che del nuovo libro in uscita

Hogard ali di drago


di MIrco Maselli, Lapis


è addirittura possibile leggere il primo capitolo, in anteprima qui

 
In questo secondo libro, Camelot è di nuovo in pericolo: il Re-drago Hogard deve fronteggiare l'attacco delle forze del male. Questa volta, il nostro eroe sperimenterà la sua vera natura di drago… ma non si lascerà dominare dalle forze distruttrici. Sceglierà ancora una volta il bene e salverà la sua terra e i suoi figli dalle minacce di Fata Morgana e del Drago Sputa-inferno.

venerdì 8 maggio 2015

Ancora principesse, draghi e cavalieri

Giulio
il prode
cavaliere
irritante
è un titolo geniale, nessuno lo può negare. Ma vediamo se, oltre al titolo e all’immagine di copertina, l’albo di Geoffroy de Pennart, edito da Babalibri, e seguito di
La principessa, il drago e il prode cavaliere


 e Giorgio, il drago geloso

manterrà le aspettative.

La copertina, dicevamo: vediamo il prode, anzi, ormai lo sappiamo, l’irritante cavaliere (piuttosto striminzito, a onor del vero!), in piedi su un forziere, brandire una mazza con uno smagliante sorriso e la spada alla cintura. Sul lato sinistro spunta la coda del drago. Controlliamo: in effetti, sulla quarta di copertina troviamo Giorgio, il grosso drago verde, protagonista anche delle precedenti avventure, seduto e a braccia conserte, con espressione piuttosto seccata, mentre pronuncia la frase: “Molto irritante!”.
Interessante. I risguardi si presentano di una deliziosa tonalità lilla, decorati dalle gesta del nostro cavaliere irritante: in effetti, di prode ha ben poco.



È Giorgio, il drago geloso, a narrare in prima persona gli avvenimenti di questa nuova avventura. Anche se ormai famoso, Giorgio non ha certo dimenticato Maria, e quando riceve una sua lettera, in cui gli scrive quanto le manca, si precipita al castello.

Il fidanzato di Maria, Giulio, non è affatto cambiato, anzi, se possibile, è ancora più valoroso, coraggioso e generoso che nelle precedenti avventure. Che sia questo a suscitare tutta l’irritazione di Giorgio?

Il buon vecchio drago Giorgio, che non può rifiutare niente alla sua cara principessa, si vede costretto ad accompagnare il cavaliere Giulio fino al vulcano Bum Bum. È l’unica possibilità che hanno per rimpolpare le casse dello Stato e poter costruire una nuova scuola. Il nostro gelosissimo drago si ritrova così coinvolto in una caccia al tesoro con il cavaliere sulla schiena e una grande quantità di mostri ad intralciare l’eroica impresa. Ce la faranno?

Come incomincia:
“Dall’altra parte delle montagne, nel pacifico paese di Trallalà, regna la principessa Maria. Un vecchio drago veglia su di lei. Si chiama Giorgio…
Be’, diciamo piuttosto che vegliava sulla principessa perché, un bel giorno, Giulio, il prode cavaliere, è comparso sulla scena. Giulio e Maria si sono innamorati e Giorgio, geloso e stizzito, ha preferito abbandonare il regno senza nemmeno salutare. È diventato un attore per gli studi cinematografici Bling. Questa nuova carriera porta gloria e successo eppure…Giorgio non è veramente felice. Sente la mancanza della sua amata principessa.
Ma anche a lei manca il buon vecchio drago! Infatti Giorgio riceve una lettera nella quale Maria si dice dispiaciuta della sua partenza e soffre della sua assenza. Colpito da quelle parole, Giorgio decide di volare a Trallalà. Questa storia comincia proprio nel momento in cui arriva al castello.
-Uff, eccomi arrivato! Cominciavo ad averne le ali piene! La mia principessa e il suo esagitato sembrano nel bel mezzo di una discussione.”
DE PENNART G., Giulio il prode cavaliere irritante, Babalibri

mercoledì 6 maggio 2015

Mercoledì al cubo (7): Re Valdo e il drago (prima e dopo la somministrazione)

Prima della somministrazione

In questi giorni di Prove Invalsi, che necessitano di somministratori, come fossero una medicina, mi piace pensare ai libri come ad un prodotto da somministrare a dosi da cavallo, e senza nessuna controindicazione. Scrivo questi pensieri il giorno prima della prova di italiano a cui saranno sottoposti i miei alunni, e addirittura prima di leggere loro il libro scelto per questo settimo mercoledì al cubo.

Un libro stabilito ormai parecchie settimane fa, ed ecco che cavalieri e draghi rientrano perfettamente nella mia programmazione didattica. Sarà un caso? O sarà che la libertà d'insegnamento ci permette ancora di orientare la nostra attività verso ciò che maggiormente riteniamo interessante, utile, coinvolgente?


Ciò detto, questa mattina ho un dubbio: non sarà

Re Valdo e il drago


di Peter Bently - Helen Oxenbury, Il Castoro


un libro poco adatto per bambini di ormai 8 anni? Un libro con testo e illustrazioni troppo “da piccoli”? (lo era forse anche Nel paese dei mostri selvaggi, ma ciò non ci impedisce di amarlo ad ogni età).

Qui  la versione delle Briciole di Pollicino
Qui quella di Scaffale Basso



Come incomincia:

“Valdo, Teo e Berto
voglion fare un castello
per Re Valdo ei suoi uomini,
invincibile e bello.

Una scatola grande,
un lenzuolo, paletti,
un paio di sacchi,
dei mattoni un po’ rotti.

Un bel trono regale
Col piumino scucito,
un ponte che sale, una bandiera,
e il castello è finito.

-Siete pronti miei prodi
a combattere il drago?
Difendete il castello!-
Così grida Re Valdo.”

BENTLY P. – OXENBURY H., Re Valdo e il Drago, Il Castoro
 

 

E così sono partita, con tutti i miei dubbi.



Durante la somministrazione

Ma è vero o è un sogno?

Cosa fanno?

Con quattro piedi?

Sarà un cane...

Cos'è?

Sono il papà e la mamma!

Queste, e poche altre, che non ricordo, sono state le uniche parole pronunciate durante la lettura: occhi spalancati e fiati sospesi, a dimostrare ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che alcune storie sono davvero senza tempo e senza età.




Dopo la somministrazione, i bambini disegnano

 


 

 

 

 

 




 





 e raccontano

A casa, io ho immaginato che ero in una guerra. C'era un armadio vuoto nella mia cameretta, io ci sono entrato come se fosse la mia base militare. C'era un foglio, e ci ho scritto “Adesso vado” e ho immaginato di andare in guerra in camera mia. Sentivo un buon odore perché la mamma stava cucinando.

Quando ero a casa, stavo giocando mentre A. faceva i compiti ed ero sul divano e mi sono portato lì un computerino mio che era finto. Ho immaginato che fosse la navicella spaziale e di andare a combattere nello spazio.

Un giorno, quando erano venuti i miei zii, ho immaginato che il divano era la mia nave e che i cuscini fossero le finestre e la coperta azzurra era il mare.

Io un giorno con F. ho costruito una capanna con il piumone che avevo in taverna e poi abbiamo fatto finta che quella era la nostra capanna e che eravamo andate in campeggio.

Io una volta con mia cugina, ero a casa sua e abbiamo fato finta che il divano era una capanna e tutti i cuscini erano un giardino, Dopo abbiamo costruito delle costruzioni e abbiamo fatto finta che erano degli animali, abbiamo fatto degli alberi e abbiamo combattuto con gli alberi e con gli animali.

Io e S. una volta eravamo fuori in giardino e siamo andati in questo posto con tantissimi alberi, un bosco, e abbiamo fatto finta che eravamo sotto terra con una base e che io e lui stavamo andando in questi posti diversi per combattere.

Io quando c'era anche S. a casa mia abbiamo fatto una specie di brandina che abbiam fatto finta che era una barca e poi abbiamo immaginato che c'era tutto il mare e Rino e Tito erano gli squali e che c'erano i pesci, ci siamo tuffati e abbiamo fatto finta di prenderli.

Un giorno, quando sono andata a casa di C., siamo andate sul lettone con i pupazzi e facevamo le dottoresse.

Io, quando avevo sei anni, nella mia stanza ho preso un drago giocattolo e con la pistola ho sparato e l'ho fatto cadere. Lo sparo è lungo fino a tre metri.

Io di sopra nella mia cameretta ho delle armi e anche dei foderi, poi io mi armo, scendo giù e faccio finta di combattere.

Una volta, dentro la cabina armadio ho fatto finta di essere dentro un castello; c'è uno spazio dove metto i vestiti, ho cercato di arrampicarmi e sono arrivato fino alla cima della cabina-armadio, poi ho fatto un volo e son caduto.

Io un giorno con A. abbiamo...la mia mamma ha tirato un po' in là il divano, c'era uno spazietto e facevamo che lì era la nostra casetta.

Un giorno, da mio cugino, stavamo giocando ai supereroi: le sedie avevano un pulsante, noi lo schiacciavamo e andavamo in una base che era il terrazzo di nostro cugino. Io avevo un cavallo e la macchina di mio papà, A. aveva la macchina di nostro zio e mio cugino la macchina dell'altro zio e poi dovevamo sconfiggere i cattivi con pugni e calci e abbiam fatto finta che c'era una barca e andavamo in giro. A. pescava gli squali, io guidavo la nave e T. buttava giù i birilli infuocati e incendiava le altre navi.

Io, a casa mia, con F., visto che F. aveva portato le mitraglie, abbiamo fatto finta di essere dei cacciatori e siamo andati in giro per la mia casa facendo finta di sparare agli orsi, ai leoni e alle tigri.

Io, un giorno, da solo, sono uscito in giardino con una pistola a pallini e stavo immaginando che ero in una guerra. E allora stavo immaginando che un tronco era il mio nemico, allora io gli sparavo e poi lo avevo ucciso. Poi ho sentito la mia mamma che mi chiamava e sono andato dalla mia mamma.