martedì 30 agosto 2016

Gli alfabeti possibili (Apedario al Masetto - 2^ parte)



Insegnare italiano è prima di tutto insegnare a leggere e a scrivere; per questo la nostra prima mattinata insieme al Masetto è stata dedicata all’alfabeto e alle domande che esso può suscitare in un insegnante:

Che cos’è l’alfabeto? È un codice condiviso, per convenzione. È una grande invenzione, perché con pochi segni puoi dire tutto ed è accessibile a tutti.
Abbiamo anche scoperto che non esiste l’alfabeto cinese (Paola insegna questa lingua ai ragazzini di una scuola primaria romana), e abbiamo discusso sul suo essere una lingua tonica e addirittura sull’orecchio assoluto (quante cose si possono imparare, anche solo in pochi minuti!).

Quanti sono gli alfabeti? Quanti ne conosciamo? La scrittura (segno-suono), l’alfabeto dei gesti-dei segni, gli alfabeti di lingue altre; e qui tutte abbiamo convenuto sull’illuminazione dei bambini di culture e lingue diverse dall'italiano quando possono, in svariati modi, condividere il loro mondo.
Nelle nostre classi, sempre più, l’alfabeto non è uno solo: per questo è fondamentale valorizzare gli alfabeti “altri”, le altre scritture, i diversi modi di comunicare e creare un dizionario illustrato per non italofoni




A questo proposito, mi è piaciuto condividere con le colleghe il progetto Benvenuti ABC di Giulia Natale, che credo diventerà nei prossimi mesi strumento indispensabile per la scuola.


Ho poi proposto, sul modello delle attività dei primi giorni nelle classi successive alla 1^







il gioco iniziale, Gli alfabeti possibili: il primo, pensando ai bambini di 2^, il secondo immaginato per i più grandi. E se nel primo caso la scelta è caduta abbastanza prevedibilmente su L’alfabeto della scuola (ne esiste una divertente versione di Nicoletta Costa, da noi utilizzata a inizio seconda)










per il secondo ci siamo veramente messe in gioco con tutte noi stesse, dimenticando se l’alfabeto fosse dei bambini o nostro:









L’alfabeto delle cose felici 




Uno dei tanti alfabeti possibili, proprio quello da cui Apedario è nato, prima come progetto, poi come esperienza concreta in classe, infine come blog, è quello dei protagonisti degli albi: abbiamo quindi giocato a trovare almeno un personaggio per ogni lettera, anche per le straniere.
Questa attività, una volta conclusa, diventerà una ricca bibliografia.


Per concludere, due alfabetieri, sempre più complessi e ricchi:

L’alfabeto delle fiabe 



Tognolini – Abbatiello, Topipittori



ABC dei popoli


Liuna Virardi, Terre di mezzo




Tra i materiali richiesti ai corsisti un albo attraverso cui raccontare un’esperienza didattica concretizzata nel proprio lavoro in classe.


Eleonora ha portato con sé 
La vita notturna degli alberi


 Salani
 

utilizzato con bambini della primaria di età diverse, di cui ci ha narrato l'uso sia narrativo che artistico, attraverso la produzione di leggende, un lavoro a coppie con la creta e la serigrafia con monotipo su lastra di plastica ( qui invece la nostra attività in classe)


Carolina ha portato

Raccontare gli alberi


 di Pia Valentinis e Mauro Evangelista, Rizzoli


e ci ha raccontato il suo impegno nell’aiutare i bambini a superare gli stereotipi che spesso accompagnano l’attività grafica, attraverso l'uso la penna e il tratto pen nero, il lavoro sulle texture, l’uscita a tarda sera per osservare la sagoma scura degli alberi che si staglia contro il cielo (qui il lavoro nelle nostre terze).



Paola ha portato

Abbracciadabra

 
di Francesca Marchegiano e Elena Nuozzi, il Ciliegio

utilizzato pochi mesi fa con i suoi alunni di 3^; un libro che aiuta i bambini a tentare di mettersi nei panni dell’altro, per scoprire il suo vissuto e condividerne anche i sentimenti più profondi e nascosti, con la possibilità di ulteriori attività didattiche.


Io invece ho portato

Ballata



di Blexbolex, orecchio acerbo 


di cui potete leggere qui, qui, e addirittura qui. 
 



Come dite? Volete sapere di quel libro dall'aria vissuta dal titolo punto e linea?

Temo che dovrete aspettare...