martedì 12 settembre 2017

Lenza e pazienza





Lenza e pazienza

Tutto il giorno con la lenza
tutto pieno di pazienza
vuoi vedere se ti riesce
di pescare almeno un pesce.




Così scrivevano F. e il suo nonno, la scorsa estate, sul diario delle vacanze.

Mi aveva molto colpito questa poesia, tanto che me la ricordo ancora a memoria. E mi è tornata in mente nei giorni scorsi, quando si è trattato di scegliere il simbolo del progetto annuale Intrecci da apporre sulle porte delle nostre classi, e la nostra collega, Susi, ha suggerito il pescatore.

Lenza e pazienza. Due parole che appartengono al pescatore. Due parole che credo debbano appartenere anche agli insegnanti.


 



Come pescatori, anche noi lanciamo le nostre esche, sperando di “catturare” quanti più pesci possibili. E non tutti i pesci, si sa, si fanno catturare subito.
Alcuni, in particolare, sembrano sfuggire a qualsiasi tipo di lenza possiamo lanciare loro. Ma quale soddisfazione, se infine si riesce ad agganciarli e a tirarli a riva.
Ed eccola, la pazienza: quella che serve per attendere ogni pesce, per rispettarne le abitudini di vita, la quiete, la fame. E per aiutarli a dare forma ai propri desideri.



Un desiderio

è un pesciolino tra le onde

fa capolino posi si nasconde

guardati dal chiedere che per forza

si esaudisca

che il tuo cuore nell’avere

non si appesantisca

che la brama di possedere

del potere

non ti vada di traverso come lisca!

Un desiderio è un pesciolino d’oro

il suo luccichio

è il vero tesoro

meglio guardarlo dalla riva

salutarlo quando arriva

scambiarsi mille gentilezza

lasciarlo andare.

È solo un pesce.

Silvia Vecchini, In mezzo alla Fiaba, Topipittori