mercoledì 6 maggio 2015

Mercoledì al cubo (7): Re Valdo e il drago (prima e dopo la somministrazione)

Prima della somministrazione

In questi giorni di Prove Invalsi, che necessitano di somministratori, come fossero una medicina, mi piace pensare ai libri come ad un prodotto da somministrare a dosi da cavallo, e senza nessuna controindicazione. Scrivo questi pensieri il giorno prima della prova di italiano a cui saranno sottoposti i miei alunni, e addirittura prima di leggere loro il libro scelto per questo settimo mercoledì al cubo.

Un libro stabilito ormai parecchie settimane fa, ed ecco che cavalieri e draghi rientrano perfettamente nella mia programmazione didattica. Sarà un caso? O sarà che la libertà d'insegnamento ci permette ancora di orientare la nostra attività verso ciò che maggiormente riteniamo interessante, utile, coinvolgente?


Ciò detto, questa mattina ho un dubbio: non sarà

Re Valdo e il drago


di Peter Bently - Helen Oxenbury, Il Castoro


un libro poco adatto per bambini di ormai 8 anni? Un libro con testo e illustrazioni troppo “da piccoli”? (lo era forse anche Nel paese dei mostri selvaggi, ma ciò non ci impedisce di amarlo ad ogni età).

Qui  la versione delle Briciole di Pollicino
Qui quella di Scaffale Basso



Come incomincia:

“Valdo, Teo e Berto
voglion fare un castello
per Re Valdo ei suoi uomini,
invincibile e bello.

Una scatola grande,
un lenzuolo, paletti,
un paio di sacchi,
dei mattoni un po’ rotti.

Un bel trono regale
Col piumino scucito,
un ponte che sale, una bandiera,
e il castello è finito.

-Siete pronti miei prodi
a combattere il drago?
Difendete il castello!-
Così grida Re Valdo.”

BENTLY P. – OXENBURY H., Re Valdo e il Drago, Il Castoro
 

 

E così sono partita, con tutti i miei dubbi.



Durante la somministrazione

Ma è vero o è un sogno?

Cosa fanno?

Con quattro piedi?

Sarà un cane...

Cos'è?

Sono il papà e la mamma!

Queste, e poche altre, che non ricordo, sono state le uniche parole pronunciate durante la lettura: occhi spalancati e fiati sospesi, a dimostrare ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che alcune storie sono davvero senza tempo e senza età.




Dopo la somministrazione, i bambini disegnano

 


 

 

 

 

 




 





 e raccontano

A casa, io ho immaginato che ero in una guerra. C'era un armadio vuoto nella mia cameretta, io ci sono entrato come se fosse la mia base militare. C'era un foglio, e ci ho scritto “Adesso vado” e ho immaginato di andare in guerra in camera mia. Sentivo un buon odore perché la mamma stava cucinando.

Quando ero a casa, stavo giocando mentre A. faceva i compiti ed ero sul divano e mi sono portato lì un computerino mio che era finto. Ho immaginato che fosse la navicella spaziale e di andare a combattere nello spazio.

Un giorno, quando erano venuti i miei zii, ho immaginato che il divano era la mia nave e che i cuscini fossero le finestre e la coperta azzurra era il mare.

Io un giorno con F. ho costruito una capanna con il piumone che avevo in taverna e poi abbiamo fatto finta che quella era la nostra capanna e che eravamo andate in campeggio.

Io una volta con mia cugina, ero a casa sua e abbiamo fato finta che il divano era una capanna e tutti i cuscini erano un giardino, Dopo abbiamo costruito delle costruzioni e abbiamo fatto finta che erano degli animali, abbiamo fatto degli alberi e abbiamo combattuto con gli alberi e con gli animali.

Io e S. una volta eravamo fuori in giardino e siamo andati in questo posto con tantissimi alberi, un bosco, e abbiamo fatto finta che eravamo sotto terra con una base e che io e lui stavamo andando in questi posti diversi per combattere.

Io quando c'era anche S. a casa mia abbiamo fatto una specie di brandina che abbiam fatto finta che era una barca e poi abbiamo immaginato che c'era tutto il mare e Rino e Tito erano gli squali e che c'erano i pesci, ci siamo tuffati e abbiamo fatto finta di prenderli.

Un giorno, quando sono andata a casa di C., siamo andate sul lettone con i pupazzi e facevamo le dottoresse.

Io, quando avevo sei anni, nella mia stanza ho preso un drago giocattolo e con la pistola ho sparato e l'ho fatto cadere. Lo sparo è lungo fino a tre metri.

Io di sopra nella mia cameretta ho delle armi e anche dei foderi, poi io mi armo, scendo giù e faccio finta di combattere.

Una volta, dentro la cabina armadio ho fatto finta di essere dentro un castello; c'è uno spazio dove metto i vestiti, ho cercato di arrampicarmi e sono arrivato fino alla cima della cabina-armadio, poi ho fatto un volo e son caduto.

Io un giorno con A. abbiamo...la mia mamma ha tirato un po' in là il divano, c'era uno spazietto e facevamo che lì era la nostra casetta.

Un giorno, da mio cugino, stavamo giocando ai supereroi: le sedie avevano un pulsante, noi lo schiacciavamo e andavamo in una base che era il terrazzo di nostro cugino. Io avevo un cavallo e la macchina di mio papà, A. aveva la macchina di nostro zio e mio cugino la macchina dell'altro zio e poi dovevamo sconfiggere i cattivi con pugni e calci e abbiam fatto finta che c'era una barca e andavamo in giro. A. pescava gli squali, io guidavo la nave e T. buttava giù i birilli infuocati e incendiava le altre navi.

Io, a casa mia, con F., visto che F. aveva portato le mitraglie, abbiamo fatto finta di essere dei cacciatori e siamo andati in giro per la mia casa facendo finta di sparare agli orsi, ai leoni e alle tigri.

Io, un giorno, da solo, sono uscito in giardino con una pistola a pallini e stavo immaginando che ero in una guerra. E allora stavo immaginando che un tronco era il mio nemico, allora io gli sparavo e poi lo avevo ucciso. Poi ho sentito la mia mamma che mi chiamava e sono andato dalla mia mamma.