martedì 5 agosto 2014

La vita segreta dell'orto

La copertina del libro di oggi è un vero invito alla coltivazione di un orto, anche per chi, come me, ha il “pollice velenoso”.

La vita segreta dell'orto



La bambina al centro, protagonista umana dell'albo, insieme ai nonni e ai vicini (ma il vero protagonista è l'orto, con tutte le sue varietà di coltivazioni e le sue forme di vita, vegetale e animale), innaffia con dedizione e amore (lo si capisce dall'espressione concentrata e assorta) gli ortaggi che bilanciano la composizione, in un'alternanza di basso e alto che crea un equilibrio armonico.

Lo stesso titolo è realizzato sostituendo alcune lettere con ortaggi e decorazioni vegetali: insomma, una full immersion nel mondo verde.


La scuola è finita e Sofia lascia la città per andare in campagna dai nonni. Ma non saranno vacanze di tutto riposo… Infatti scoprirà, grazie all’aiuto e alla guida del nonno Giovanni, che le verdure non nascono sul banco del supermercato sotto casa, ma nell’orto e che bisogna seminarle, innaffiarle, trapiantarle, diserbarle e proteggerle dai parassiti che ne vanno ghiotti. Che soddisfazione, però, quando, alla fine di una dura giornata di lavoro, Sofia potrà apparecchiare un delizioso pranzetto con gli ortaggi coltivati da lei!


Come incomincia:

Viva le vacanze!

Sofia abita in una grande città. Gli ortaggi che conosce sono quelli del supermercato in fondo alla sua strada. Oggi Sofia prende il treno per andare a passare le vacanze in campagna dai nonni, che hanno un orto dove crescono verdure squisite. Sofia è contenta. Nell'orto farà un sacc di cose divertenti.

La sera del suo arrivo si addormenta in una cameretta sotto il tetto. Al mattino la risvegliano il canto delle cince e i raggi del sole. E anche il profumo della cioccolata calda che la nonna le prepara per colazione. Più tardi, nonno Giovanni la porta nell'orto per darle gli attrezzi da giardinaggio adatti a lei. -Oh, grazie!-, dice Sofia.

Le mostra un quadrato di terra dove Sofia potrà far crescere le verdure che vuole. -Ti aiuterò-, le dice il nonno, -ma prima di seminare devi ripulire il terreno con il rastrello.
-Vorrei seminare delle carote, dei ravanelli e dell'insalata-, dice Sofia.”

MULLER G., La vita segreta dell'orto, Babalibri


 
Qui  http://gavrocheblog.blogspot.it/2013/06/un-giardino-un-orto-e-un-bambino.html uno splendido e ricchissimo post di Elisabetta Cremaschi, che sul suo blog racconta di giardini, orti e bambini. 

Grazie! 


lunedì 4 agosto 2014

Io sono un ladro di bestiame felice

Io sono un ladro di bestiame felice



Raramente ho letto un inno così appassionato e allo stesso tempo scanzonato alla propria creatività, a ciò che il disegno e la scrittura ti permettono di fare, all'assoluta libertà di un mestiere che consente di creare e disfare personaggi, ambienti, avventure a proprio piacimento. 

Ho letto che Gek Tessaro ha avuto molte vite e sperimentato diversi mestieri; ma certo quel che fa ora, lo scrittore e l'illustratore di splendidi albi per l'infanzia, rende felice lui e noi, che possiamo godere del suo talento e della sua arte.

Scrive lui stesso al termine del libro:

Dev'essere iniziata così: ho provato a raccogliere quel che mi piaceva. E ho provato a farlo con gli occhi. Ma non riuscivo a goderne appieno perché non mi restava niente dentro (nella memoria, intendo).
Avevo bisogno di riempire l'anima di cose, di posti che mi erano piaciuti (ma anche magari che mi avevano spaventato).
Disegnare all'inizio è stato un po' quello, dare una mano alla memoria, trasportare dal cuore alla carta, avere qualcosa di tangibile che mi riportasse ai luoghi che non volevo dimenticare.
Poi diventi grande, capisci che è una scrittura questa, l'unica che si fa capire in tutto il mondo.
È una magia, il disegno; si può parlare con tutti, raccontare a chiunque e ovunque. In fondo, che m'importa d'avere un cavallo vero? Posso disegnarlo e dunque posso prendermi tutti i cavalli che voglio.
Ecco, fin dall'inizio e ancora adesso non sono stato altro che un ladro di bestiame (felice).

Gek Tessaro


Un vero e proprio inno alla creatività, una cavalcata inarrestabile e coinvolgente in compagnia del ladro di bestiame... pardon, dell'illustratore più eclettico e imprevedibile dell'editoria italiana. «Puoi disegnare quello che ti va»: così si apre questo straordinario albo straripante di splendide illustrazioni. Ogni pagina è un invito alla creatività, senza limiti e imposizioni. Puoi disegnare un cavallo o trenta cavalli, una nave minuscola o un insetto enorme, dieci torte di compleanno o uno scheletro... e nel mentre, puoi divertirti a inseguire le peripezie di un ladro di bestiame scatenato quanto l'illustratore.


Come incomincia:

Puoi disegnare quello che ti va
una casa, due case, un'intera città.

Puoi disegnare tutto quello che ti passa per la testa
un albero, due alberi, o un'intera foresta.

Puoi disegnare una signorina serena
oppure una bambina che fa un poco di scena.

Puoi disegnare un animale gigante
oppure un minuscolo elefante.

Puoi disegnare un cavallo.

Due cavalli, tre cavalli, quattro cavalli,

cinque cavalli, ma anche sette cavalli,

facciamo quattordici cavalli, anzi quindici

e se a questo punto te la senti, cinquantasei cavalli.

Potrebbero essere addirittura cento,
un'intera mandria che galoppa nel vento,

e tu sei un ladro di bestiame felice e contento.

[...]

TESSARO G., Io sono un ladro di bestiame felice, Il castoro

sabato 2 agosto 2014

Tempaccio

 Tante rime per i bambini corte lunghe lunghissime





TEMPACCIO

Goccia a goccia a goccia a goccia
a gocce gocciola la pioggia.
Piove pioviggina piove pioviggina
sulla finestra punti e lentiggini.

Schizzi spruzzi e gatti zuppi
un suono un tonfo un tuono.
Ombrello ombrello ombrello
e acqua a catinelle.

Sciacqua galoscia, sciacqua galoscia
sguscia sguscia scivola via
pozza un saltello pozza un saltello
pozza un balzello polla un balziccio
scivolo e sguazzo pozza pasticcio.

Eve Merriam



venerdì 1 agosto 2014

Pietro Pizza


Che fare in un noiosissimo giorno di pioggia, quando si è di cattivo umore perché non si può uscire a giocare a pallone con gli amici?
Se siete fortunati, forse avete un papà come quello di 


Pietro Pizza



Il piccolo Pietro è di pessimo umore: stava per andare a giocare a pallone con gli amici ed ecco, si è messo a piovere. Il suo papà non sopporta di vederlo così triste, e decide di trasformarlo in un bambino-pizza da impastare, tirare di qua e di là, lanciare in aria... Poi una bella spruzzata di olio d'oliva, farina e qualche fetta di pomodoro... Ed ecco che alla pizza viene da ridere. Insomma, le pizze non ridono! E i pizzaioli non fanno il solletico alle pizze! Ma quando è il momento di tagliarla la pizza scappa via! Intanto è tornato il sole e la pizza può andare a giocare tranquillamente con i suoi amici.
 


Come incomincia:


“Pietro è di cattivissimo umore. Stava per andare a giocare a pallone con gli amici ed ecco, si è messo a piovere.
Il suo papà non ce la fa a vederlo così triste. Allora pensa di tirarlo su e di farne una pizza.
Così lo stende sul tavolo della cucina… e comincia a impastarlo ben bene.
Lo tira di qua, lo tira di là…ora la pasta va girata e lanciata per aria…”


STEIG W., Pietro Pizza, Salani




Questo il lavoro fatto qualche mese fa a scuola con i miei bambini:



prosegue la conversazione su ciò che piace, ma soprattutto NON piace.

A Pietro Pizza piace giocare a pallone, uscire, ma anche divertirsi con il suo papà…

A Pietro Pizza NON piace la pioggia.



E ai bambini, cosa NON piace?


Un modo piuttosto movimentato per scoprire gusti, passioni e idiosincrasie è il gioco del cambiaposto: in uno spazio piuttosto ampio e lontano dalle altre classi (noi ieri l’abbiamo fatto in un atrio, e forse i colleghi non sono stati proprio contenti contenti!) ci si siede in cerchio. Poi l’insegnante incomincia:


Si alzano in piedi e cambiano di posto i bambini e le bambine a cui piace giocare all’aperto.

Si alzano in piedi e cambiano di posto i bambini e le bambine a cui piace fare i puzzles.

Si alzano in piedi e cambiano di posto i bambini e le bambine a cui piace guardare la tv.

… farsi coccolare.

…ascoltare le storie.

…viaggiare in aereo.

…disegnare.

…le fragole.

…andare a scuola.

…fare ginnastica.

 ... a cui NON piace fare i compiti.

... a cui NON piace la minestra.

... giocare a calcio.

...


E via discorrendo, a seconda della fantasia di maestri e bambini.


Questo è sicuramente un  modo che permette anche ai più timidi e insicuri di mettersi in gioco: non bisogna parlare, né mettersi al centro dell’attenzione, ma solamente muoversi da un punto all’altro del cerchio. Nessuno rifiuta di farlo…

Associato al libro di Pietro Pizza, abbiamo fatto, solo a voce, un altro gioco, in cui a ogni bambino è stato associato un cibo con l’iniziale del suo nome: grande successo per Federico Frappè, Sofia Spaghetti e Michele Meringa…