venerdì 1 agosto 2014

Pietro Pizza


Che fare in un noiosissimo giorno di pioggia, quando si è di cattivo umore perché non si può uscire a giocare a pallone con gli amici?
Se siete fortunati, forse avete un papà come quello di 


Pietro Pizza



Il piccolo Pietro è di pessimo umore: stava per andare a giocare a pallone con gli amici ed ecco, si è messo a piovere. Il suo papà non sopporta di vederlo così triste, e decide di trasformarlo in un bambino-pizza da impastare, tirare di qua e di là, lanciare in aria... Poi una bella spruzzata di olio d'oliva, farina e qualche fetta di pomodoro... Ed ecco che alla pizza viene da ridere. Insomma, le pizze non ridono! E i pizzaioli non fanno il solletico alle pizze! Ma quando è il momento di tagliarla la pizza scappa via! Intanto è tornato il sole e la pizza può andare a giocare tranquillamente con i suoi amici.
 


Come incomincia:


“Pietro è di cattivissimo umore. Stava per andare a giocare a pallone con gli amici ed ecco, si è messo a piovere.
Il suo papà non ce la fa a vederlo così triste. Allora pensa di tirarlo su e di farne una pizza.
Così lo stende sul tavolo della cucina… e comincia a impastarlo ben bene.
Lo tira di qua, lo tira di là…ora la pasta va girata e lanciata per aria…”


STEIG W., Pietro Pizza, Salani




Questo il lavoro fatto qualche mese fa a scuola con i miei bambini:



prosegue la conversazione su ciò che piace, ma soprattutto NON piace.

A Pietro Pizza piace giocare a pallone, uscire, ma anche divertirsi con il suo papà…

A Pietro Pizza NON piace la pioggia.



E ai bambini, cosa NON piace?


Un modo piuttosto movimentato per scoprire gusti, passioni e idiosincrasie è il gioco del cambiaposto: in uno spazio piuttosto ampio e lontano dalle altre classi (noi ieri l’abbiamo fatto in un atrio, e forse i colleghi non sono stati proprio contenti contenti!) ci si siede in cerchio. Poi l’insegnante incomincia:


Si alzano in piedi e cambiano di posto i bambini e le bambine a cui piace giocare all’aperto.

Si alzano in piedi e cambiano di posto i bambini e le bambine a cui piace fare i puzzles.

Si alzano in piedi e cambiano di posto i bambini e le bambine a cui piace guardare la tv.

… farsi coccolare.

…ascoltare le storie.

…viaggiare in aereo.

…disegnare.

…le fragole.

…andare a scuola.

…fare ginnastica.

 ... a cui NON piace fare i compiti.

... a cui NON piace la minestra.

... giocare a calcio.

...


E via discorrendo, a seconda della fantasia di maestri e bambini.


Questo è sicuramente un  modo che permette anche ai più timidi e insicuri di mettersi in gioco: non bisogna parlare, né mettersi al centro dell’attenzione, ma solamente muoversi da un punto all’altro del cerchio. Nessuno rifiuta di farlo…

Associato al libro di Pietro Pizza, abbiamo fatto, solo a voce, un altro gioco, in cui a ogni bambino è stato associato un cibo con l’iniziale del suo nome: grande successo per Federico Frappè, Sofia Spaghetti e Michele Meringa…