venerdì 18 luglio 2014

Filastrocca delle mani


Filastrocca delle mani,
mani grosse, mani fine

per suonare il pianoforte,
per pulire le zucchine.

Delle mani del vecchietto
che si vede ogni mattina,

del ragazzo col suo libro
steso sopra la panchina.

Delle mani indaffarate
che si muovono nei bar,

delle mani silenziose
nelle borse dentro i tram.

Filastrocca senza mani
per andare in bicicletta,

per restare in equilibrio
e annusare i tulipani.

Per fischiare per la strada
con le mani nelle tasche,

per sognare ad occhi aperti
mentre ronzano le mosche.

Filastrocca a quattro mani
Per piegare il copriletto,

per giocare a rubamazzo
e ballare un valzer lento.

Filastrocca per contare,
per i giochi di prestigio,

per coprirsi quando piove,
mentre intorno tutto è grigio.

Per piantare l’insalata
e dal treno salutare,

per cercare nei cassetti
ed il mondo disegnare.

Filastrocca per i guanti
che proteggono dal freddo,

per le mani insaponate
messe sotto il rubinetto.

Per le mani vanitose
che si coprono d’anelli,

per le mani innamorate
che ti arruffano i capelli.

Per le mani che raccontano
la storia della gente,

tante storie in tanti gesti
e ogni mano è differente.

Per le mani tue preziose
che sorridon come gatti,

che si accoccolano al caldo
e mi piacciono da matti.


PAOLUCCI – CELIJA, Filastrocca delle mani, Topipittori

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