venerdì 30 giugno 2017

Le cose così come sono - #letturestive



Nelle scorse settimane mi sono chiesta a lungo se dare o meno ai miei ragazzi una lista di titoli, una scheda o, come gli anni passati, una presentazione tra cui scegliere le letture estive.

Ho pensato che molti hanno gusti ben definiti, e ormai scelgono in autonomia. Ma in questi giorni, l’altro mio pensiero è che sento, in ogni caso, una sorta di responsabilità nei loro confronti, anche riguardo alle letture. E se qualcuno invece li aspettasse, o li desiderasse, i consigli di lettura della maestra?

Così ho deciso di raccontare loro, attraverso il blog, soltanto libri che ho letto, e che davvero considero importanti, per le più diverse ragioni.

E mi sono detta anche che la cosa più bella sarà cominciare questi consigli di lettura estivi con un libro scritto da una persona che i ragazzi conoscono davvero, che hanno ascoltato e a cui hanno fatto domande, che ha raccontato  il proprio lavoro e ha suggerito loro modi tutti nuovi e speciali di scrivere.

Il primo libro è dunque

Le cose così come sono


di Silvia Vecchini e Sualzo, Bacchilega Junior




Viola sta crescendo, e fa i conti con molti nodi della crescita: la disoccupazione di suo padre e le conseguenti difficoltà economiche familiari, la sensazione di inadeguatezza rispetto alle coetanee, l’impressione che sua madre non la capisca più, e soprattutto si ostini a chiederle di guardare “le cose così come sono”. Come se per un ragazzo fosse facile, e giusto, comprendere e rassegnarsi ad una realtà così complessa.


Eppure Viola ha due grandi fortune: la prima risponde al nome di Selvaggio, il cane della scorbutica vicina cui dovrà badare, e anche grazie al quale le cose cominceranno a cambiare.
La seconda, credo ancor più importante, essere circondata di adulti che, nonostante tutto, non si arrendono. E sono soprattutto gli anziani, in questo libro, a mostrare forza inattesa, e a spingere gli eventi in una direzione non scontata. Perché per tutti sia ancora possibile rialzare la testa, e lo sguardo.

Un libro, questo, in cui mi sono rivista ragazzina: anch’io, come Viola, ho fatto i conti con i pochi soldi e  il senso d’inadeguatezza tipico degli adolescenti. E anch’io, come lei, ho avuto la fortuna di avere accanto chi, con i fatti molto più che con le parole, mi ha insegnato a tenere lo sguardo fisso in quello degli altri.


Come incomincia:

“Le cose stanno andando male. Ho bisogno di un telefono nuovo e non ho un soldo.
Impossibile chiedere ai miei che hanno già le loro grane ogni santo giorno. Li sento ragionare fitto fitto al mattino presto e alla sera tardi quando ormai pensano che dorma.
Il papà soprattutto è fuori gioco. Ormai lo chiamano pochissimo per lavorare nella fabbrica di biscotti. Un turno qui, uno là. Si aggira in casa senza nulla da fare, la barba di qualche giorno, la tuta appesa dall’esterno dell’anta dell’armadio. Bianca bianca, splende nella stanza come quella di un astronauta pronto per una partenza che non arriva mai.
Questa cosa l’ho pensata quando una sera hanno dato in tv Apollo 13 e lui l’ha visto con me, anzi mi ha chiamata e battendo la mano sul divano mi ha detto: - Viola, siedi qui e vediamoci insieme questo film, è bello. Chissà quando ripassa.”

VECCHINI S. – SUALZO, Le cose così come sono, Bacchilega Junior