mercoledì 1 aprile 2015

Mercoledì al cubo (6): Grazie!



Il libro scelto con Briciole di PollicinoScaffale Basso  per il nostro 6° Mercoledì al cubo è 


Grazie!


di Isabel Minhós Martins e Bernardo Carvalho, Kalandraka,
 

un libro che, giocando con le contrapposizioni, aiuta i bambini a riflettere su quanto sia importante riconoscere i meriti di chi, lungo il cammino, ci accompagna, insegnandoci ogni volta qualcosa di nuovo e diverso. 

Mi piace molto questo continuo confronto tra persone e situazioni diverse: la nonna da cui il bambino impara che “non c’è un minuto da perdere” e il nonno, per cui “non c’è niente di meglio che riposarsi; Caterina, che gli insegna che “non tutto può essere come desidera” a Beppe, l’autista, che gli ripete sempre: “Se desideri tanto qualcosa, non mollare, ragazzo!”


Da insegnante, un solo, grande dubbio:

A scuola ho capito di essere solo uno tra tanti.
Ma a casa dicono che sono “unico”… “il re della casa”


Non ho apprezzato molto questa divisione netta tra la considerazione di cui godrebbe un bambino a casa e l’espressione, riferita alla scuola, “essere solo uno tra tanti”, dove quel solo sembra parlare di mancanza di attenzione, di rispetto per l’identità e l’unicità di ognuno.

Non credo che la realtà scolastica sia davvero così; anzi, vedo e ascolto sempre più insegnanti attenti e impegnati a valorizzare le differenze, sostenendo, differenziando, personalizzando interventi e precorsi di apprendimento. Credo che una maggior attenzione al ruolo della scuola aiuterebbe i bambini e le famiglie a comprenderne e riconoscerne sempre più gli sforzi perché nessun bambino sia solo uno tra tanti.


Come incomincia:

“Mio padre mi ha insegnato ad avere pazienza.
Mia madre mi ha spiegato che non sempre è bene aspettare.

Da mia nonna Maria ho imparato che “non c’è un minuto da perdere”.
Ma per mio nonno Filippo “non c’è niente di meglio che riposarsi”.




















Con la signora Rosa, la mia vicina, ho imparato ad ascoltare.
Col mio gatto Spartaco ho scoperto il piacere di non dover parlare.

Lo zio Rodrigo mi ha insegnato che se esistono le regole…c’è un motivo.
E da lui ho imparato anche a saper perdere.

Con i miei amici ho imparato a far parte di una squadra.
E così ho scoperto…che mi piace tanto vincere!”



 MINHÓS MARTINS I. – CARVALHO B., Grazie!, Kalandraka