martedì 23 maggio 2017

Altre sei mani d'aiuto


Io penso che per quelli che fanno un po’ di fatica mi sembra perfetto lavorare in gruppo.


Credo fortemente nell'importanza del testo argomentativo: la capacità di esporre le proprie opinioni in modo chiaro ed equilibrato è fondamentale nel processo di crescita che ci pone in  relazione con gli altri e ci aiuta a trovare il nostro posto nel mondo.

Per questo, ieri ho assegnato ai ragazzi questa traccia:

Facendo riferimento all’attività della scorsa settimana e alla relativa discussione in classe, scrivi il tuo parere riguardo l’utilità e i limiti del lavoro di gruppo.

Utilizza esempi concreti per raccontare la tua esperienza, per dire se il tuo modo di apprendere ben si accorda con questa metodologia, oppure se preferisci lavorare da solo, e perché.


(Tutti i testi postati sono in prima copia)



 


Quando io e i miei compagni stavamo pensando a cosa costruire abbiamo un po’ litigato perché qualcuno voleva fare quello un altro quell’altro.
Così ho detto: “Basta dobbiamo metterci d’accordo” alla fine ce l’abbiamo fatta.
[…]
Però noi vedevamo un nostro compagno a faticare per la scatola e ci siamo rattristiti e gli abbiamo dato altre sei mani d’aiuto.







Però devo dire che abbiamo lavorato con impegno con passione ma non vuol dire che siamo i più intelligenti della classe.
[…]
Era divertente quando ho scritto una parola con l’H ma invece mi sono dimenticato l’H.








Io credo che i lavori di gruppo siano per alcuni versi utili per altri invece il contrario, perché se non lavori con i compagni giusti il lavoro potrebbe diventare confusione e confondere ancora di più le idee di chi non ha capito o diventare anche una scusa per giocare con i compagni.
Ad esempio la settimana scorsa io avevo avuto una discussione con un membro del mio gruppo, quindi credo che il lavoro di gruppo si debba fare con le persone giuste.







Al nostro gruppo non è piaciuto tanto che altri gruppi ci copiavano, alla fine non abbiamo concluso molto bene l’argomento perché c’erano bambini che continuavano a parlare e a dire cose non molto intelligenti.