martedì 11 settembre 2018

Irrequietezza migratoria


Mi capita, a volte, prima che cominci la scuola -quella vera, con le bambine e i bambini, intendo-  di non riuscire a dormire. Con gli anni ho imparato a non lottare con l’insonnia, ma a farmela amica, sottraendole ore che durante il giorno non riesco a ritagliare per stare sola con me stessa e i miei pensieri. In queste ore rubate non è la lettura, a farmi compagnia, ma la scrittura: come se dare forma scritta, e in qualche modo ordinata, ai miei pensieri, potesse in qualche modo restituirmi il diritto al sonno.

Non è agitazione, la mia e neppure ansia, o inquietudine; mi pare somigli piuttosto a quell’irrequietezza migratoria che da anni mi affascina.

Fra poche ore inizierà un viaggio lungo cinque anni, di cui in questo momento conosco solo il punto di partenza e pochissimi compagni. Il grosso dello stormo, da guidare e proteggere nel volo, perché non si perda e arrivi a quella che sarà la destinazione comune, per ora è quasi solo dentro la mia, la nostra immaginazione. Li ho incontrati, qualche volta, quegli anatroccoli maschi e femmine, ma ancora non li conosco: non so cosa piace loro, cosa fa loro paura, in cosa eccellono e cosa temono di non saper fare. Non so cosa li farà sorridere, per cosa s’incupiranno, se a tratti mancheranno loro la mamma e il papà, o se la scuola, la classe, riusciranno sempre ad essere per loro una casa altra, sicura, accogliente, aperta.

Non so quante pause ci saranno necessarie, chi si attarderà e chi tenterà la fuga, chi, fin dal primo giorno, starà bene nel gruppo e chi avrà bisogno di tempo – tanto, poco, chi lo sa? – per fidarsi e affidarsi. Non so se saremo capaci, noi che alternandoci guideremo e chiuderemo lo stormo, di trovarne il giusto ritmo, assecondandolo alle fatiche e agli slanci e variandolo a seconda delle necessità. Non so se riusciremo a proseguire sempre insieme nella stessa direzione, o se ci saranno delle virate improvvise; non so come reagiremo alle difficoltà e agli entusiasmi.

Non so se nel viaggio incontreremo altri stormi, se ci saranno degli spostamenti da uno stormo all’altro, chi completerà il suo viaggio con una nuova formazione o chi, nuovo, arriverà.

Quel che so è che, quando sarà il momento, niente potrà fermarci.