venerdì 14 agosto 2015

Letture estive (24) : Dalla terra alla tavola Venti storie di cibo

Ci sono libri le cui strade si incrociano troppo tardi con la mia: ma se sono importanti trovo sempre un modo per utilizzarli o proporli ai miei bambini.

È il caso di

Dalla terra alla tavola
Venti storie di cibo



a cura di Grazia Gotti e Silvana Sola, Einaudi Ragazzi


 una raccolta di “ […] storie dense, poco annacquate, non edulcorate, provenienti dal folklore, dalle leggende, dalle cronache e dalla tradizione letteraria. Alto e basso insieme, laico e religioso, Oriente e Occidente, per la formazione di un lettore aperto, in crescita, desideroso di assaggiare più piatti.” (dalla Presentazione)


Nei primi mesi dello scorso anno, complice Expo 2015, abbiamo lavorato molto sul cibo e sulla sua importanza nella vita dell'uomo. Questo libro mi sarebbe stato davvero utilissimo. Poi lo scorro, leggo i titoli delle storie riscritte da Alessandra Valtieri, e penso che Momotaro nato da una pesca (Giappone) ha molto in comune con Issun Boshi, che non abbiamo letto I fichi dell'orco (Italia) ma conosciamo bene La figlia del Re che non era mai stufa di fichi , che Il brodo di chiodo (Balcani) mi ricorda moltissimo Una zuppa di sasso letta in prima.


E per tutte le altre storie, ci sono ancora i lunghi mesi invernali del prossimo anno...

La manna (Bibbia)
I fichi dell'Orco (Italia)
Priya e la ciotola magica (India)
La regina delle api (Germania)
La volpe e la cicogna (Esopo)
Ivan e il sale (Russia)
Un chicco di riso (Myanmar Birmania)
Momotato nato da una pesca (Giappone)
La volpe e l'uva (Fedro)
Gli spaghetti (Cina)
L'origine dell'anguria (Vietnam)
Tyi Wara (Mali)
Elia e i meloni (Tradizione ebraica)
Le uova (Grecia)
Un sogno (Himalaya)
Lo zucchero di Venezia (Italia)
Le pere di montagna (Mongolia)
La frittella delle tre sorelle (Germania)
La scimmia e il fagiano (Giappone)
Il brodo di chiodo (Balcani)

 

In appendice, Ingredienti, ovvero aneddoti, curiosità, ricette, consigli su alcuni cibi, ingredienti e spezie di cui si parla nei racconti.

Al numero 6 troviamo MIELE

Le divine frecce di Cupido, per fare effetto, dovevano prima affondare le punte nel miele.
Nei paesi di lingua inglese l'innamorato si rivolge alla sua bella chiamandola honey, che significa “miele”, così come si è soliti definire le settimane successive al matrimonio come “luna di miele”. Il primo mese (luna) di matrimonio è considerato il più dolce.
Ma ci sono tanti altri modi di considerare il miele, ad esempio gli irlandesi affermano che “il miele è dolce ma le api pungono”, oppure i tedeschi mettono in guardia: “Fatti di miele e ti mangeranno le mosche”.



Dal sito della casa editrice EL:

Le storie del passato, quelle che si trasmettevano oralmente, hanno sempre un grande potere di fascinazione. Perché la storia di una bambina con un cappuccio rosso ha passato indenne secoli di storie e continua a spaventare e a divertire tanti piccoli ascoltatori? È la forza delle radici che affondano nel terreno umano e condiscono queste storie. La raccolta rivisita tradizioni culturali diverse, e propone una geografia del fiabesco e del racconto che, dalla Bibbia, passando per Esopo e Fedro, ci porta a lambire terre lontane, culture millenarie come quelle cinesi e giapponesi, quella africana e si alza fino alla vetta dell’Himalaya seguendo un filo, potremmo dire un profumo di cucina. Dalle zuppe, agli spaghetti, dal riso alle frittelle, aggiungendo sale e zucchero, ingredienti irrinunciabili della nostra tavola, i racconti si susseguono con ritmo e si prestano a una lettura ad alta voce, utile in famiglia e a scuola. A partire dai sei anni fino a tutto il corso delle scuole elementari, e per l’avvio delle medie (nelle secondarie di primo grado il fiabesco è programma del primo anno), il libro si presta per percorsi interdisciplinari che vedono insieme la geografia, la storia, l’antropologia. Un apparato specifico suggerisce linee per prolungare la ricerca e arricchire il percorso di conoscenza avviato dalla lettura dei racconti. L’iconografia presenta una novità assoluta: le tavole sono state affidate a dieci giovani illustratori, tutti provenienti dalla storica scuola di Urbino, lsia, che ha dato al mondo dell’editoria grafici e illustratori di fama internazionale.