lunedì 17 agosto 2015

Letture estive per i grandi (9): I nostri anni 70 Libri per ragazzi in Italia

Oggi ho ripescato due post dell'inverno scorso, scritti durante le vacanze natalizie e al rientro a scuola. 


Dicembre 2014

Ci sono libri che acquisti sapendo fin da subito che il loro vero valore trascende di molto il  prezzo. È sicuramente il caso de

I nostri anni 70
Libri per ragazzi in Italia

  
a cura di Silvana Sola e Paola Vassalli, edito da Corraini, acquistato a marzo in Fiera a Bologna e finora mai letto, perché conservato in quello che mi piace chiamare “lo scaffale dei millesimati”.

Ieri, finalmente, complici le vacanze e, soprattutto, l’influenza, ho passato ore sul divano leggendo le gesta di un gruppo di pioniere dell’editoria per ragazzi (Paola Vassalli le chiama le “signore dell’editoria per ragazzi”): Rosellina Archinto, Loredana Farina, Gabriella Armando, per citarne solo alcune, donne che, in un’Italia ancora poco attenta, sono state capaci di “coniugare libertà e insieme identità. Libertà dai vecchi canoni espressivi, quando abbandona definitivamente l’idea di un’illustrazione a esclusivo servizio del testo per un “albo” dove immagini e parole si rincorrono, creando un ritmo nuovo e parlando direttamente al bambino apprendista lettore. Identità perché in questi anni nasce e si consolida una generazione di autori, editori, librai, bibliotecari, critici e lettori, che si riconoscono in una comunità. Perché, come ci ricorda Giorgio Gaber, “libertà è partecipazione”.



(Maurice Sendak, Luca, la luna e il latte, Emme Edizioni/1970)


Una comunità d’intenti, quindi, che, ben prima dell’avvento di internet, dei social network, dei blog, veicola informazioni e conoscenze, creando una fitta rete di relazioni vere, reali, tra persone che si riconoscono intorno all’oggetto albo illustrato.



 (Anthony Brownw, Lo specchio magico, Emme Edizioni/1976)


Ho potuto ammirare illustrazioni senza tempo, scoprire albi sconosciuti e collegarmi immediatamente all’Opac delle biblioteche per prenotarli (dovrò armarmi di molta pazienza, però, perché la maggiorparte è chiusa), riflettere su scelte editoriali coraggiose e ardite, che alcune case editrici continuano a fare, nonostante i tempi non siano tra i più facili.




E mi sono accorta di quanto lavoro ancora ci sia da fare, da parte di autori, illustratori, editori, librai ed insegnanti perché la parità di genere non sia solo vagamente auspicata, ma concretamente realizzata, nelle scelte quotidiane e nel pensiero comune.


 


Gennaio 2015

Ci sono libri che puoi scoprire solo se passi i pomeriggi a spulciare tra gli scaffali di una biblioteca ben fornita, oppure se un saggio te ne suggerisce i titoli, come fossero quei famosi “diamanti in cantina” di faetiana memoria. Il saggio a cui devo questa bella scoperta è I nostri anni 70
letto con immenso piacere durante le vacanze natalizie: il libro, una sconosciuta opera di Max Velthuijs (ben più noto per il suo Ranocchio)

 
Il bambino e il pesce


edito nel 1977 da EL e superbamente dedicato “Al mio gatto”


Come incomincia:

“C’era una volta un bambino che sedeva volentieri sulla riva del lago a pescare. Egli era tanto contento quando pigliava qualche piccolo pesce. Tuttavia sognava sempre di acchiappare, una volta o l’altra, un pesce grosso.
Una mattina prese la sua canna da pesca, qualche cosa da mangiare e andò al lago.
Il bambino si cercò un angolino nascosto sulla riva. Buttò l’amo e aspettò paziente. E se proprio questa volta avesse abboccato un grosso pesce? Il tempo era bello, l’acqua tranquilla e piena di promesse.
Giunse mezzogiorno, ma ancora nessun pesce, nemmeno uno piccolo, aveva abboccato. Forse i pesci non avevano fame? Il bambino invece era affamato. Conficcò la canna profondamente nel terreno, si stese sul prato, mangiò una mela e bevve un po’ di latte. Se la godeva. Le api ronzavano, le farfalle svolazzavano, gli uccelli cinguettavano, pure un maggiolino passò da quelle parti: ma ancora nessun pesce! A poco a poco si sentì stanco e si addormentò. E allora sognò un grande pesce.”

VELTHUIJS M., Il bambino e il pesce, Edizioni EL







 

 

 

 


 

 

 



Il protagonista del libro vuol pescare un pesce GRANDE: quale miglio pretesto per parlare di ciò che è GRANDE e ciò che è PICCOLO?