mercoledì 6 luglio 2016

Mercoledì al cubo (20): Come? Cosa?



Un albo perfetto per la mia voglia d’azzurro

Come? Cosa?

 

di Fabian Negrin, orecchio acerbo



Un azzurro che inizia dalla copertina, con toni variamente sfumati sia sullo sfondo che nei particolari degli abiti del protagonista (la camicia, i calzini a righe) e che continua anche nelle risguardie iniziali, completamente, assolutamente, totalmente azzurre.
E poi, sulla pagina bianca successiva, un soffione sul punto di disfarsi.
Perché il vento c’è, e già lo si vedeva in copertina, in quei lembi di camicia sollevati, nella figura curva nello sforzo di camminargli contro, e nel cappello che vola via.
E la storia può incominciare.



-Ehi, che cosa vuoi mangiare stasera?



-Purè di patate!

Il vento soffia.

-Come? Cosa? Due grandi frittate?



Eccolo qui, il segreto del libro. Come nel più classico dei “telefoni senza fili”, un gioco che chiunque abbia più di quarant’anni ha sicuramente fatto nell’infanzia, il messaggio iniziale viene via via frainteso e modificato, in un crescendo di perdita di senso logico e di comicità (in)volontaria.

-Stasera tuo padre vuole due grandi frittate!

Il vento sbuffa.

-Come? Cosa? Delle palme impanate?

Ed ecco che l’oggetto del discorso diventa sempre più lontano da quello iniziale, come in un gioco fatto molte volte nelle notti di febbre alta di mio figlio grande: fingevamo di chiamare il nonno, e che il poveretto, svegliato nel cuore della notte, capisse ogni volta una frase diversa da quello che noi dicevamo. L’inizio era sempre lo stesso, ed ogni frase ripetuta dal nonno doveva essere in rima con quella appena pronunciata da noi.

Un libro che, fin dalle prime pagine, scatenerà l’ilarità dei bambini, che poi saranno sicuramente affascinati e trascinati, come fa il vento impetuoso nella storia, dalle avventurose immagini di Fabian Negrin (ho molto pensato al suo Chiamatemi Sandokan, sfogliando questo nuovo albo).
E scommetto che a molti verrà voglia di continuare, o di inventare un nuovo Come? Cosa?







Qui la versione delle Briciole
Qui quella di Scaffale Basso


Ed ora torno a tuffarmi nell'azzurro...