mercoledì 13 luglio 2016

Parole, cime, mare...





Dentro la lingua
un fagotto di sillabe
si srotola in canto.
È tempo di cadere
dentro covoni di parole
e farne pane per tutti.





Dietro le palpebre
c’è vastità
di altissime cime.
E sopra le cime
ancora un salire
senza chiodi né arpioni
senza neanche un’ala
o una fune.

E tutte le porto con me
in offerta alle antenne
   vertiginose
batto lentamente
la pallina del cuore
assecondo questo freno potente
cancello le bandiere
innesto la mia vita
alle sponde di quel gran mare –
che è il cielo.





Nella mia testa non c’è altro che mare
altro che mare incantatore – altro nient’altro
che mare e sole in un crescendo silente
e dormiente.

Parla un mistero. Tace un mistero
e solo il corpo entra nel fiore
nel fiore d’acqua.

Mariangela Gualtieri, Le giovani parole, Einaudi