venerdì 20 gennaio 2017

Filo magico, ovvero rendere felici sia gli altri, sia se stessi


Annabelle, la protagonista di

Filo magico 


di Mac Barnett e Jon Klassen, Terre di mezzo



è davvero un personaggio che val la pena incontrare, e io ho deciso di regalare ai ragazzi  la lettura di questo libro proprio in questi giorni in cui ragioniamo così profondamente e intensamente sulla felicità.


Come incomincia:

“In un freddo pomeriggio, in una piccola e fredda città dove tutto era bianco di neve o nero per la fuliggine dei camini, Annabelle trovò una scatola con dentro un filo di tutti i colori.

Così andò a casa e con i ferri si fece un bel maglione.
E quando Annabelle ebbe finito, le avanzava ancora del filo.
Quindi fece un maglione anche per Mars.
Ma avanzava ancora del filo.

Quando Annabelle e Mars uscirono a fare una passeggiata, Nate li additò ridendo e disse: -Siete ridicoli.
-Sei soltanto geloso- disse Annabelle.
-No che non lo sono-, rispose Nate.

Invece lo era.
E anche dopo che aveva fatto un maglione per Nate e per il suo cane, e per sé e per Mars, Annabelle aveva ancora del filo.”

BARNETT M. – KLASSEN J., Il filo magico, Terre di mezzo



Basterebbero queste poche righe, sei pagine appena, per fermarsi a riflettere a lungo sulla felicità:  mi colpisce molto che Annabelle, con il filo magico, per prima cosa faccia subito un bel maglione per sé e per il suo cane. Non comincia regalando maglioni ad altri. Comincia pensando a se stessa, e a chi le è più vicino.


Ed ecco apparire Nate, che non perde occasione per sbeffeggiarla.
La addita (come fanno i bambini, come facciamo anche noi), e cerca di ferirla con due sole parole: -Siete ridicoli-.
Ma Annabelle ha il suo cane, il suo maglione, la sua scatola magica. Forse Annabelle è felice.
Forse è per questo che, invece di prendersela con Nate, gli risponde con tre parole, una sola in più rispetto a lui: -Sei soltanto geloso-. E non importa nulla che Nate neghi; Annabelle fa un maglione anche per lui e per il suo cane.
Nate era davvero geloso. Ora non lo è più.

Con il suo filo magico, Annabelle sbroglia le situazioni più intricate: sferruzza maglioni per tutti, e se qualcuno proprio non lo vuole, perché non gli serve, può bastare un berretto. Inutile insistere con i maglioni, se uno se ne sta in pantaloncini nella neve fino alle ginocchia.

Annabelle non si scompone, e poiché il filo non accenna a finire, fa maglioni per gli animali 

 

e persino per gli oggetti che non indossano maglioni.

E le cose in quella piccola città cominciarono a cambiare.

Finché, come in tutte le storie che si rispettino, un vero cattivo non tenta di infrangere la magia, sottraendola ad Annabelle…


Così, dopo la lettura, faccio ai ragazzi alcune domande.

Le risposte sono tutte qui, e sono illuminanti sui loro pensieri. A me, che li conosco ormai da anni, le risposte dicono tantissimo anche su di loro, sulla loro crescita, sulla capacità di riflettere su temi grandi, oltre le frasi fatte e il buonismo talvolta falso.

 
Perché la felicità è un filo magico?

Perché visto che era un filo magico e non finiva più, potevi fare maglioni, sciarpe e cappelli
Perché un filo magico rende la felicità magica
Perché il filo magico era infinito come la felicità
Perché il filo magico, visto che è magico puoi pure cambiare colore, se hai un amico che gli piace il blu gli fai una sciarpa blu
Tu hai scelto quel filo lì perché magari quel giorno eri felice
Perché è infinito e non devi continuare a ricomprarlo
È come se gli dai fuoco ed è infinito
Perché quando sei felice puoi o farti un maglione o giocare con un filo
La felicità è un filo magico perché non si devono avere per forza tanti giochi per essere felici
Perché non si finisce mai
Perché collega due amici
Perché rende felici tutti
Che non si regala mai a nessuno
Perché si possono attaccare solo le persone buone
Che non si stacca mai dalle persone più care
Perché ci puoi fare quello che vuoi
Perché ci puoi giocare
Perché lo trovi in ogni oggetto
Che puoi usare per disegnare



Secondo voi, perché ho scelto questo libro proprio ora che stiamo parlando di felicità?

Magari il filo magico era di tutti i colori e a te ti piacciono tutti i colori
Perché la bambina gli piacciono …piace cucire ed è felice perché fa un maglione per tutti
Perché questo filo è un filo magico e la magia è come la fantasia e la fantasia apre le porte alla felicità
Secondo me il filo magico rappresenta la felicità perché tutta la città era bianco nero o nero grigio e il filo magico faceva diventare la città tutta colorata e voleva dire che sono tutti felici insieme e tutti uguali
Che magari in quella storia erano felici di avere i maglioni e i cappelli
Magari quando lei lavorava a maglia si ricordava la sua nonna ed era felice
Perché l’arciduca aveva maledetto Annabelle che non doveva essere più felice invece è sempre felice
Annabelle quando fa i maglioni rende felici tutti
Perché la ragazza quando fa i maglioni e usa il filo è felice
I colori fanno felici tutti i bambini
Anche se l’arciduca le ha rubato il filo, Annabelle continuava ad essere felice
Che quando Annabelle faceva vestiti per tutti, pian piano diventava più felice



Perché Annabelle si sentiva felice?

Perché stava aiutando gli altri e regalava loro delle cose
Perché sta facendo un gesto bello
Perché all’inizio si sentiva diversa dagli altri che non avevano il maglione
Perché poteva fare maglioni per abitanti, alberi, mezzi, case
Perché aveva la sua scatola del filo magico
Facendo i maglioni a tutti li rendeva felici
Perché il filo non finiva mai
Annabelle si sentiva felice perché rendeva felici sia gli altri sia se stessa
Perché la scatola era ritornata da lei
Perché poteva fare i maglioni, tuti quelli che voleva, senza aver paura che il filo finisse



È vero che essere generosi rende felici?

Perché almeno rendi la felicità a tutti, è come se dai la tua felicità agli altri, un pezzettino a tutti
Sì, perché ti puoi fare dei nuovi amici e poi perché puoi rendere felici le altre persone
Perché se qualche persona è triste, se gli dai un pezzo della tua cioccolata sembra che gli dai un po’ di felicità
Perché è bello aiutare il prossimo
Secondo me sì perché non rendi felice solo te, ma rendi felici tutti
Dipende, perché se tua mamma ti dice “Vuoi pasta e fagioli?” tu dici sì ma a te non piace, quindi rendi felice lei, ma non te stesso
Se dici “Sì, mi piace la pasta e fagioli” poi sei costretto a mangiarla, e se fai la faccia disgustata cosa penserà la mamma?
Sì, perché quello che ti regala qualcosa è gentile con te e quindi ti rende felice
Sì, perché quando qualcuno ti regala del tempo o delle cose ti rende felici
È felice perché non chiede soldi ma dà dei doni che alcune persone non vogliono dare
Sì, rende felici tutti, anche quello che fa il regalo, perché in realtà guadagna qualcosa: la felicità di quello a cui ha fatto il regalo
Per me sì, perché quando gli regala qualcosa può ricevere in cambio non cose materiali, ma anche la felicità, un sorriso, qualcosa
Secondo me, a volte sì, a volte no. Sì, perché quando dai un regalo a qualcuno… no perché magari tu vuoi offrire qualcosa a un altro e questo non vuole.