mercoledì 11 settembre 2013

A come asino


Da qualche giorno mi scervello per trovare un argomento giusto per l’ultimo giorno di vacanze. Ci ho pensato a lungo, poi ho avuto l’illuminazione: A come Asino (credo non ci sia nulla di più provocatorio)!

A mia discolpa posso solo dire che ho sempre amato gli asini più dei cavalli: mi piace il loro sguardo, la loro capacità di lavorare e adattarsi a richieste diverse. Io, poi, sono innegabilmente montanara: e l’asino è stato, fino a pochi decenni fa, il compagno di lavoro privilegiato dei contadini.

Certo anche per me, come per tutti, da piccola la parola ASINO era connotata negativamente: sentirsi dire “Sei proprio un asino!” non era certo un complimento, quarant’anni fa come ora. Mi sembra però di poter dire che negli ultimi tempi si assiste a una rivalutazione di questa umile bestia: prova ne sono due recenti libri di cui ho letto splendide e dotte (come sempre) recensioni sul già citato blog http://biblioragazziletture.wordpress.com/
Si tratta in particolare di
e
http://biblioragazziletture.wordpress.com/2013/08/20/una-vita-da-somaro/








ho raccontato uno dei miei libri preferiti


L’asinello Silvestro ama collezionare sassolini dalle forme e dai colori più strani, e un giorno ne trova uno bellissimo. È un sassolino magico che esaudisce i desideri!

Ma ai desideri bisogna stare attenti: quando si incontra un leone affamato può capitare di esprimere quelli più sbagliati…

Come incomincia:

“Silvestro Isadori abitava insieme al suo papà a e alla sua mamma in Via delle Ghiande, a Borgo Avena.

Uno dei suoi passatempi preferiti era raccogliere sassolini dalla forma e dal colore insoliti.

Durante le vacanze, in un sabato in cui pioveva a dirotto, Silvestro trovò un sassolino davvero diverso da tutti gli altri. Era di un rosso acceso, lucido e perfettamente rotondo, come una biglia. Mentre esaminava questa pietra straordinaria, Silvestro cominciò a rabbrividire, forse per l’eccitazione, e sentiva la pioggia fredda inzuppargli la schiena. –Quanto sarebbe bello se smettesse di piovere!- disse.

Con sua grande sorpresa, la pioggia cessò. Non poco alla volta, come fa di solito. No: molto semplicemente, SI FERMO’ DI COLPO. Le gocce sparirono prima ancora di arrivare a terra, le nuvole scomparvero, tutto era perfettamente asciutto e il sole splendeva come se la pioggia non ci fosse mai stata.”

STEIG W., Silvestro e il sassolino magico, Mondadori







I temi dell'unione e dell'amicizia, della vecchiaia e del viaggio, hanno reso questa fiaba un classico della tradizione di ogni tempo e lingua, per bambini e adulti allo stesso tempo. Gli animali protagonisti (un asino, un cane, un gatto e un gallo) sono accomunati dall'affiorante vecchiaia, arrivata improvvisamente ad impedire la vita di tutti i giorni al servizio dei loro ingrati padroni. Ma anche in una situazione così fosca e apparentemente senza via d'uscita, i quattro amici intraprendono un viaggio per improvvisare un'inedita carriera da musicisti. L'incontro fortuito con la tavola imbandita dei briganti rafforzerà l'unione dei compagni e si trasformerà nella scoperta di un luogo accogliente dove stare.



STANGL K., I musicanti di Brema, Corraiini






Asino chi legge racconta delle difficoltà di portare la letteratura, scritta e letta, in luoghi dove la passione per la pagina non è mai nata o si scontra con difficoltà insormontabili: a Napoli e nella periferia napoletana, in Irpinia, in Trentino, in Puglia, in Sicilia e in altre zone d'Italia. L'autrice, scrittrice ed esperta esterna di scrittura creativa, eternamente in viaggio fra treni e periferie, raccoglie cosi un bagaglio di storie, divertenti, assurde, tristi, dalle vicende dei figli dei capoclan napoletani ai timidi ragazzi della Nusco di De Mita, ai giovani pakistani di Bolzano, ai ragazzi che hanno lasciato la scuola a Frattamaggiore, restituendo una fotografia disincantata della scuola italiana e della percezione dello scrittore nelle scuole, oltre che un ritratto del Paese e un'idea forte di letteratura e di impegno che i nostri tempi tendono a cancellare. I ragazzi e i loro insegnanti sono qui, insieme ai luoghi, i veri protagonisti, con le pagine che scrivono, le loro storie e l'eterna domanda, che passa di generazione in generazione: perché in Italia si legge cosi poco? E perché tutti vogliono scrivere?

CILENTO A., Asino chi legge, Guanda



Un asino alle prese con un libro? C’è, ed è qui



Sempre tramite Caterina Ramonda ho scoperto l’esistenza del Biblioasino,



di cui potete leggere qui…http://biblioasino.blogspot.it/

E allora, buon inizio a tutti (asini compresi)!