martedì 15 dicembre 2015

Libri PIGRI: Leggere senza stereotipi. Percorsi educativi 0-6 anni per figurarsi il futuro



Quando, durante l’estate, meditavo sui Libri PIPPI (Per I Più Piccoli), rubrica settimanale inaugurata a settembre, ho sentito immediata l’esigenza di uno spazio dedicato anche ai Libri Per I GR(and)I, i Libri PIGRI (l’acronimo più semplice e breve, PIG, si sarebbe prestato a dubbie interpretazioni): libri che, come in un ossimoro, aiutino a riflettere, a tenere la mente pronta, aperta e allenata.


Per questo motivo mi piace davvero il pensiero di inaugurare oggi questa nuova rubrica con 

Leggere senza stereotipi.
Percorsi educativi 0-6 anni per figurarsi il futuro




dell'associazione S.CO.S.S.E, settenove


un libro necessario, comunque la si pensi, qualunque idea ci si sia fatta nei mesi scorsi, e a maggior ragione se ancora non si avessero le idee chiare, sulla famigerata questione dei "libri gender".

Per quanto mi riguarda, l'ho seguita fin dal suo inizio e in tutto ciò che ne è conseguito. 
Sono un’insegnante, e ritengo sia mio dovere essere informata, tanto più su una questione così importante e delicata. Mi è sembrato che, come spesso accade, molta parte delle polemiche che sono nate, siano state causate dalla scarsa informazione e dalla veicolazione immediata, e spesso non meditata, di frasi fatte, proclami, notizie estrapolate dal giusto contesto.


Dalla premessa (pag.8): 

"Leggere senza stereotipi è un itinerario tra i libri, le parole, le figure, le storie: un itinerario che mette insieme buoni libri per tutti, capaci di raccontare i sentimenti, libri coraggiosi, che escono dai perimetri dell'ovvio, del prevedibile, per dare voce al sentimento, all'incontro."

E se all’interno delle ricche e articolate bibliografie è possibile trovare alcuni titoli (non credo siano più delle dita di una mano) su cui sarebbe bello discutere con le famiglie prima che vengano proposti in classe, la maggior parte degli albi richiama percorsi di riconoscimento della propria identità, della diversità, dei bisogni primari di ogni bambino, dell’attenzione all’inclusione: pilastri che sono la base non solo della più grande finalità educativa della scuola, ma di una crescita serena e consapevole di ogni bambino.

Proprio alcuni di questi libri sono stati parte integrante e fondamentale della vita scolastica delle mie classi in questi primi due anni insieme:




















 




 




 




 




 




 





S.CO.S.S.E (Soluzioni Comunicative Studi Servizi Editoriali) è un’associazione di promozione sociale nata nel 2011 come spin-off universitario dell’Università degli Studi di Tor Vergata di Roma da un gruppo di giovani donne con esperienze e formazioni diverse alle spalle, ma con una comune volontà di lavorare per la valorizzazione delle differenze e l’inclusione sociale e per la promozione di una cultura libera e aperta per tutti e tutte.



Ed io, come la penso?

Nel mio lavoro non ho moltissime certezze: una delle poche è non fare nulla, in classe, che possa turbare la sensibilità dei bambini e delle loro famiglie. Non è un dovere facile da rispettare: le sensibilità sono molteplici e le più diverse. 

Non ho timore di affermare che neppure io proporrei a cuor leggero, in classe, a bimbi fino ai 10-11, libri che affrontino temi delicati come  l’omogenitorialità o l’identità sessuale. Sono letture, tematiche, che credo vadano proposte a piccoli gruppi, e soprattutto dove i bambini e le famiglie possano essere liberi di scegliere se partecipare o meno. Ho troppo rispetto per l’altro per pensare, tout court, che ciò che pensa, pur opposto a ciò che penso io, lo metta automaticamente nella posizione sbagliata.
È altrettanto vero, però, che finora non mi sono mai trovata di fronte a domande dei bambini o a situazioni di vita concreta che chiedano risposte nuove, aperte, inclusive: cosa farei se in classe ci fossero il figlio di due madri, o di due padri, o un bambino con un genitore/fratello/sorella, dichiaratamente omosessuale? Da insegnante, credo di avere il dovere di rispondere alle domande dei bambini con quanta più chiarezza possibile. Questo libro credo possa offrire valide indicazioni bibliografiche a chi voglia affrontare argomenti che ci chiamano a nuove riflessioni e a domande/risposte non univoche.