mercoledì 30 dicembre 2015

#sololibribelli 4: Il Natale di Marguerite



Sto pensando che non ha davvero alcuna importanza aver letto

Il Natale di Marguerite









di India Desjardins e Pascal Blanchet, bao publishing


dopo che il Natale è ormai passato.


Il Natale, in quest’albo, è solo un pretesto: quel che serve per raccontare una vita, una lunga vita, intessuta, come tutte, di gioie e dolori, e alla fine della quale si fa ormai il conto dei caduti, dell’amore e degli amici scomparsi, e ci si ritrova ad aver paura non solo di morire, ma anche di vivere.

Marguerite sta bene nella sua casa, un nido accogliente e quasi sicuro (benché il pericolo possa annidarsi in ogni angolo), immersa nei ricordi felici, convinta che “fuori” sia sinonimo di pericolo, e quindi assolutamente da evitare.

Ma, si sa, tutto può cambiare, anche solo in pochi istanti…



Come incomincia:

“Marguerite Godin si rallegra di non dover mettere piede fuori casa.

Credete che non le piaccia il Natale? No, no, al contrario. Ha anche decorato la casa meglio che poteva. È stato l’anno scorso? Due anni fa? Non ricorda più con precisione, perché la memoria le fa qualche scherzo.

Si ricorda di aver appeso una corona di Natale alla finestra, e di essersi stancata a morte. Quindi adesso lascia la corona appesa tutto l’anno e accende le lucine solo durante le feste.

Non dovete pensare che sia sola e che faccia pena, al contrario! Ha due figli e alcuni nipoti. Ma le feste di famiglia la sfiniscono. Eppure ogni anno dice a se stessa che dovrebbe fare un piccolo sforzo per i figli, che si sentono in colpa a festeggiare il Natale senza di lei. Non le credono, quando li rassicura del fatto che non le dispiaccia passare la serata tutta sola.

Marguerite ripete sempre: -Divertitevi! Approfittatene! Non vi preoccupate per me, passerò una bella serata!- E non mente. È contenta di sapere che si divertono.

DESJARDINS I. – BLANCHET P., Il Natale di Marguerite, bao publishing


Qui potete sfogliarne alcune pagine