martedì 13 dicembre 2016

Dove comincia l'accoglienza



S. è la ragazzina pakistana che qualche settimana fa ha scritto in un testo di voler diventare maestra. Ieri S. è stata la mia maestra.

In classe è arrivata da una manciata di ore una nuova compagna dallo Sri Lanka: sguardo dolcissimo, sorriso aperto, non conosce neppure una parola di italiano.
Venerdì ho chiesto a S.: “Devi aiutarmi. Cosa ti ha fatto più piacere, cosa ti è sembrato più bello, quando sei arrivata in classe con noi?”
Non mi ha risposto subito. Mi ha guardato sorridendo.
Le ho detto: “Pensaci. Me lo dici lunedì”

Ieri S. è entrata pochi minuti dopo A., la nuova compagna. Ci siamo salutate, le ho dato il tempo di sedersi, poi le ho chiesto: “Ci hai pensato?”
Non ho avuto bisogno di specificare a cosa. Lo sapeva benissimo.

Mi ha risposto: “Quando avete fatto i disegni e avete scritto i nomi”
Anch’io ho sorriso. Avremmo rifatto per A. quello che avevamo fatto due anni fa per S.
L’accoglienza, l’integrazione, per noi cominciano ancora da qui: