mercoledì 7 dicembre 2016

Mercoledì al cubo 23 - Il postino dei messaggi in bottiglia, ovvero A scuola si legge - Scrivere per comunicare (classe 5^)



Se c’è una cosa che amo sono le connessioni.
Quando quel che faccio sottende un’infinita serie di legami, a volte invisibili ma resistenti, mi pare che tutto acquisti nuovo e più profondo significato.

Da due anni, ormai, l’appuntamento con il Mercoledì al cubo è una festa che vede narratori Scaffale Basso, Briciole di Pollicino e Apedario; in realtà, quattro donne unite dal caso, dalla vita e da una passione comune, che una volta al mese scrivono dello stesso libro.

Questa volta ho utilizzato l'albo scelto,

Il postino dei messaggi in bottiglia




di Michelle Cuevas e Erin E. Stead, Babalibri



per introdurre l'appuntamento di pochi giorni fa in quinta per A scuola si legge

Scrivere per comunicare





Ho cominciato proprio con la lettura di quest’albo, con l’obiettivo dichiarato di sfatare un mito: gli albi illustrati non sono riservati ai piccoli, ma un dono per chiunque desideri goderne con tutti i sensi.

L’albo narra la vita solitaria di un pescatore -unica compagnia, un gatto e una mucca fuori casa- il cui compito è scrutare le onde, per avvistare bottiglie contenenti messaggi da portare a destinazione.

Il suo più grande desiderio, la sua speranza, è trovare un giorno un messaggio destinato proprio a lui. […] ricordava che sarebbe stato facile come trovare sulla spiaggia un frammento d’unghia del piede di una sirena. Però gli sarebbe piaciuto.

E come in tutte le storie che si rispettino, un giorno qualcosa di nuovo accade. Un messaggio senza destinatario, né alcuna indicazione su dove recapitarlo.

È un libro a tratti triste e doloroso, questo, in cui la riflessione sulla solitudine emerge prepotente -è avvenuto anche durante la discussione con i ragazzi. Ma è allo stesso tempo un libro colmo di speranza: quel sentimento che ci costringe ad aprirci continuamente, incessantemente, alla vita e alle possibilità che essa ci offre, nonostante le esperienze, anche negative, precedenti. 


Come incomincia:

“Il postino di messaggi in bottiglia viveva solo in cima a un’altura, con un albero soltanto a fargli ombra. Tutto il tempo teneva gli occhi fissi sulle onde, in cerca di un luccichio di vetro.

Il suo era un lavoro della massima importanza.
Era suo compito aprire ogni bottiglia arrivata per mare e assicurarsi che fosse portata a destinazione.

A volte, per consegnare una bottiglia, bastava semplicemente passeggiare fino al villaggio vicino.
Altre volte doveva viaggiare finché la bussola non arrugginiva e la solitudine diventava tagliente come una squama di pesce.

A volte i messaggi erano molto vecchi, disseccati come foglie autunnali.
Altre volte i messaggi erano scritti con una penna intinta nella tristezza.

Il più delle volte però, rendevano le persone piuttosto felici, perché un messaggio può ospitare un tesoro, come un’ostrica ospita la perla.”

CUEVAS M. – STEAD E., Il postino dei messaggi in bottiglia, Babalibri




Abbiamo proseguito la lettura con alcune pagine tratte da due romanzi nuovi ed avvincenti, di quelli che davvero sembrano fatti per essere divorati:





di Sharon M. Draper, Feltrinelli



  
di Lynda Mullay Hunt, uovonero



 E che dire della rinnovata presenza di 


Lettere dello scoiattolo alla formica





 di Toon Tellegen e Alex Scheffler, Feltrinelli Kids



per l'ennesima volta presente nella mia bibliografia degli incontri con le classi?


“Quando riceverò finalmente della posta?” si chiese il passero. “Nessuno mi pensa.”
E cinguettando tristemente andò a posarsi tra l’erba sotto il tiglio.
Era una bella giornata, e all’improvviso gli venne un’idea. “Darò delle lezioni di scrittura di lettere” decise. “Ecco cosa farò!”
Allargò le ali e volò attraverso il bosco e oltre il fiume e lungo la riva, chiedendo a chiunque desiderasse scrivere delle lettere di prendere lezioni da lui.
Il giorno dopo, decine di animali che non vedevano l’ora di scrivere una lettera, si adunarono nella radura al centro del bosco. C’erano il dromedario, lo scarabeo, il martin pescatore, l’upupa, e perfino l’iguana.
Ciascuno ricevette una penna e un pezzo di corteccia di betulla.
 





Ogni ragazzo, invece della corteccia di betulla, ha ricevuto un foglio, su cui ha scritto ciò che ha desiderato, a chi desiderava: amici, fratelli, genitori, se stessi…
 






E per finire, una magnifica poesia di Arnfrid Astel, tratta da

Nel buio splendeva la luna




di Susanne Berner Rotraut e Edmund Jacoby, Einaudi Ragazzi




Una cartolina sognata

Mi han detto
che hai sognato
che io ti avevo scritto
una bella cartolina.

Ma io non ti ho spedito
la bella cartolina;
non l’ho
nemmeno scritta.

Eppur la cartolina
che hai sognato
ti arriverà lo stesso:
te la spedisco adesso.

Arnfrid Astel