venerdì 7 febbraio 2014

Mostri, rime e compiti

Quando ho chiesto ai miei bambini in cosa la storia del mostro peloso di differenziasse dalle altre lette finora, la risposta più profonda è stata: “Perché di solito i papà (il re) non mettono nei guai i figli (la piccola Lucilla).” Così è, o almeno dovrebbe essere: ma sentirlo dire con queste parole (l’espressione “mettere nei guai” è esattamente quella usata) da un bambino di poco più di sei anni mi ha davvero fatto riflettere.
In realtà, la mia domanda non riguardava il contenuto della storia, ma la sua forma, ed in particolare l’utilizzo, nel dialogo tra il mostro e la piccola Lucilla, delle rime.
Ai bambini piace molto giocare con le parole, e le rime sono forse il gioco più diffuso e divertente da utilizzare anche con bambini ancora piccoli.
 
Nella storia del mostro peloso,  e in particolare nel dialogo tra il mostro e Lucilla, il ritmo è serratissimo





ma la rima che più di ogni altra scatena risate garantite è sicuramente:

“Lo giuro: ti mangerò!” “Peli sul popò.”
 
 
 
 
 

E dopo aver scritto alcune delle rime del libro


 

 
ecco le produzioni delle due classi: naturalmente non potevano mancare
 
tette da una parte...



e cacca dall’altra…

 
 
 
Questo invece il compito per il fine settimana. Divertente, vero? J
 

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