sabato 27 giugno 2015

Apedario si presenta con ... R come rabbia

C’è un sentimento, spesso considerato socialmente inaccettabile, che invece è importante riconoscere, accettare, contenere, per poterlo poi manifestare in modo controllato: è la rabbia.




È la storia di Roberto e di una giornata bruttissima: lo si capisce immediatamente dalla sua espressione in prima pagina. Anche papà lo fa arrabbiare, e così, appena arrivato in camera, ecco apparire... la Cosa.

 
Come incomincia:

"Roberto ha passato una bruttissima giornata.

-Ehi tu! Levati quelle scarpacce!- gli dice papà.

-Ecco fatto!- gli risponde Roberto.

Per cena ci sono gli spinaci.-Piuttosto non mangio!- esclama Roberto.

-Sali in camera tua- dice papà -e scendi solo quando ti sarai calmato.

-Non ci penso neanche- risponde Roberto.

E lassù, nella sua camera, Roberto sente una Cosa terribile che sale...sale, sale, fino a quando...

RRRRRRRHAA,

esce fuori all'improvviso.

-Ciao-gli dice la Cosa, -cosa facciamo?

-Tt...tutto quello che vuoi- risponde Roberto.

D'ALLANCE' M., Che rabbia!, Babalibri

Ecco come due bambini hanno reinterpretato graficamente il momento culminante del racconto:







Poi ho scritto  alla lavagna

IO MI ARRABBIO QUANDO...
e ho chiesto ai bambini di ricopiare la frase e rappresentare graficamente una situazione che provoca la loro rabbia. 
Motivo di moltissime arrabbiature sono i fratelli, specie maggiori






(qui alla maestra è sfuggito un FA)
l’accoppiata genitori-cibo







o, peggio ancora, mamma e parrucchiera



e le esclusioni dai giochi da parte degli amici





Ma come parlare ai bambini della rabbia?


Ovunque accadono episodi diversi di litigi, arrabbiature, conflitti; ognuno di noi può esserne coinvolto. Ma come dare libero sfogo a questa rabbia, permettendole di uscire da noi, per non devastarci, ma dandole nello stesso tempo una forma socialmente accettabile?


Bruno Tognolini ci propone un espediente: utilizzare la lingua, le parole, come mezzo per esprimere la rabbia canalizzandola... e se nel frattempo ci scappa una risata, allora siamo già sulla buona strada per superarla.





Alcune delle più gradite:

Rima di rabbia

Rabbia, rabbia
Fiato di sabbia
Sangue di gioco
Fiore di fuoco
Fiammeggia al sole
Consuma tutto
Lasciami il cuore
Pulito e asciutto



Malaugurio giù dal cielo

Senti cosa ti auguro
Che ti cadesse un fulmine
Da un cielo di tempesta
E se oggi il cielo è limpido
Almeno qualche rondine
Te la sganciasse in testa



Improperio del regno animale

Faccia di porco, puzza di cane
Testa di pecora, zampe di rane
Pelo di tasso, cagnetto grasso
Goffa giraffa col sedere basso
Pelle di rettile, vipera liscia
Pancia di viscida biscia che striscia
Il tuo animale dentro risale
Con la sua faccia di brutto maiale
Con la pelliccia, la coda e le corna
Il tuo animale risale e ritorna
Dalle tempeste dei secoli neri
Dalle foreste dei secoli bui
Torna da te l’animale che eri
E tu ritorna da lui!



TOGNOLINI B., Rime di rabbia, Salani


Grande successo ha riscosso anche la




Rima di chi viene prima
Primini!
Così ci dite perché siamo piccolini
Noi siamo in prima
Perché veniamo prima
Siamo più forti
Perché siamo più corti
Perché diventeremo come voi
Voi non potete diventare come noi
Noi siamo prima
Facciamo meglio rima
Perché meglio primini come noi
Che secondini o che terzini come voi
Siamo primini
Levatevi il berretto
Ciucciateci i calzini
E portateci rispetto


È possibile trascrivere alcune di queste filastrocche, le più gradite, divertenti o richieste, in stampato maiuscolo e distribuirle in fotocopia ai bambini, che potranno incollarle sul quaderno, leggerle con un grande e, volendo, impararle a memoria.




RABBIA



Ti cascasse il moccico dal naso
sull’ultimo cucchiaio di gelato
e proprio mentre stai per fare un salto
inciampassi come un merlo sopra il prato!
Ti andasse di traverso la merenda!
Perdessi l’album delle figurine!
Ti si rompesse anche il videogioco
quando sei a un livello dalla fine!
E mentre ti succede tutto quanto
me ne starò impalato e sai perché?
Per tutti i dispetti che mi hai fatto
io sono arrabbiatissimo con te!


JANNA CARIOLI, L’alfabeto dei sentimenti, Fatatrac






Una comitiva di dodici animali si imbarca su un traghetto in compagnia del comandante. Non sono a coppie, come nell'arca, e la convivenza forzata, si sa, può provocare qualche disagio. Qualcuno si arrabbia, anzi, molti si arrabbiano, e ognuno a modo proprio: c'è chi diventa dispettoso e anche un po' pettegolo, chi parla, parla e non è capace di ascoltare, chi spaventa tutti, ma in realtà è solo il più impaurito...C'è persino chi cerca di ferire gli altri con le sue parole velenose, chi non si controlla e spesso fa male agli altri, e chi si mette sempre a piangere, anche se è grande e grosso.

Riusciranno a trovare un modo per andare d'accordo e godersi finalmente la vacanza e la compagnia? Forse il capitano li può aiutare...

Come incomincia:

“Vi racconterò la storia di un pasticcio di animali...

C'era una volta una grande nave traghetto sulla quale venne imbarcato un gruppo di passeggeri molto speciale. Erano dodici animali, che provenivano da diverse parti del mondo: l'elefante Arturo, la formica Rosalia, il leone Evaristo, il pinguino Ettore, il riccio Gino, lo struzzo Giacinto, lo squalo Ivo, la giraffa Teodora, la bertuccia Attilia, l'aquila Clelia, il coccodrillo Ubaldo e il serpente Oreste!

Una volta in mezzo all'oceano, superato il primo momento di timidezza, gli animali cominciarono a esplorare tutti gli angoli della nave e a prendere confidenza con i compagni di viaggio...”

CARUSO – GILLI – ROWINSKI, Quando Evaristo si arrabbia, EGA

Il libro, nato con il chiaro intento di aiutare gli insegnanti nella gestione e nel superamento dei conflitti in classe, è corredato di un agile fascicoletto-guida per l'insegnante, strutturato in diverse attività collegate con il libro e tra loro: dalla descrizione di se stessi attraverso ciò che piace o non piace alla costituzione di sottogruppi che comprendono coloro che possiedono le stesse caratteristiche, dal fiore dell'identità (o dal classico gioco del Se fossi...) all'identificazione con i personaggi della storia...

Una tappa del libro è la condivisione da parte del gruppo di naviganti di tre regole (attenzione, solo tre!) che diventano quelle imprescindibili per tentare di andare d'accordo.

Un altro momento significativo è l'attribuzione ad ogni personaggio di un atteggiamento ben definito nelle situazioni di conflitto:

· Attilia la bertuccia non riesce a stare zitta, diventa dispettosa e anche un po' pettegola

· Rosalia la formica tira fuori tutta la sua vocina, non fa parlare e non ascolta nessuno

· Clelia l'aquila allarga le ali e vola verso l'alto, in modo da vedere quel che accade da un altro punto di vista

· Evaristo il leone ruggisce forte, solleva la criniera e tira fuori le unghie...anche se, in realtà, è lui il più impaurito di tutti

· Giacinto lo struzzo muore di paura e nasconde la testa nella sabbia

· Ettore il pinguino, che è timido e anche un po' pigro, non litiga mai

· Teodora la giraffa, solitamente calma e socievole, quando sente salire la rabbia non sa cosa fare e va in giro sbattendo il suo testone contro tutto quello che incontra

· Arturo l'elefante diventa talmente nervoso che va a sbattere la sua lunga proboscide dappertutto, e con la sua mole gigantesca gli capita anche di rompere le cose

· Oreste il serpente ha imparato bene a difendersi con la sua lingua biforcuta e se si arrabbia cerca di ferire gli altri con le sue parole velenose

· Ivo lo squalo non si controlla e spesso fa male agli altri animali

· Gino preferisce essere lasciato stare: si chiude in un angolino e tira fuori i suoi aculei

· Ubaldo il coccodrillo, pur grande e grosso, in caso di bisticcio si mette sempre a piangere.



Nonostante temessi che i bambini fossero ancora troppo piccoli e non del tutto in grado di decentrarsi per riuscire a identificarsi in questo o quell'animale, ho chiesto loro di ricopiare dalla lavagna la frase
QUANDO MI ARRABBIO ASSOMIGLIO A
Poi ho proposto loro di disegnare l'animale, tra i dodici presentati, a cui sentissero maggiormente di assomigliare, e di spiegare il perchè.
Ecco alcune pagine
































 


Anche  in “Gli animali erano arrabbiati”



di William Wondriska, Corraini, ritroviamo molti animali della savana (qui  però viene chiamata giungla) già protagonisti di “Quando Evaristo si arrabbia…”: il leone, il serpente, la giraffa, la formica…


Qui, in una calda giornata di sole



ognuno si arrabbia per i difetti dell’altro, in un crescendo di recriminazioni










Fortunatamente la colomba, con il suo “Ti voglio bene perché…” rivolto ad ognuno










ristabilisce la pace e l’armonia







Difficile mantenere la calma quando non si ha nulla da fare e il caldo della giungla diventa così insopportabile da risultare soffocante! Chiedetelo agli animali di William Wondriska che, in preda alla noia e alla canicola, commettono il grave errore di cominciare a puntare il dito l’uno contro i difetti dell’altro: secondo il leone la tartaruga è troppo lenta, secondo la tartaruga l’elefante è troppo ingombrante, secondo l’elefante la formica è troppo piccola e così via, per tutta la giornata, fino a che una colomba gentile non scende dal cielo per riportare l’armonia, ricordando a tutti che a volte va bene essere ingombranti, lenti e anche piccoli!

In un susseguirsi di illustrazioni dal tratto leggero, William Wondriska ci racconta una storia delicata che con semplice immediatezza ricorda a grandi e piccini il valore della tolleranza. Gli animali erano arrabbiati è il quarto libro di Wondriska pubblicato da Corraini dopo 123 A Book To See / Un Libro Da Guardare, Tutto da me e Non perdere il filo.

Storico grafico e designer, William Wondriska è annoverato fra i protagonisti del graphic design americano del secondo dopoguerra. Dopo gli studi presso l’Università di Yale e il School of the Art Institute di Chicago, ha insegnato presso alcune università negli Stati Uniti e ha scritto undici libri per bambini, che hanno ricevuto numerosi riconoscimenti dall’American Insitute of Graphic Arts.
(dal sito http://www.corraini.com/scheda_libro.php?id=559)


Come incomincia:

“Era una giornata molto calda e gli animali della giungla non avevano nulla da fare.
Il leone era arrabbiato, così andò dalla tartaruga e le disse: "Ti odio perché  sei troppo lenta".
La tartaruga era arrabbiata.
Alzò gli occhi verso l'elefante e disse: "Ti odio perché  sei troppo ingombrante".
L'elefante era arrabbiato.
Guardò in basso verso la formica e disse: "Ti odio perché  sei troppo piccola".
WONDRISKA W., Gli animali erano arrabbiati, Corraini