venerdì 30 ottobre 2015

Raccontare gli alberi - Disegnare gli alberi


Io credo che, se si immergono i bambini nella bellezza, se li si circonda di meraviglia e stupore, inevitabilmente ne saranno cambiati.

Cambierà il loro modo di guardare, di sentire, di annusare, di parlare, di disegnare. Cambierà anche il modo di pensare, ne sono certa, e la maniera di rapportarsi al mondo, all’altro da sé.
Perché non si può rimanere gli stessi dopo aver contemplato, in un silenzio assorto (oserei dire religioso) quel che mani abili, un'anima lieve e una mente attenta possono restituirci di una natura che troppo spesso dimentichiamo di guardare.


Raccontare gli alberi

 

di Pia Valentinis e Mauro Evangelista, Rizzoli



racchiude in sé tutte queste caratteristiche.
In quella che ai più potrà sembrare una coincidenza, scopro, leggendone una splendida recensione sul  blog dei Topipittori , che le curatrici dell'albo sono Paola Parazzoli e Giusi Quarenghi, la poetessa che spesso accompagna le nostre avventure poetiche con i suoi versi



"I testi (Parazzoli e Quarenghi) sono perfetti: secchi senza essere noiosi o aridi, colloquiali ma privi di concessioni a deliqui eco e/o pseudopoetici che appesantiscono tanta letteratura per l'infanzia. Lo spazio alla poesia è lasciato alla Poesia: da Montale a Pasternak a Jabès e via di questo passo. La grafica, curata da Mariagrazia Rocchetti,  è ottima: fa in modo che ogni riga, ogni immagine si possa leggere, guardare nel migliore dei modi, in pieno agio, senza distrazioni e interferenze, sciatterie o virtuosismi, mettendo in luce, valorizzando, senza mai essere opprimente, eccessiva, incerta, inesistente o gratuita. Insomma: Raccontare gli alberi è un libro meraviglioso."
















Ed ecco che i primi a cambiare sono proprio i disegni dei bambini stessi:




















 





 





E come descrivere la meraviglia di poter lavorare con la china, in punta di pennino (macchie comprese)?