giovedì 22 settembre 2016

Ceramicalfemminile, ovvero Mani mosse








Mani che insegnano.
Che lasciano un segno profondo, prima ancora che nella creta, 
in un’esperienza che può diventare quotidiana.





E mi dico che non è un caso, se dentro questa scuola che fa bene ci sono svariate foto con particolari mossi. Su tutti, ancora le mani.







Perché la scuola che fa bene si fa anche con le mani: mani che si muovono, che battono, lisciano, tagliano, tolgono, aggiungono, si sporcano.



Dice Francesca Galimberti, la nostra insegnante:
 


Plasmare l’argilla è un’attività molto amata dai bambini.
Un pezzo informe di argilla si trasforma lavorandolo con le mani, senza bisogno di attrezzi particolari.

Per iniziare proviamo tre semplici esercizi:
1        trasformare un pezzo di creta in una sfera, ruotando la terra tra le mani e sul piano del tavolo.
Poi, battendo la superficie con una tavoletta di legno, la sfera viene modificata per farle assumere un’altra forma di solido geometrico.
















1        Partendo da un cubo, costruito secondo le regole dell’esercizio precedente, modificare la forma scomponendolo e ricostruendo una forma diversa ottenuta unendo le sezioni ricavate dai tagli e scavi effettuati. La principale regola del gioco è che tutto quello che viene tolto dev'essere riutilizzato, non può esserci scarto e non si può aggiungere altra terra.
Il risultato ottenuto è quello di un solido molto articolato, con tante sfaccettature.
























        Trasformazione delle forme base: il solido costruito nel primo esercizio viene sezionato con uno o più tagli. I vari pezzi ottenuti vengono nuovamente assemblati cambiando la disposizione. 















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