lunedì 5 agosto 2013

G come Gisella (G dolce)




Ma com’è sciocca la pipistrella Gisella!
Dice un sacco di cose strane e parla al contrario.
Solo il Saggio Gufo decide di non dare giudizi, ma di fare prima qualche domanda.
E chissà chi sarà alla fine a fare la figura dello sciocco…

Come incomincia:

"C’era una volta una pipistrella, di nome Gisella, che capiva tutto a rovescio. 
O almeno, questo era quello che i cuccioli degli animali pensavano di lei.
Tutto era cominciato con il suo arrivo.
Il saggio Gufo, che voleva offrirle un regalo di benvenuto, chiese agli animali di scoprire che cosa le sarebbe piaciuto.
- Mi piacerebbe un ombrello per tenere i piedi asciutti – disse Gisella.”

ROSS T. – WILLIS J., Gisella pipistrella, Il Castoro



Un altro bel libro sulla diversità: Gisella vive a testa in giù, e vede tutto al rovescio, ma naturalmente, per gli altri, quella strana è lei. Solo il saggio Gufo le pone le domande giuste, e mettendo tutti sottosopra, appesi ai rami come Gisella, riesce finalmente a renderli capaci di immedesimazione ed empatia, tanto che anche le didascalie del libro sono scritte a testa in giù, e per leggerle occorre capovolgere il libro (oppure che i lettori si mettano a testa in giù!).




Riguardo i quaderni del ciclo precedente (Gisella non è un libro recentissimo) e mi soffermo sulle illustrazioni: ogni bambino ha colto della storia ciò che più lo ha colpito. Silvia, ad esempio, è rimasta affascinata dal fatto che la giraffa fosse alta come un albero


Penso che quest’anno chiederò ai bambini di capovolgere il quaderno e in seguito disegnare una sequenza della storia e la relativa didascalia, in modo che quando il quaderno verrà riportato all’orientamento originario, sarà evidente il capovolgimento dei punti di vista. Mi sorride anche l’idea di far loro disegnare, sempre a quaderno capovolto, qualsiasi soggetto desiderino, e poi farlo loro osservare “a testa in giù”, come farebbe Gisella: forse esperimenti semplici valgono di più di molte parole sul mettersi nei panni dell’altro!

Sempre riguardando il quaderno di Silvia, vedo come il lavoro a coppie o a piccoli gruppi abbia sempre fatto parte della nostra quotidianità: prima una ricerca, divise su due colonne, di parole che iniziano, finiscono o contengono GE e GI, poi un ripasso su parole con CA, CO CU, CE, CI, GA, GO, GU, GE, GI. Certo, arriva anche il momento della verifica: il LAVORO DA SOLA prevede questa indicazione: Scrivo in ogni riquadro almeno tre parole adatte. Di seguito, due pagine, ognuna divisa in sei riquadri uguali, all’interno dei quali scrivere le parole con CA, CO, CU… (a cosa serve il sesto riquadro? A scrivere la valutazione…).