giovedì 8 agosto 2013

GHI come Ghirighiri





Una riflessione acuta, lucida e spietata sul potere, e sui suoi terribili effetti collaterali.
Una corona, quella che determina l’essere re: è lei uno dei protagonisti di questa favola (la morale c’è, è dichiarata ed evidentissima). La vediamo apparire sulla testa del leone, che da piccolo fa grandi promesse e da grande si trasforma in un terribile tiranno, tanto da vietare addirittura agli uccelli di volare.
C’è una pagina, terribile, in cui si legge:

“[…] Perché il popolo smettesse di lamentarsi di lui, Leone dichiarò guerra al proprio vicino.
Vista dal terrazzo, la guerra era proprio un bello spettacolo.”

Mario Ramos, che non finiremo mai di rimpiangere, in questa doppia pagina, con poche intense pennellate, mostra tutto l’orrore di ogni guerra: il sovrano, occhi chiusi (forse per non vedere ciò che sta accadendo ai suoi piedi), in alto, sul suo balcone, un altissimo terrazzo, così alto che il sangue di chi la guerra è costretto a combatterla davvero, non può arrivare a lambirlo.

Ma ecco che nasce il piccolo Ghirighiri: sarà proprio lui, col suo nome ridicolo (“Ti chiamerò Ghirighiri perché fai ridere come il solletico.” afferma infatti la mamma, che si dimentica di rompergli le ali) a dare una svolta imprevista e definitiva a questa storia: immaginate quale…

Come incomincia:

“Leone era piccolo, molto piccolo, ma aveva già fatto grandi promesse.
Il giorno della sua incoronazione era stata organizzata una festa gigantesca ed erano stati invitati tutti gli animali.
Poi Leone cambiò.
Si circondò di un esercito di gorilla che pagava con noccioline.
Per incontrare “Sua Maestà”, bisognava prendere appuntamento molto tempo in anticipo, poi presentarsi in ginocchio e tenere gli occhi bassi. E bisognava parlare sempre a bassa voce per non disturbare il suo riposino.
Gli animali cominciarono a protestare.”

RAMOS M., Il piccolo Ghirighiri, Babalibri


Anche questo libro si presta a grandi e intense riflessioni:

Il leone è un sovrano buono o cattivo? Perché?

È vero che “Vista dal terrazzo, la guerra era proprio un bello spettacolo?”. Può la guerra essere bella? Perché?

Tiffany, la mamma di Ghirighiri, disobbedisce alla legge del re che impone che agli uccelli vengano spezzate tutte le ali. Ha fatto bene o ha fatto male? La disobbedienza è sempre negativa? Le leggi sono sempre giuste? Se una legge vietasse ai bambini di frequentare la scuola, o di stare con mamma e papà, sarebbe una legge giusta?

Ghirighiri, dopo aver preso la corona dalla testa del leone, la posa su quella del porcello, e tutti gli animali scoppiano a ridere. Perché? Cosa dirà, cosa farà il porcello con la corona in testa? E gli altri animali che si susseguono via via?

È davvero così importante che qualcuno abbia una corona sulla testa? Chi di noi ne vorrebbe una? Perché?