mercoledì 14 gennaio 2015

Il bambino e il pesce



Ci sono libri che puoi scoprire solo se passi i pomeriggi a spulciare tra gli scaffali di una biblioteca ben fornita, oppure se un saggio te ne suggerisce i titoli, come fossero quei famosi “diamanti in cantina” di faetiana memoria. Il saggio a cui devo questa bella scoperta è 

I nostri anni 70



letto con immenso piacere durante le vacanze natalizie: il libro, una sconosciuta opera di Max Velthuijs (ben più noto per il suo Ranocchio)

Il bambino e il pesce




edito nel 1977 da EL e superbamente dedicato “Al mio gatto”


Come incomincia:

“C’era una volta un bambino che sedeva volentieri sulla riva del lago a pescare. Egli era tanto contento quando pigliava qualche piccolo pesce. Tuttavia sognava sempre di acchiappare, una volta o l’altra, un pesce grosso.
Una mattina prese la sua canna da pesca, qualche cosa da mangiare e andò al lago.
Il bambino si cercò un angolino nascosto sulla riva. Buttò l’amo e aspettò paziente. E se proprio questa volta avesse abboccato un grosso pesce? Il tempo era bello, l’acqua tranquilla e piena di promesse.
Giunse mezzogiorno, ma ancora nessun pesce, nemmeno uno piccolo, aveva abboccato. Forse i pesci non avevano fame? Il bambino invece era affamato. Conficcò la canna profondamente nel terreno, si stese sul prato, mangiò una mela e bevve un po’ di latte. Se la godeva. Le api ronzavano, le farfalle svolazzavano, gli uccelli cinguettavano, pure un maggiolino passò da quelle parti: ma ancora nessun pesce! A poco a poco si sentì stanco e si addormentò. E allora sognò un grande pesce.”

VELTHUIJS M., Il bambino e il pesce, Edizioni EL







 

 

 

 


 

 

 



Il protagonista del libro vuol pescare un pesce GRANDE: quale miglio pretesto per parlare di ciò che è GRANDE e ciò che è PICCOLO?