venerdì 16 gennaio 2015

Issun Boshi Il bambino che non era più grande di un pollice, ovvero La rivincita dei piccoli



Per riflettere con i bambini sul ruolo dei piccoli e coraggiosi, questa volta ho compiuto il percorso inverso rispetto al solito: sono partita da un albo nuovissimo, alla ricerca di quei collegamenti con le fiabe classiche che i bambini sono così rapidi a scovare.

Issun Boshi




è davvero un albo magnifico, per testo e immagini. Il racconto, originario del Giappone, provoca in chi ascolta immediati richiami alla tradizione orale nord-europea, fin dal nome del protagonista, il bambino che non era più grande del pollice di un bambino.

“Come Pollicino!” ha esclamato subito qualcuno, rendendomi in questo modo convinta che il grande patrimonio delle fiabe classiche non sia ancora andato perduto nel vissuto dei nostri bambini.


Dal sito della casa editrice Orecchio Acerbo:

"Prega oggi prega domani, il figlio tanto desiderato da quei due contadini finalmente arrivò. Ma è piccolo, minuscolo, non più alto di un pollice di bambino. Piccolo, certo, ma ha il coraggio di un leone. E così Issun Boshi, questo il suo nome, con i doni dei suoi genitori –una ciotola di riso come scudo e un ago appuntito come spada– parte per il mondo in cerca di un posto su misura per lui. Lungo il cammino incontra una creatura mostruosa che gli offre uno scambio: se il piccolo riuscirà a portargli il tesoro del Signore della città, l’orco, con il suo mazzuolo magico, restituirà a Issun la statura che i genitori hanno dimenticato di dargli… Ma Issun, a rubare non ci pensa proprio! E così abbandona l’orco al suo destino e s’incammina verso la grande città dove, ballando e cantando, rallegrerà una principessa annoiata e incontrerà l’amore. L’orco però, non rassegnato, trova Issun e lo inghiotte in un boccone. Ma il coraggio non abbandona Issun Boshi neanche di fronte al pericolo estremo, e il duello è nella pancia di quell’orco crudele... Per arrivare infine ad impadronirsi del magico mazzuolo, diventare grande, e conquistare finalmente lo sguardo –e soprattutto il cuore– di quella principessa che a malapena si accorgeva di lui."
 




 
 

 

 



 


 




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la recensione di Carla Ghisalberti su Lettura Candita