venerdì 24 luglio 2015

Letture estive per i bambini (13) e per i grandi (4): Le fiabe dei Fratelli Grimm



Una magnifica raccolta di fiabe dei fratelli Grimm corredate da illustrazioni d’epoca: davvero imperdibile!

Le fiabe dei Fratelli Grimm, Taschen


 











 Dal sito http://www.libri.it/le-fiabe-dei-fratelli-grimm?search=Grimm
 
Specchio, specchio delle mie brame…
Le più belle fiabe dei Grimm con illustrazioni d’epoca


In onore del bicentenario della grande opera favolistica, Le Fiabe dei fratelli Grimm ripropone ventisette tra le storie più amate dei fratelli Grimm, tra cui classici come Cenerentola, Biancaneve, La bella addormentata e Hansel e Gretel, in una nuova, vivace e meticolosa traduzione commissionata appositamente per questa edizione.
Oltre a contenere una selezione di affascinanti illustrazioni d'epoca
dal 1820 al 1950 eseguite da veri e propri maestri d'invenzione pittorica – il leggendario Kay Nielsen, l’autore di bestseller per bambini Gustaf Tenggren, gli artisti britannici Walter Crane e Arthur Rackham e giganti dell’illustrazione tedesca del XIX secolo come Gustav Süs, Heinrich Leutemann e Viktor Paul Mohn, così come molte nuove scoperte – questa raccolta offre anche silhouette storiche e contemporanee che danzano attraverso le pagine come un delicato pizzo nero cartaceo. I racconti e le illustrazioni del libro sono accompagnati anche da una prefazione sull’eredità spirituale dei Grimm, brevi introduzioni a ogni fiaba ed ampie biografie in appendice.
Questa ricca edizione per grandi e piccini fa rivivere l’eterna magia dei racconti dei Grimm – la raccolta di storie più letta nel mondo dopo la Bibbia.

  • Contiene illustrazioni di artisti famosi provenienti da Germania, Gran Bretagna, Svezia, Austria, Repubblica Ceca, Svizzera e Stati Uniti in un formato unico che abbina ogni storia a un artista diverso.
  • Include una nuova traduzione accessibile ai lettori di tutte le età, basata sulla stesura definitiva delle fiabe del 1857.
  • Contiene dozzine di nuove, esclusive silhouette realizzate appositamente per questo libro.
  • Le fiabe dei Grimm, comprese nel Registro dell’UNESCO “Memory of the World” (che tutela i documenti culturali), sono universalmente riconosciute come una parte essenziale della storia mondiale.
Il libro contiene le seguenti fiabe:
Raperonzolo, Il lupo e i sette capretti, Fratellino e sorellina, Raperonzolo, Hänsel e Gretel, Il pescatore e sua moglie, Il prode piccolo sarto, Cenerentola, Madama Holle, Cappuccetto rosso, I musicanti di Brema, I tre capelli d’oro del diavolo, Gli elfi e il calzolaio, Il viaggio di Pollicino, Rosaspina, Biancaneve, Tremotino, Le tre piume, L’oca d’oro, Jorinda e Jorighello, La piccola guardiana delle oche, Le scarpe logorate dal ballo, La pioggia di stelle, Biancaneve e Rosarossa, La lepre e il riccio, Il gatto con gli stivali, La chiave d’oro.
Sui Fratelli Grimm:
I fratelli
Jacob (1785–1863) e Wilhelm Grimm (1786–1859), studiosi e linguisti tedeschi, trascorsero anni a raccogliere fiabe e racconti popolari ricavandone una raccolta di oltre 200 storie – Kinder und Hausmärchen (fiabe per bambini e per la casa) – tra le più famose del mondo, che ha influenzato generazioni di scrittori, artisti, accademici, compositori, cineasti e animatori.
La curatrice:
Noel Daniel si è laureata all’università di Princeton e ha approfondito i propri studi a Berlino. Ha poi conseguito un master a Londra e, dopo aver diretto una galleria di arte fotografica, è divenuta editor e curatrice di libri. Per Taschen ha pubblicato: 
Le fiabe di Hans Christian Andersen (2013), Le fiabe dei fratelli Grimm (2011), Magic 1400s-1950s (2009) e Circus 1870-1950 (2008).
 
#logosedizioni


Noi in seconda, tra gli altri, abbiamo incontrato
 
Rosaspina
C'era una volta un re e una regina che ogni giorno dicevano: "Ah, se avessimo un bambino!" Ma il bambino non veniva mai. 
 
Un giorno, mentre la regina faceva il bagno, ecco che un gambero saltò fuori dall'acqua e le disse: "Il tuo desiderio sarà esaudito: darai alla luce una bambina."

La profezia del gambero si avverò e la regina partorì una bimba così bella 
 
che il re non stava più nella pelle dalla gioia e ordinò una gran festa. Non invitò soltanto i suoi parenti, amici e conoscenti, ma anche le fate perché‚ fossero benevole e propizie alla neonata. Nel suo regno ve n'erano tredici, ma siccome egli possedeva soltanto dodici piatti d'oro per il pranzo
 
 dovette rinunciare a invitarne una.

Dopo la festa, le fate diedero alla bimba i loro doni meravigliosi: la prima le donò la virtù, la seconda la bellezza, la terza la ricchezza, e così via, tutto ciò che si può desiderare al mondo. Dieci fate avevano già formulato il loro auspicio, quando giunse la tredicesima che voleva vendicarsi perché‚ non era stata invitata. Ella disse ad alta voce: "A quindici anni, la principessa si pungerà con un fuso e cadrà a terra morta." Allora si fece avanti la dodicesima, che doveva formulare il suo voto; certo non poteva annullare la spietata sentenza, ma poteva attenuarla e disse: "La principessa non morirà ma cadrà in un sonno profondo che durerà cento anni."

Il re, sperando di poter preservare la sua bambina da quella grave disgrazia, ordinò che tutti i fusi del regno fossero bruciati. Frattanto, nella fanciulla si adempirono i voti delle fate: ella era così bella, virtuosa, gentile e intelligente, che non si poteva guardarla senza volerle bene. Ora avvenne che proprio il giorno in cui compì quindici anni, il re e la regina erano fuori ed ella rimase sola nel castello. Giro dappertutto, visitò ogni stanza a piacer suo e giunse infine a una vecchia torre. Salì una stretta scaletta che la condusse fino a una porticina. Nella serratura c'era una chiave arrugginita e quand'ella la girò, la porta si spalancò: in una piccola stanzetta c'era una vecchia con un fuso che filava con solerzia il suo lino.





"Oh, nonnina," disse la principessa, "che cosa stai facendo?" - "Filo," rispose la vecchia, e assentì con il capo. "Come gira quest'aggeggio!" esclamò la fanciulla, e prese in mano il filo per filare anche lei. Ma non appena lo toccò, si compì l'incantesimo ed ella si punse un dito.


Come sentì la puntura, cadde a terra in un sonno profondo.
 E il re e la regina, che stavano rincasando, si addormentarono anch'essi con tutta la corte. I cavalli si addormentarono nelle stalle, i cani nel cortile, le colombe sul tetto, le mosche sulla parete; persino il fuoco che fiammeggiava nel camino si smorzò e si assopì, l'arrosto smise di sfrigolare e il cuoco, che voleva prendere per i capelli uno sguattero colto in flagrante, lo lasciò andare e si addormentò anche lui. Tutto ciò che aveva parvenza di vita, tacque e dormì.

Intorno al castello crebbe una siepe di fitte spine, che ogni anno diventava sempre più alta 
 
finché‚ arrivò a cingerlo completamente e a ricoprirlo tutto; così non se ne vide più nulla, neanche le bandiere sul tetto. Ma nel paese si diffuse la leggenda di Rosaspina, la bella addormentata, come veniva chiamata la principessa; e ogni tanto veniva qualche principe che si avventurava attraverso il roveto tentando di raggiungere il castello. Ma non riuscivano a penetrarvi perché‚ le spine li trattenevano come se si fosse trattato di mani, ed essi si impigliavano e morivano miseramente.


Dopo molti, molti anni, giunse nel paese un altro principe; un vecchio gli parlò dello spineto che circondava un castello nel quale una meravigliosa principessa di nome Rosaspina dormiva con tutta la corte. Già suo nonno gli aveva narrato che molti principi avevano tentato di penetrare fra le spine ma vi erano rimasti imprigionati ed erano miseramente periti. Allora il giovane disse: "Io non ho timore: attraverserò i rovi e vedrò la bella Rosaspina." 
 
Il vecchio cercò di dissuaderlo in tutti i modi, ma egli non gli diede retta.

Ora, proprio il giorno in cui il principe tentò l'impresa erano trascorsi cento anni. Quando si avvicinò al roveto, non trovò che fiori bellissimi che si scostarono spontaneamente al suo passaggio, ricongiungendosi alle sue spalle, sicché‚ egli passò illeso. 


 

Giunto nel cortile del castello
 
 vide cavalli e cani da caccia pezzati che dormivano, distesi a terra; sul tetto erano posate le colombe con le testine sotto l'ala. Quando entrò, le mosche dormivano sulla parete e il cuoco, in cucina, tendeva ancora la mano per afferrare lo sguattero
 
 mentre la serva sedeva davanti al pollo nero che doveva spennare.

Egli andò oltre e vide dormire tutta la corte e in alto, sul trono, dormivano il re e la regina. Proseguì ancora e il silenzio era tale che egli udiva il proprio respiro. Finalmente giunse alla torre e aprì la porta della cameretta in cui dormiva Rosaspina. Giaceva là, ed era così bella che egli non riusciva a distoglierne lo sguardo. Si chinò e le diede un bacio.

E, come l'ebbe baciata, Rosaspina aprì gli occhi, si svegliò e lo guardò tutta ridente. Allora scesero insieme e il re, la regina e tutta la corte si svegliarono e si guardarono l'un l'altro stupiti. I cavalli in cortile si alzarono e si scrollarono; i cani da caccia saltarono su scodinzolando; le colombe sul tetto levarono la testina da sotto l'ala, si guardarono intorno e volarono nei campi; le mosche ripresero a muoversi sulle pareti; il fuoco in cucina si ravvivò, si mise ad ardere e continuò a cuocere il pranzo; l'arrosto ricominciò a sfrigolare, il cuoco diede allo sguattero uno schiaffo che lo fece gridare, e la serva finì di spennare il pollo.

Poi furono celebrate con gran fasto le nozze del principe e di Rosaspina, 
 
che vissero felici fino alla morte.

Qui la versione originale.