venerdì 19 febbraio 2016

Libri PIGRI: I nostri anni 70 Libri per ragazzi in Italia

Un post di più di un anno fa, per appassionati lettori grandi:



Dicembre 2014


Ci sono libri che acquisti sapendo fin da subito che il loro vero valore trascende di molto il  prezzo. È sicuramente il caso de

I nostri anni 70
Libri per ragazzi in Italia

  
a cura di Silvana Sola e Paola Vassalli, edito da Corraini, acquistato a marzo in Fiera a Bologna e finora mai letto, perché conservato in quello che mi piace chiamare “lo scaffale dei millesimati”.

Ieri, finalmente, complici le vacanze e, soprattutto, l’influenza, ho passato ore sul divano leggendo le gesta di un gruppo di pioniere dell’editoria per ragazzi (Paola Vassalli le chiama le “signore dell’editoria per ragazzi”): Rosellina Archinto, Loredana Farina, Gabriella Armando, per citarne solo alcune, donne che, in un’Italia ancora poco attenta, sono state capaci di “coniugare libertà e insieme identità. Libertà dai vecchi canoni espressivi, quando abbandona definitivamente l’idea di un’illustrazione a esclusivo servizio del testo per un “albo” dove immagini e parole si rincorrono, creando un ritmo nuovo e parlando direttamente al bambino apprendista lettore. Identità perché in questi anni nasce e si consolida una generazione di autori, editori, librai, bibliotecari, critici e lettori, che si riconoscono in una comunità. Perché, come ci ricorda Giorgio Gaber, “libertà è partecipazione”.

(Maurice Sendak, Luca, la luna e il latte, Emme Edizioni/1970)


Una comunità d’intenti, quindi, che, ben prima dell’avvento di internet, dei social network, dei blog, veicola informazioni e conoscenze, creando una fitta rete di relazioni vere, reali, tra persone che si riconoscono intorno all’oggetto albo illustrato.



 (Anthony Brownw, Lo specchio magico, Emme Edizioni/1976)


Ho potuto ammirare illustrazioni senza tempo, scoprire albi sconosciuti e collegarmi immediatamente all’Opac delle biblioteche per prenotarli (dovrò armarmi di molta pazienza, però, perché la maggiorparte è chiusa), riflettere su scelte editoriali coraggiose e ardite, che alcune case editrici continuano a fare, nonostante i tempi non siano tra i più facili.




E mi sono accorta di quanto lavoro ancora ci sia da fare, da parte di autori, illustratori, editori, librai ed insegnanti perché la parità di genere non sia solo vagamente auspicata, ma concretamente realizzata, nelle scelte quotidiane e nel pensiero comune.