mercoledì 19 ottobre 2016

Gli anni in tasca


I colleghi lo sanno bene: quando nei libri di testo per i nostri alunni, generalmente in 4^, si parla di autobiografia, i brani selezionati sono spesso tratti da Boy, di Roald Dahl, o Quando avevo la tua età, una bella antologia in cui gli scrittori per ragazzi raccontano la propria infanzia.

Due ottimi libri, nulla da eccepire, ma mi chiedo spesso perché non sia altrettanto facile trovarvi brani tratti dalla collana Gli anni in tasca, volumi scritti e illustrati dalle migliori penne e "matite" della letteratura, non solo per ragazzi, contemporanea, che, con attenzione e cura, la casa editrice Topipittori ha pubblicato a partire dal 2009.


Ecco alcuni titoli a cui attingere a piene mani, ora come già un paio d’anni fa



Ma lasciamo parlare gli editori stessi:
Gli anni in tasca è una raccolta di narrazioni autobiografiche sull’esperienza dell’infanzia e dell’adolescenza, dedicate a tutti i lettori, ma in particolare a giovani lettori, dai 12 anni in poi. Il progetto nasce con l'idea di restituire agli adulti un ruolo forte come narratori, capaci di offrire ai ragazzi, attraverso il racconto di sé bambini, la traccia e la memoria di esperienze autentiche ed esistenzialmente significative.
La collana, che riprende il titolo di un famoso film di Truffaut degli anni Settanta e si riallaccia a una ricca tradizione di vicende autobiografiche raccontate ai ragazzi, intende offrire una misura rinnovata di parola e di racconto: una scrittura che nasca come profonda e spontanea riflessione sulla propria storia, spazio aperto sulla scoperta di sé e del mondo, insostituibile strumento di analisi del rapporto con la realtà, la storia, se stessi, gli altri.

il racconto vivo del proprio passato, della propria autentica esperienza infantile è un modo interessante per comunicare il valore che può avere un racconto personale, non in quanto dato meramente autobiografico, ma come generatore di significato rispetto all’esperienza di vita non solo privata, ma collettiva.
Le persone invitate a raccontare la loro esperienza sono diverse per età, sesso, nazionalità, professione, origine, classe sociale. Grazie alle loro stoprie andrà a comporsi una sorta di collezione di infanzie del presente e del passato, un composito e variegato quadro di memorie, narrazioni, vissuti capace di creare un senso importante per tutti: ragazzi e adulti.
Nel 2010 Gli anni in tasca hanno vinto il Premio Andersen come miglior collana di narrativa. Motivazione: Per aver proposto con sagace rigore,in un momento editorialmente non facile,un'idea nuova di collana. Per essersi affidata a una pluralità di voci,di esperienze,di eco,di generazioni capaci di rendere al meglio l'avventura faticosa ed esaltante,stupefacente talvolta,della crescita,della scoperta di sé e degli altri.


Possiedo molti titoli della collana: su tutti, il mio preferito, per la fortissima valenza poetica, dirompente fin dal titolo, e anche perché molto vicino alla mia infanzia in un piccolo paese di montagna è

 Io sono il cielo che nevica azzurro

 di Giusi Quarenghi


Quando nasci in un paese perso fra i monti, per crescere hai a disposizione pochi riferimenti. La bambina protagonista di questo libro ne ha due. Due maestre: sua madre, infaticabile, sempre immersa nel lavoro della trattoria e della casa, ma sempre attenta, capace di dire, fare, guardare, con occhio infallibile, parole semplici e profonde, gesti forti e sicuri. E poi la valle: quell’immenso spazio aperto per trovare il quale la bambina deve sfuggire alla prima maestra, per diventare una cosa sola con l’erba, il cielo, la roccia, l’acqua, e ascoltare i suoni delle sue mille lingue segrete. Due scuole tanto diverse, eppure necessarie per prendere la strada di sé, che coincide con quella che porta lontano, verso l’infinito della pianura.
 

Amo molto anche Un altro me


di Bernard Friot, per l'atmosfera tormentata e inquieta, o, al contrario, A caccia di rane, di Michele Petrucci, Bacio a cinque, di Giulia Sagramola e Il magnifico lavativo, di Tuono Pettinato, della serie Graphic, per il loro tono divertito e scanzonato









Un'autentica gioia per gli occhi è Cicale, di Marta Iorio:



 

Ed ecco alcuni lavori realizzati dai miei bambini in 2^ dopo la lettura di alcuni brani tratti dai libri della collana:









Nessun commento:

Posta un commento