venerdì 27 dicembre 2013

Cosa ci siamo persi...Alla ricerca del pezzo perduto

Premessa:
adoro Shel Silverstein.

 Il suo “Strada con uscita”


è una raccolta di poesie tra le più divertenti, acute, geniali, surreali, che esistano. nel corso degli anni le ho usate per stupire, far sorridere, insegnare l'uso dell'H...
Finora a questo livello credo di aver letto solo Tony Mitton con “Prugna”.

Quando in libreria ho visto una sua nuova produzione, dopo “Lafcadio”
e "Chi vuole un rinoceronte a un prezzo speciale?"
non ho esitato.
Chi segue il blog da qualche tempo sa della mia predilezione per le immagini a tratto nero su fondo bianco. Anche in questo, credo che Silverstein non sia secondo a nessuno.

Così, prima di partire per tre giorni in montagna, ho preso in mano “Alla ricerca del pezzo perduto” e l’ho letto, gustandomi ogni immagine e ogni parola.





Dopodichè sono partita, chiudendo blog e computer. Per tre giorni, però, le parole lette han continuato a tornarmi in mente; e più ancora delle singole parole, mi tornava in mente il senso dell'intero albo, quello che, conoscendo Silverstein, avrei potuto intuire fin dall'inizio.
Certo, è molto bella, e interessante, la ricerca del pezzo perduto, con le prove, i tentativi falliti, gli accomodamenti non riusciti. Ma è altrettanto vero il finale: con il pezzo perduto di nuovo al proprio posto, non è detto che tutto funzioni al meglio. Forse, ritrovando un pezzo perduto, si corre il rischio di tradire o dimenticare ciò che si è divenuti nel frattempo, mancanze comprese.

Ho pensato a questo, in questi giorni; e ho pensato che un bell'augurio per il nuovo anno possa essere non tanto ritrovare i nostri pezzi perduti, ma saper accettare ciò che proprio le mancanze, le imperfezioni, ci hanno fatto diventare.


Su una linea nera che attraversa la pagina appoggia lui, un cerchio cui manca uno spicchio. È in cerca del suo pezzo mancante, che lo renderebbe perfetto. Rotolando e cantando, con il sole o la pioggia, costretto alla lentezza dalla sua imperfezione, parla con i vermi, gioca con gli scarafaggi, annusa i fiori e canta. Dopo paludi e giungle, montagne e ocean,i finalmente troverà ciò che gli mancava. Peccato che l’incastro perfetto non gli lasci più il tempo per parlare, annusare o cantare...

Come incomincia:

"Aveva perduto un pezzo. E non era contento.
Così partì in cerca del suo pezzo perduto.
E rotolando rotolando cantava una canzone:
-Oh, vado alla ricerca del mio pezzo perduto
Alla ricerca del mio pezzo perduto
Ullallà, via che si va,
Alla ricerca del pezzo perduto."

SILVERSTEIN S., Alla ricerca del pezzo perduto, Orecchio acerbo



Sul sito della casa editrice,
http://www.orecchioacerbo.com/editore/index.php?option=com_oa&vista=appro&libri=Alla%20ricerca%20del%20pezzo%20perduto utilissimi suggerimenti per gli insegnanti che desiderino proporre questo libro, e le riflessioni che ne seguiranno, ai propri alunni.