venerdì 6 dicembre 2013

T come talpe





Quando ieri ho tolto dalla mia borsa delle meraviglie (quella in cui tengo i libri) due copie simili dello stesso libro (quella piccola e la versione pop-up più recente) la sorpresa non aveva ancora raggiunto il suo apice: immaginatevi l’espressione dei bambini quando, dopo aver letto la storia, ho estratto anche il pupazzo protagonista!


Hanno voluto perfino annusare la cacca e toccarla, per saggiarne la consistenza: giuro di aver visto espressioni autenticamente schifate!


Prima che parlare di cacca diventasse una moda, c’era SOLO questo albo illustrato: l’ho conosciuto a un corso, presentato dalle ragazze di un gruppo che faceva animazione teatrale nelle scuole, almeno vent’anni fa. È stato amore a prima vista, soprattutto perché all’epoca lavoravo alla scuola dell’infanzia, e leggere libri che parlavano di cacca significava toccare un argomento quanto mai concreto, oltre che delicato.


Negli anni mi sono specializzata nell’imitare la parlata degli animali (credo di essere quasi perfetta in quella lenta, strascicata e mugghiante della mucca – saranno le origini montanare?), e ogni volta assisto con meraviglia al miracolo che si verifica anche nella classe più scalmanata quando la narrazione cattura proprio tutti i bambini: in certi contesti la parola miracolo è quanto mai appropriata!



Una sera la piccola Talpa mette la testa fuori dalla tana, e in quel momento succede l’irreparabile.
Chi sarà il responsabile? E come vendicarsi?

Come incomincia:

“Una sera quando, come al solito, la piccola Talpa mise la testa fuori dalla tana per controllare se il sole se n’era andato, ecco cosa successe: era rotondo e marrone – pareva un po’ una salsiccia – e il peggio fu che le cadde proprio in testa – splic.”


HOLZWARTH W. E ERLBRUCH W., Chi me l’ha fatta in testa?, Salani editore






 
Tim e Tom decidono di giocare insieme. Ma mentre uno vuole scavare una tana, l'altro sogna di costruire una collina. E siccome nessuno dei due intende rinunciare alla sua idea, cominciano a bisticciare e si separano. Eppure, anche se i loro progetti sembrano l'uno il contrario dell'altro, in realtà hanno molto in comune! Quando infine faranno la pace, le due piccole talpe scopriranno che insieme si possono fare meraviglie...


Come incomincia:


“Due piccole talpe oziano distese su un prato, al sole.

-Giochiamo?- propone Tim.
-Sì, buona idea!- risponde Tom.
-Cosa possiamo fare?
-Non so…che ne dici di costruire qualcosa?
-Fantastico!- esclama Tom. –Ho sempre sognato di costruire una collina. Grande, alta fin al cielo!
-Una collina…uffa, che noia!- ribatte Tim. –Scavare una tana, questo sì sarebbe divertente.
-Un buco?- si meraviglia l’amico. –Noi talpe viviamo sottoterra. Per una volta che esci, non trovi niente di meglio da fare?!
-La mia mamma dice sempre che bisogna scavare molto, per diventare grandi e forti- insiste Tim.”


PFISTER M., Sottosopra…soprasotto,Nord-Sud Edizioni


La piccola talpa ha proprio bisogno di un paio di calzoni da lavoro con le tasche per i suoi tesori: una palla, una spilla, un chiodo e uno specchietto.

Il gambero è disposto a tagliare la stoffa, la cannaiola a cucirli, il fiore azzurro a darle il lino.
Riuscirà piccola talpa ad avere infine i suoi calzoni blu?

Come incomincia:

“C’era una volta un mucchietto di terra che si agitava e saltellava come se avesse le gambe. E per l’appunto non aveva soltanto delle zampine, ma anche un grazioso musetto.
Be’, ma cos’era? Era una talpa, era. -Eccomi qua,- disse la talpa, -con tutti i meravigliosi tesori che sono riuscita ad ammassare sotto terra: una palla, una spilla, un chiodo e uno specchietto.
Una palla è meglio di un chiodo, e uno specchio è anche meglio di una palla. Ma il meglio di tutto, proprio di qualsiasi cosa, sarebbe un bel paio di pantaloni con le tasche. Quanta roba potrei infilarci, in quelle tasche. Ma dove me lo vado a prendere un paio di pantaloni?”

MILER Z. –PETISKA E., La piccola talpa con i calzoni blu, Il gioco di leggere Edizioni