giovedì 2 gennaio 2014

Gennaio, neve, freddo, inverno...

Se uno termina l'anno in poesia, per coerenza non può che cominciare quello nuovo allo stesso modo.

È proprio inverno, ormai; e mi ritrovo a sfogliare uno dei miei libri preferiti, quello che, insieme a “Io sono il cielo che nevica azzurro”,





autobiografia d’infanzia della meritevole collana “Gli anni in tasca” dei Topipittori, rende Giusi Quarenghi una scrittrice dal tocco intenso e lieve  - par quasi un ossimoro, ma non lo è.

L’ho conosciuta, Giusi Quarenghi, dal mio amico Tommaso, allo Spazio Libri Laboratorio La cornice; è una persona che ascolteresti per ore, perché cattura, prima ancora che con le parole, con la voce stessa.
Io credo che sia una grande poetessa; perché ogni volta che rileggo i suoi versi, entro nei mondi che escono dalle sue parole, dalle pagine del libro. Perché per un attimo vivo altri attimi, altre vite. Perché queste vite si fondono con la mia, e non saprei più distinguere le une dall'altra. Perché mi ritrovo letteralmente catapultata nella mente e nel cuore di un bambino e provo davvero le sue stesse sensazioni, come se quarant'anni non fossero passati.

Ho  ben in mente le parole di Giusi Quarenghi nel raccontare  l'incontro con i Topipittori, a cui aveva presentato la raccolta di poesie "E sulle case il cielo". 




Ho ben in mente l'espressione del suo viso e il tono della sua voce nel ricordare la frase di uno dei Topi (Giovanna o Paolo, non lo so): "Ma sono poesie!", ripetendola con gli occhi, il sorriso e con quel senso di gioia e soddisfazione, miste a stupore, di fronte ad una tale meraviglia che altri, con quelle stesse parole, ma ben altro tono, avevano liquidato forse come inutile o non adatto ai tempi in cui viviamo.

Ed è davvero una benedizione, in un giorno d'inverno, poter aprire un libro e trovare scritte queste parole, che ormai non appartengono più all'autrice, ma ad ogni lettore:


Ascoltami
inverno
non sognarti di entrare
Mi piaci sui rami
sdraiato nel cielo
disteso sul mare
seduto nel prato ma
ascoltami inverno
non ti voglio qui dentro

Se bussi sui vetri
ti soffio sul naso
Se suoni alla porta
non ti aprirò
Ascoltami inverno
non ti voglio qui dentro

Però aspettami fuori
Non andare lontano
Adesso esco io
Possiamo giocare
Mi piace trovarti
sull'uscio di casa
sentir sulla faccia
le tue dita gelate ma
ascoltami inverno
non ti voglio qui dentro.
Qui dentro è il mio cuore




La neve
la neve, ecco
è la neve

quando gli alberi si appoggiano zitti
alle nuvole dense

quando il buio rimane sospeso
e non tocca la terra

quando i monti fanno violetto
l'orlo del cielo

è la neve
quando il cuore
mi scivola via
e lo sorprendo 
altrove 
a volare

QUARENGHI G., E sulle case il cielo, Topipittori


E sulle case il cielo