venerdì 4 ottobre 2013

P come Pietro Pizza





Che fare in un noiosissimo giorno di pioggia, quando si è di cattivo umore perché non si può uscire a giocare a pallone con gli amici?
Se siete fortunati, forse avete un papà come quello di Pietro Pizza, che subito lo cattura, lo impasta, lo infarina, lo farcisce e lo inforna. E quando sarà ora di mangiarlo…

 
Come incomincia:

 
“Pietro è di cattivissimo umore. Stava per andare a giocare a pallone con gli amici ed ecco, si è messo a piovere.
Il suo papà non ce la fa a vederlo così triste. Allora pensa di tirarlo su e di farne una pizza.
Così lo stende sul tavolo della cucina… e comincia a impastarlo ben bene.
Lo tira di qua, lo tira di là…ora la pasta va girata e lanciata per aria…”

 
STEIG W., Pietro Pizza, Salani



Con i bambini prosegue la conversazione su ciò che piace, ma soprattutto NON piace.

A Pietro Pizza piace giocare a pallone, uscire, ma anche divertirsi con il suo papà…

A Pietro Pizza NON piace la pioggia.

 

E ai bambini, cosa NON piace?

 

Un modo piuttosto movimentato per scoprire gusti, passioni e idiosincrasie è il gioco del cambiaposto: in uno spazio piuttosto ampio e lontano dalle altre classi (noi ieri l’abbiamo fatto in un atrio, e forse i colleghi non sono stati proprio contenti contenti!) ci si siede in cerchio. Poi l’insegnante incomincia:

 
Si alzano in piedi e cambiano di posto i bambini e le bambine a cui piace giocare all’aperto.

Si alzano in piedi e cambiano di posto i bambini e le bambine a cui piace fare i puzzles.

Si alzano in piedi e cambiano di posto i bambini e le bambine a cui piace guardare la tv.

… farsi coccolare.

…ascoltare le storie.

…viaggiare in aereo.

…disegnare.

…le fragole.

…andare a scuola.

…fare ginnastica.

 ... a cui NON piace fare i compiti.
 
... a cui NON piace la minestra.

... giocare a calcio.

...



E via discorrendo, a seconda della fantasia di maestri e bambini.
 

Questo è sicuramente un  modo che permette anche ai più timidi e insicuri di mettersi in gioco: non bisogna parlare, né mettersi al centro dell’attenzione, ma solamente muoversi da un punto all’altro del cerchio. Nessuno rifiuta di farlo…


Associato al libro di Pietro Pizza, ieri abbiamo fatto, solo a voce, un altro gioco, in cui a ogni bambino è stato associato un cibo con l’iniziale del suo nome: grande successo per Federico Frappè, Sofia Spaghetti e Michele Meringa…