venerdì 22 agosto 2014

Il raffreddore di Amos Perbacco



Cosa può esserci di più fastidioso di un raffreddore estivo?
Eppure talvolta succede: naso tappato, narici che colano, un pizzicorino e… ETCIUUU!

Il raffreddore di Amos Perbacco





Non sappiamo in che stagione sia ambientata la vicenda di Amos Perbacco, che, nonostante un lavoro estremamente impegnativo, non dimentica mai di giocare a scacchi con l’elefante, fare una gara di corsa con la tartaruga, sedersi tranquillamente accanto al pinguino e prestare il fazzoletto al rinoceronte. 

Ma un mattino, ad aver bisogno di un fazzoletto e di un po’ di riposo è proprio lui, il guardiano dello zoo. E i suoi amici, per una volta, sono prontissimi a fare a ritroso il viaggio dallo zoo alla casa di Amos Perbacco.



Come incomincia:

“Amos Perbacco era un tipo mattiniero. Tutti i giorni, quando la sveglia suonava, lui dondolava fuori dal letto e indossava l’uniforme appena stirata al posto del pigiama.

Caricava l’orologio e metteva un bollitore sul fornello. Poi si rivolgeva alla zuccheriera dicendo: -Un cucchiaino per i miei fiocchi d’avena, per favore, e due per il mio tè.

Sazio e pronto per la giornata di lavoro, usciva con calma dalla porta di casa.

Come tutti i giorni aspettava l’autobus numero cinque. –Prossima fermata, lo zoo-, annunciava l’autista. –Le sei in punto. In perfetto orario-, diceva Amos.

Amos aveva sempre molto da fare allo zoo, eppure trovava sempre il tempo per una visita ai suoi amici.”

STEAD E. e P., Il raffreddore di Amos Perbacco, Babalibri