mercoledì 13 gennaio 2016

Mercoledì al cubo 14: Di qui non si passa! ovvero Fate a pezzi le risguardie



La prima volta che mi sono trovata di fronte la copertina di questo splendido albo

Di qui non si passa!





di Isabel Minhós Martins e Bernardo P. Carvalho, Topipittori


è stato sul blog Le figure dei libri, di Anna Castagnoli, che ne recensiva la pubblicazione spagnola da parte di Planeta Tangerina.




Rapita delle immagini, ho letto avidamente le sapienti parole di Anna, e  ho immediatamente convenuto con lei che questo libro fosse un capolavoro.


L’ho poi ritrovato nell'edizione originale in Fiera a Bologna, ma sono incredibilmente riuscita ad attendere la pubblicazione italiana, che, puntuale, è arrivata in autunno.



Credo ci siano ben pochi diritti che diamo per scontati come la libertà: e proprio sulla libertà, e sugli ostacoli, gli impedimenti che ci impediscono di raggiungerla, si gioca l’idea geniale di questo libro.

Il tema non è certo nuovo; ma nuovo è sicuramente usare il margine interno del libro, la distinzione tra le due pagine, come un limite invalicabile. In realtà, l’aveva già fatto egregiamente Susy Lee ne L’onda, ma qui c’è addirittura una guardia incaricata di proteggere lo spazio bianco della pagina destra:
 








Via via, giungono e si affollano nuovi personaggi, tutti impegnati in diverse attività, e tutti allo stesso modo stupiti da quella che è un’incomprensibile limitazione della libertà propria e di tutti. Finché, dopo ben 7 pagine immacolate, ecco il punto di rottura, di non ritorno:







una semplice, piccola palla rossa, sfuggita al controllo di piede di due ragazzini, Simone e Cristiano. Nulla di voluto, certo: ce lo dice quell’ UPS! che sfugge ad uno dei due, o forse ad entrambi.

La palla fa cinque rimbalzi, sempre più corti, sempre più bassi, fino a rimanere, ferma e immobile, al centro della parte inferiore della pagina. 

Ma non sarà sola per molto: i due ragazzini, naturalmente dopo aver chiesto il permesso alla guardia, si precipitano a recuperarla.
La diga si è ormai rotta, e la guardia, prima custode della pagina bianca, viene trasportata in un tripudio di braccia dalla folla festante. A nulla varranno le proteste del generale, che, sconfitto, esclama: "Che gente infantile!! E guarda in che stato hanno lasciato queste pagine. Impressionante... Me ne vado da questa storia, ho deciso. Dopotutto, chi vuole essere l'eroe di una storia per bambini?"


Credo davvero che questo sia per me il più bel libro uscito nel 2015: e mi è sembrato importante leggerlo in classe e pensare un’attività di immagine ad esso collegata.


Se è vera la frase attribuita a Picasso: A quattro anni dipingevo come Raffaello, poi ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino.”, credo di poter affermare che la forza dell’illustrazione di Carvalho in quest’albo sia proprio l’aver disegnato come un bambino, instaurando in questo modo una comunicazione immediata ed empatica con i lettori.




I miei bambini sono abituati a riprodurre graficamente molti dei libri che leggiamo in classe, e mi chiedono spesso di poter far passare tra i banchi ogni albo per poter copiare le illustrazioni originali.



Non potevo certo farmi sfuggire un’occasione del genere: ho fotocopiato a colori su cartoncino bianco le risguardie



 e le ho portate in classe. 
Anche in questo modo, però, (abbiamo riflettuto insieme) ognuno di loro avrebbe potuto tenerle fra le mani solo per pochi istanti.

E allora, via di forbici: abbiamo ritagliato i diversi personaggi, 

 


che sono stati messi a disposizione dei bambini.

 


 

In questo modo, ciascuno ha potuto tenere a portata d'occhio ogni protagonista scelto per il tempo necessario a ricopiarlo.
E sono certa che, almeno per un giorno, ognuno di loro si è sentito un vero artista.



 

 

 



 

 















  
Per concludere, ho chiesto ai bambini:


Perché, per riassumere questo libro, ho scelto la parola libertà?

Perché dopo, quasi alla fine, le altre persone erano libere di passare nell’altra pagina.

Così non erano stretti.

Perché le persone si sentivano più libere quando erano andate nell’altra pagina.

Libero di prendere la decisione di farli passare…la guardia.

Tipo quando l’astronauta non riusciva a respirare, e quando tutti sono andati via lui riuscì a respirare.

Perché tutta la gente è libera di fare quello che vuole.

Perché quando dopo la guardia disse: “Allora potete passare” perché i bambini avevano lanciato la palla, allora erano liberi di farlo.

Perché alla fine tutti sono andati via, quindi sono stati liberi di andare dove volevano.

Perché la guardia li ha fatti andare in libertà nel loro paese.

Perché alla fine, quando il generale dice che la guardia doveva essere arrestata, la guardia era libera di non essere arrestata.

Quando le persone si sono…che hanno confessato, che era un eroe, così.

Perché tutti hanno il dovere...il diritto di essere liberi.


Qui la versione delle Briciole di Pollicino
Qui la versione di Scaffale Basso