giovedì 30 marzo 2017

Asini, geni, ribelli...



Mostro ai ragazzi il libro 

Enciclopedia degli asini, dei ribelli e di altri geni




 di Jean-Bernard Pouy, Serge Bloch e Anne Blanchard, edito da Rizzoli


di cui già avevo scritto, qualche mese fa, qui, e di cui abbiamo già letto il capitolo dedicato a Leonardo, e scelgo le pagine su Einstein. In una classe me l’hanno espressamente chiesto: “Dopo leggiamo Einstein?”

Chiedo loro: “Perché la sua vita vi sembra così interessante?”

Perché da piccolo era un asino
Perché lui fa esperimenti che non ci sono mai stati e dopo li fa divertenti
Perché fa gli errori ortografici come me
Perché lui ha fatto una scoperta, però lui non l’ha realizzata, ma l’ha realizzata un altro scienziato


Perché è uno scienziato famosissimo
Perché a me piace la scienza e la chimica
Perché è uno scienziato e io da grande vorrei diventare uno scienziato
Perché studiava la meccanica e allora mi piace la meccanica
Perché è interessante
Perché è un genio
Perché faceva dei miscugli di sostanze difficili
A me piace la sua storia perché era uno scienziato e la sua storia è un po’ divertente
Perché da grande voglio diventare come lui e ho anche ogni libro di Einstein
Perché non ho mai sentito la sua storia
Perché ha preveduto…previsto le onde nello spazio
Perché sono curiosa di sapere come ha fatto a diventare scienziato
A me Einstein interessa così tanto perché io sono appassionato di scienza e di storia e mi interessano le sue scoperte
Perché ha previsto alcune cose del futuro…si è immaginato la Terra nel futuro
Einstein mi interessa perché è stato un genio famoso in tutto il mondo e quindi piacerebbe anche a me conoscere cosa ha fatto


Dall'introduzione:


A scuola erano spesso considerati allievi mediocri, inetti, condannati al fallimento: veri e propri asini! In famiglia facevano disperare tutti per il loro carattere ribelle. Sonnecchiavano dietro la lavagna e collezionavano passi falsi.

Con il tempo, però, la storia ha reso loro giustizia, mostrandone la genialità. Questi personaggi dominano la nostra cultura scolastica come statue. Le enciclopedie e i musei li piazzano su un piedistallo, ma un piedistallo può vacillare…

È ora di vederli sotto un’altra luce: attraverso il racconto della loro scapestrata giovinezza.


E allora eccola qui, la scapestrata giovinezza di  quell'asino di Albert Einstein:


[…] il grosso Albert, soprannominato “papà orso”, non parla fino a 3 anni (almeno così dicono), odia qualsiasi attività fisica e passa il tempo a costruire castelli di carte.



[…] In ogni caso, a scuola è una catastrofe: è ritenuto lento, perché riflette ore prima di rispondere a una domanda e non riesce a imparare niente a memoria. Viene anche considerato un alunno difficile perché proprio non capisce il perché di regole e ordini. Inoltre, la totale mancanza di interesse per lo sport lo isola dai compagni. Conoscendolo più a fondo, però, si potrebbe notare che questo bambino cicciottello adora la matematica e il latino: si tratta di materie logiche, semplicemente.



[…] A scuola continua a sembrare un tipo strano. Inoltre è ebreo, e questo certo non facilita i rapporti con oi tedeschi. Che depressione. Uno dei suoi professori (un vero indovino, questo qui!) gli dice che nella vita non combinerà mai niente e che farebbe meglio a lasciare il liceo e rinunciare al diploma. Albert non se lo fa ripetere due volte e raggiunge i genitori in Italia per mangiare gli spaghetti. Insomma, in teoria un pessimo inizio per il premio Nobel…
 





Le riflessioni continuano dopo la lettura:


Prima era un asino, ma asino asino, e poi è diventato un genio del male…(Alla mia domanda Perché genio del male? continua: Io sapevo già della bomba atomica che aveva creato, e allora l’ho chiamato genio del male, e secondo me era un po’ pazzo)

Da piccolo non era tanto bravo, e poi è diventato uno scienziato e bravo in matematica

Prima non sapeva fare niente, e poi con gli anni ha saputo fare qualcosa

Prima non sapeva fare niente perché non prendeva mai il lavoro, prendeva sempre brutti voti e non sapeva studiare completamente, poi a 23 anni gli è andato qualcosa almeno bene, che è andato in Svizzera ed è diventato uno scienziato

Che in pratica in matematica Einstein era molto bravo perché prendeva quasi sempre 10 e nelle altre materie prendeva sempre 2, però col passare degli anni è migliorato nelle materie ed è potuto diventare uno scienziato

Prima lui non voleva fare il soldato, ma poi è stato esonerato