martedì 28 marzo 2017

Io, la Gioconda





 

Adesso devo proprio trovare una buona scusa: messer Francesco del Giocondo comincia ad essere impaziente. Finora l’ho tenuto a bada con i soliti trucchetti (ritardi, difficoltà, altri impegni…), ma ormai ho esaurito i pretesti. Sono anni che tiro in lungo, è arrivato il momento di farmi coraggio e dirlo chiaro: Mi spiace, messer Francesco. Il ritratto di sua moglie monna Lisa è a buon punto, ma non lo consegnerò né domani né mai. Mi sto preparando per lasciare Firenze e tornare a Milano, e il quadro non lo mollo: me lo terrò io, e sono pronto a restituirle i soldi che mi aveva versato come anticipo”. Il denaro non mi manca: i ricavi dei dipinti sono ben poc cosa rispetto a quanto guadagno con le consulenze tecniche, le perizie sui canali e sulle acque, i progetti di macchine, i disegni di bombarde e fortificazioni, gli incarichi di cartografia, l’allestimento di feste e ricevimenti, l’illustrazione di libri, i disegni di costumi e mille altre cose.

ZUFFI S., Il mondo dipinto, Feltrinelli Kids




A parlare, per mano e penna di Stefano Zuffi, è lo stesso Leonardo, che racconta la nascita della Gioconda. Essa, come ogni opera d'arte, ha una storia che si vorrebbe ascoltare. In questo libro, a raccontarla è di volta in volta l'artista o qualcuno che partecipa all'universo di quel quadro. 
Ascoltare queste storie significa entrare in un mondo di cui finalmente cominciare a cogliere la bellezza.

Così, dopo la lettura delle pagine narrate, mi sono così chiesta, e ho chiesto ai ragazzi: Perché non dare voce alla Gioconda stessa?



Leonardo per darmi un nome fece un gioco di parole, 
visto che mio marito faceva di cognome Giocondo.
 [...]
Tanti dicono che io sono famosa perché guardo da tutte le parti
 ma per me sono solo una persona che sorride.  





...da lì capii che aveva un talento naturale
e che mi avrebbe disegnata benissimo















Lui mi ha fatto la testa girata di 3/4 
così sembra che i miei occhi vi seguano sempre dappertutto