martedì 21 marzo 2017

I fiori sbocceranno comunque




La primavera è come un fiore
che corre per sbocciare, e una
farfalla che si appoggia
sul ramo
La luce si inchina ad ogni cosa
anche a me quando mi sveglio
la mattina
di notte la luce cerca
di infilare le gocce di
rugiada,
per farmi una collana.

F., dieci anni ancora da compiere








La primavera è molto più
di poche parole o poche lettere
 […]
È come un’esplosione,
che ti libera dal freddo e dal gelo
dell’inverno
è la gioia che provi
il primo giorno di primavera
[…]
Ci sono poche parole
per descrivere la primavera
e la più importante tra queste parole
è la liberta.

A., dieci anni






Mi hai stupito primavera
nel marzo di quest'anno
sei arrivata puntuale
proprio quando tolgo
il gesso.
Alla fine
me la godo.

Ciao primavera
ti aspetto
domani
mattina.


(M., dieci anni appena compiuti e trenta giorni di gesso, che toglierà domattina)












I fiori sbocceranno comunque. 
 









 







Viole nei prati,
rose in mazzi da regalare,
papaveri in vasi per decorare.
Così sarà la primavera,
io ti sto aspettando.
[…]










La primavera è un sogno d’oro
è un infinito un passo
la primavera è un bellissimo
spreco di tempo.
È un’impresa impossibile
è un pianeta in un sasso
La primavera è un prato
dentro di me
[...]






Tutto il giorno ai suoni melodiosi
che le brezze portano leggere.
Con solo farfalle su cui meditare
e api da ospitare.
Non ha da fare altro che cullarsi
la primavera
per poi finire in supremi fienili e
sognare tutti i (sogni) giorni.
Che una duchessa invano
attenderebbe da lei
un invito, un saluto, un’attenzione.
E accogliere in grembo
la luce
e inchinarsi ad ogni cosa.
L’erba ha così poche occupazioni
mi piacerebbe essere fieno.
L’erba ha così poche occupazioni
un mondo di semplice verde.

 Rielaborazione di S. di
 
L'erba ha così poche occupazioni -
un mondo di semplice verde
con solo farfalle su cui meditare
e api da ospitare -
non ha da fare altro che cullarsi
tutto il giorno ai suoni melodiosi
che le brezze portano leggere -
e accogliere in grembo la luce -
e inchinarsi ad ogni cosa -
e infilare le gocce di rugiada
come perle, per tutta la notte
e diventare così raffinata
che una duchessa invano attenderebbe
da lei un invito, un saluto, un'attenzione.
E quando muore non fa che trapassare
in odori divini -
come umili spezie addormentate
o nardi che si spengono -
per poi finire in supremi fienili
e sognare tutti i giorni.
L'erba ha così poche occupazioni -
mi piacerebbe tanto essere fieno.
Emily Dickinson (trad. Alessandro Quattrone), Non c'è nave che possa come un libro,Mottajunior